Trieste riparte dalle proprie certezze

Trieste riparte dalle proprie certezze

Dal prolungamento di Dalmasson alle probabili conferme del blocco italiano, c’è molto ottimismo in casa biancorossa

di Marco Torbianelli

La Pallacanestro Trieste 2019/2020 sta prendendo forma attorno alla notizia più importante, quella che vede Eugenio Dalmasson con la penna in mano pronto a sottoscrivere il prolungamento del suo attuale contratto in scadenza nel 2020 fino al 2021, con un’opzione per la stagione successiva. Un’ottima notizia per tutta la piazza, sia perché viene data – con merito – continuità ad una guida tecnica importante e storica, sia perché si rende evidente che esiste un programma a medio termine, ovverosia che esistono delle certezze che sono state fornite, come richiesto, al coach mestrino. Sta forse proprio in questo la parte più ghiotta: nonostante la situazione societaria ancora non ben definita e nonostante l’assenza di un main sponsor, ci sono delle certezze da poter dare.

Per quanto riguarda il roster, in una più che probabile conferma del 6+6 la componente italiana dovrebbe sostanzialmente restare quella della stagione appena terminata, con Fernandez, Da Ros, Strautins e Cavaliero. Con il sempre più probabile ritiro dal parquet di Cittadini, assume forza la candidatura di Janelidze (già sotto contratto e rientrato dal prestito a Cagliari), mentre restano da valutare le posizioni di Coronica e di Lorenzo Baldasso, rientrato alla base dopo una difficile stagione a Jesi. Tra i due certamente più probabile vedere ancora capitan Corazza a disposizione del coach, ma molto dipende da conferme e partenze tra gli stranieri, soprattutto alla luce della riduzione del budget paventata dalla dirigenza. In tal senso, con la sicura partenza di Dragic, il nodo da sciogliere resta quello di Peric, sotto contratto per la prossima stagione, ma a fronte di un impegno economico importante lo stesso potrebbe venir risolto consensualmente. Difficile ma non impossibile trattenere Mosley – gradito al coach ed alla piazza -, cercato da diverse squadre in Italia e all’estero, mentre la volontà di restare espressa da Wright andrà opportunamente valutata a livello economico. In ogni caso probabile che Dalmasson voglia tentare nuovamente la carta della point-guard con punti nelle mani, quella tipologia di giocatore in grado di togliere le castagne dal fuoco, ma senza snaturare la coralità del gioco previsto dal coach.

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