Brindisi, il futuro passa dal rinnovo del main sponsor e da un palasport adeguato

Brindisi, il futuro passa dal rinnovo del main sponsor e da un palasport adeguato

Il presidente Marino illustra a Basketinside le strategie future. Prima tappa: invitare l’ad di Enel a Brindisi per “far toccare con mano la passione della città”

di Marino Petrelli

“Il futuro del basket brindisino è per il momento legato alla decisione di Enel di proseguire ancora al fianco della nostra società e della nostra squadra. Stiamo trattando e siamo fiduciosi. Vogliamo invitare il confermato amministratore delegato, Francesco Starace, alla partita di Brindisi contro Capo d’Orlando per far toccare con mano ai vertici dell’azienda la passione della nostra gente, il calore del Pala Pentassuglia, la bontà del nostro progetto tecnico e la volontà di proseguire con il basket a Brindisi”

Parole di Fernando Marino, presidente della New Basket Brindisi, che deve ridisegnare il futuro, avendo saputo da qualche settimana che il main sponsor, presente sulle maglie bianco azzurre dalla stagione 2008/2009, potrebbe dismettere il proprio impegno nella pallacanestro. Un primo segnale lo avevamo avuto alla vigilia delle Final Eight di Coppa Italia quando aveva destato molto clamore a Brindisi la presentazione della maglia da gioco per la manifestazione di Rimini senza il logo Enel. Al suo posto Cantine Due Palme, nota azienda vinicola brindisina che ha sostenuto la squadra nella sua unica partita contro Milano. Da quel momento, le voci più incontrollate sul futuro di Brindisi e della società che anche quest’anno ripianerà le perdite con un aumento di capitale di 800 mila euro, “ricoprendo lo scoperto della gestione precedente anche in virtù di alcuni mancati premi da parte dell’Enel”, aggiunge Marino.

Alla base di questa scelta pare ci siano mutate scelte strategiche a livello nazionale legate al piano sulla banda larga, ma potrebbero in realtà pesare anche le vicende locali. La centrale elettrica situata a Cerano, a sud di Brindisi, produce carbone ed è la seconda più inquinante in Europa. Da tempo si parla di una drastica riduzione di produzione o addirittura di una chiusura dell’impianto intorno al 2020. Ecco perché il basket a Brindisi potrebbe non essere più interessante. “Enel ha avuto una grande visibilità sul territorio locale e nazionale indipendentemente dalle vicende legate alla centrale e il suo logo ha girato in tutta Italia, con tre qualificazioni alla Coppa Italia, di cui due semifinali raggiunte, e in Europa, sia in Eurochallenge, dove siamo arrivati fino ai quarti di finale, che in Eurocup – rimarca con forza il numero del sodalizio brindisino -. Il progetto del basket deve essere visto quindi al di fuori della situazione in città ma nell’ambito di una valorizzazione del brand ancora più importante grazie ad una squadra che fa 3500 spettatori a partita e ha assunto ormai un’attenzione mediatica molto forte tra le squadre della Lega A”.

NUOVI SPONSOR E IL “FATTORE PALASPORT”

Il problema più grosso è quello che in questa fase della stagione i soci della New Basket vorrebbero già confermare almeno due o tre giocatori del roster attuale, ma non sapendo quale sarà il budget a disposizione tutto diventa più difficile. Alcune aziende locali si sono avvicinate, ma il loro sostegno non può essere uguale a quello di uno sponsor come Enel. Voci ben informate in ambienti milanesi di politica industriale e farmaceutica dicono che Sanofi, che ha a Brindisi ha uno degli stabilimenti italiani e ha deciso di investire altri 40 milioni di euro nel sito cittadino, e già presente tra gli sponsor societari, abbia intenzione di ampliare il proprio contributo al fianco del basket. Ma il presidente Marino non conferma né smentisce: “Il pool di sponsor e partner sta crescendo, come è naturale per una squadra di serie A, ma è chiaro che il progetto va avanti soltanto se un grande sponsor decide di investire su di noi e con noi. Tutto il resto si costruisce intorno – dice ancora Marino -. Con Enel non ci siamo posti date ultime, io per indole sono sempre convinto che gli accordi vadano fatti ieri e non domