Banchi dice addio, Torino sotto shock

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Non basta la definizione “fulmine a ciel sereno” a descrivere quello che un’intera città baskettara prova in questo momento. È una disgrazia, è un lutto, è quanto di peggio potesse capitare a migliaia di persone che fino ad oggi, nonostante abbiano storto il naso in parecchie occasioni per la gestione di questa società, avevano finalmente trovato una speranza in una squadra che, è giusto ricordare, fino a 3 anni fa militava in A2 e fino a 5 anni fa a seguirla era un manipoli di pochi aficionados memori delle imprese di 20 anni prima (“altre storie, altri orgasmi” dicevano gli Squallor), mentre negli ultimi tempi il PalaRuffini era quasi sempre soldout.
Eppure i Forni fino ad oggi hanno portato avanti dei sogni, non solo i loro, ma quelli di una città intera che fino a stamattina aveva sperato di potersi innalzare sulle teste delle acerrime rivali italiane e di poter tornare a competere in Europa come eoni fa, tradotto, fino ad oggi i Forni avevano fatto bene! Ma ora?
Ora che prospettive ha questa squadra? Alla sgomentante notizia ed il susseguirsi di tam tam sui social, nel giro di pochi minuti è ovviamente partito il toto allenatore: Pancotto, Pozzecco, Repesa, i primi nomi, ma la situazione di incredulità non permette nemmeno di poter commentare se detti allenatori si potrebbero prendere la bega di sobbarcarsi una squadra che ha fatto molto più che bene fino ad ora, senza rischiare di scottarsi qualora le cose non andassero per il verso giusto, inoltre, nella situazione attuale, se non un “top” coach, chi potrebbe fare da traghettatore fino al termine della stagione cercando di non deludere migliaia di tifosi che in questo momento sono già in fermento sui social?
Il fatto è che Luca Banchi, taciturno, cupo (nonostante la toscanità), era riuscito addirittura ad aizzare il pubblico del PalaRuffini nella vittoria contro il Bayern e forse stava iniziando a sentirsi anche lui a casa, ma non sappiamo al momento quali siano state le cause della sua decisione, quello che sappiamo è che se Torino fino ad oggi aveva avuto delle speranze, dei sogni coltivati per decenni, di poter finalmente vivere anche di basket e non solo di calcio, una bella fetta di merito è anche sua e se non fosse accaduto l’impensabile, come accaduto oggi, avrebbe indubbiamente potuto raggiungere in prospettiva futura, nella graduatoria dei migliori coach torinesi, anche il Professor Dido Guerrieri (e mi scuso se qualcuno la ritenesse una bestemmia).
Banchi, voluto fortemente dal vice presidente Francesco Forni, pare si sia dimesso per incompatibilità con Antonio Forni, ovvero il presidente della squadra (tra l’altro già manifestata in pre campionato quando come oggetto di discussione erano state tirate in ballo le scelte di mercato), il tutto sfociato in una più che accesa discussione dopo la vittoria di Torino solo 24 ore fa a Varese e questo da un po’ da pensare, dato che già in passato alcuni exploit del notaio (vedesi rottura con PMS e con Paolo Terzolo, il presidente che riportò Torino in A ed ancor prima licenziando per mezzo stampa coach Pillastrini) fecero non poco scalpore. Eppure fino ad oggi Antonio Forni ha sempre avuto ragione su tutto e su tutti, non solo perseguendo i propri obiettivi, ma riuscendo, nonostante le difficoltà, ad essere idolatrato dai tifosi per quanto fatto finora, come quella cosa da poco, quella bazzecola, di convincere e coinvolgere come main sponsor FIAT.
Ma a Torino i pilastri della terra cestistica oggi stanno seriamente tremando: squadra in forma, 5° posto in campionato al giro di boa a soli 4 punti dalla vetta e 3 competizioni sulle quali la FIAT, fino ad ora, ha fatto bene e puntato tutto come un “all-in” a poker. In queste ore, nonostante anche il sito ufficiale Auxilium-Fiat certifichi la notizia della risoluzione consensuale, i supporter torinesi stanno cercando di decidere se scendere in piazza o meno, alcuni sperano ancora che ci sia un dietrofront da ambo le parti e che si possa riparare, ma fatto sta che la nave FIAT ora è senza il suo comandante ed i tifosi gialloblu stanno pensando solo ad una cosa: “Schettino…”, pardon, “Banchi torni a bordo cazzo!”

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