Brescia, il mercato è positivo. Ora i primi allenamenti

Brescia, il mercato è positivo. Ora i primi allenamenti

Nonostante dubbi e scetticismi, la squadra a disposizione di Esposito è, sulla carta, di ottimo livello.

di Fabio Rusconi

La rivoluzione, nel basket italiano, spesso non passa unicamente da fallimenti. Ne è una testimonianza la Pallacanestro Brescia la quale, nonostante l’ottimo campionato disputato lo scorso anno, ha deciso di cambiare ben nove giocatori della propria rosa. A inizio luglio, nel pieno del passaggio societario, gli scetticismi erano diversi e Brescia ha dovuto salutare molti dei protagonisti della scorsa stagione, come Abass (andato alla Virtus), Lansdowne (approdato a Strasburgo, Francia) e Laquintana. Il mercato stentava ma oggi, a roster completo, possiamo dire che l’attesa è stata ripagata. L’accoppiata Santoro-Esposito decide, per la prima volta in assoluto, di iniziare la stagione con il 6+6 e di non implementarlo, come successo in passato, in corsa. La squadra si sta radunando, con anche i giocatori stranieri stanno man mano arrivando, per prepararsi in vista della SuperCoppa, che ormai è dietro l’angolo. I primi giocatori hanno già svolto i primi allenamenti alla guida dello staff tecnico.

Si è tanto parlato di un italiano di livello per sostituire Abass. Sostituire il miglior giocatore azzurro della scorsa LBA non è facile, ma a dispetto di tanti nomi italiani (Michele Vitali, Della Valle), Brescia ha preferito virare su Drew Crawford. L’ala in uscita da Milano, ex MVP della stagione 2018-19 con Cremona (con cui ha vinto una Coppa Italia), sarà la prima opzione offensiva bresciana. Atletico e veloce, Crawford è dotato di ottimo tiro da fuori e primo passo, con gambe in grado di tenere potenzialmente quattro posizioni in difesa e di coprirne tre in attacco.

Altra grande novità della Leonessa sarà il ruolo di Luca Vitali. Il playmaker bolognese, da sempre titolare nel progetto, si vedrà quest’anno cucito su di sé il ruolo di sesto uomo. La scelta bresciana, che di fatto ha allontanato Laquintana dal Cidneo, è rischiosa ma sensata: Vitali non ha probabilmente le carte i regola per essere il faro in cabina di regia, ma il suo impatto in uscita dalla panchina può essere importante, sebbene è un ruolo che in carriera non è mai calzato sul 34enne. Il nuovo play titolare sarà Kenny Chery (pronunciare con accento francese). Chery è un playmaker con ampia esperienza europea avendo girato diverse squadre tra Spagna e Francia, e con uno stile di gioco opposto a quello di Vitali. Se quest’ultimo è un play che fa del passaggio la sua arma principale, dall’alto dei suoi 2.01m di altezza, Chery è una point guard che preferisce realizzare. Alto solamente 1.80m, Chery può essere paragonato, per taglia e gioco, a Joe Ragland, visto in Italia con Cantù, Milano e Avellino. Chery necessita molto della palla in mano, con la quale può creare dal palleggio anche dall’arco (cosa che Ragland invece ama fare di meno, preferendo attaccare il ferro), ma anche di penetrare e assorbire contatti con i lunghi avversari.

E a proposito di lunghi, il pacchetto lunghi di Brescia cambia totalmente. Via Cain e Horton, dentro Dusan Ristic e T.J. Cline. Quest’ultimo, rookie per il nostro campionato, arriva da tre stagioni all’Hapoel Holon e rappresenta il classico “4” dal grande atletismo, un giocatore che può essere un fattore in difesa e a rimbalzo, ma anche in attacco essendo che non sta mai fermo. Cline ama tenere costantemente impegnato il proprio difensore, può attaccarlo mettendo palla a terra o spalle al canestro, ma ha due grandi limiti: il tiro da tre punti e i tiri liberi. Se il primo fondamentale lo sta sistemando negli anni, con l’ultima stagione al 37% dopo anni (compreso quello al college) abbondantemente sotto il 35%, la lunetta può essere un fattore negativo del texano, visto che in carriera raramente si è avvicinato al 70%. Ristic, nuovo centro serbo in uscita da Astana ma di proprietà della Stella Rossa Belgrado, è un giocatore molto differente dal suo precedessore Cain, finito a Pesaro: più centimetri, più qualità in attacco dove sa fare un po’ tutto, anche tirare dall’arco e passare la palla dall’alto dei suoi 213 cm. E’ proprio il tiro la principale arma che Ristic ha nel suo arsenale rispetto a tanti suoi colleghi centri, un giocatore in grado di allargarsi dopo il blocco costringendo così i lunghi avversari a compiere una scelta tra liberare il pitturato ed esporsi a una penetrazione o se aiutare chi rimane sul blocco, ma rischiando di subire un piazzato comodo. Qualche dubbio resta sul suo apporto in difesa e sulla tenuta su un minutaggio lungo. Quest’ultimo è un punto che ha spinto la dirigenza bresciana a richiamare un ex nel ruolo di centro in uscita dalla panchina: dopo una gran stagione a Cantù e due a Milano in cui sostanzialmente non ha giocato, Christian Burns torna “a casa” come da lui stesso affermato sui propri social. Burns lo si conosce: sottodimensionato in termini di altezza, sopperisce a questa carenza con il suo fisico scultoreo, in grado di fargli reggere urti anche con avversari più grossi di lui. Sulla carta le sue caratteristiche, più improntate alla difesa e al rimbalzo, sono un ottimo fit, complementare a quelle di Ristic, in grado di dare a Esposito due giocatori scambiabili a seconda di cosa il coach e il suo staff vogliono vedere in campo e anche in base agli accoppiamenti in difesa e attacco. Completano il reparto lunghi Brian Sacchetti, che aggiunge dimensione perimetrale di livello assoluto al pacchetto e Andrea Ancelotti, che da 12mo uomo proverà a ritagliarsi minuti importanti sul parquet dopo l’ottima stagione in A2 con Latina.

Altro giocatore che arriva dalla A2 è Giordano Bortolani, nuova guardia di riserva della Leonessa. Bortolani, arrivato in prestito da Milano, esce da Biella dove ha viaggiato a quasi 15 di media nella annata appena trascorsa. Bortolani è il più giovane della squadra: nato nel dicembre del 2000, è una guardia dinamica in grado attaccare il proprio difensore in tutti i modi ma anche di portare palla nel ruolo di playmaker. Una bella scommessa per un giocatore che rappresenta uno dei tasselli più importanti del basket azzurro che verrà. Bortolani sarà con ogni probabilità la guardia tiratrice di riserva, e cambierà il titolare Tyler Kalinoski, guardia classe ’92 da Birdirma, squadra turca. Il “2” con maggior minutaggio sarà lui, con un ruolo da specialista dalla lunga distanza, in grado di prendere e tirare dagli scarichi. Kalinoski ha flirtato a volte in carriera col 40% dall’arco e la mansione principale in attacco sarà questa, senza dimenticare l’ottimo apporto difensivo che il nativo di Cincinnati può portare. Chiude il reparto un altro giocatore in arrivo dalla A2: di strada, Salvatore Parrillo ne ha fatta poca, da Orzinuovi a Brescia. Il sostituto di Ceron, diventato padre nella mattinata odierna, è una combo guard completa che potrà far rifiatare i suoi pari ruolo garantendo ottima qualità sia da guardia che da playmaker.

Il gruppo sulla carta c’è, e Brescia non può non considerarsi una potenza di seconda fascia dietro al trittico Milano-Virtus-Venezia. Sulla carta la Leonessa, che sarà sempre capitanata dall’inossidabile David Moss, giunto ormai a 37 primavere e a 14 stagioni nel nostro Paese, può e deve ambire ai playoff e a poter dar fastidio a chiunque nella post season. Il lavoro fatto dalla dirigenza in questo periodo complicatissimo e ancora incerto, soprattutto nel basket nostrano, è encomiabile. A Vincenzo Esposito e al suo staff il compito di creare amalgama e gioco che portino risultati positivi e soddisfazioni ai tifosi.

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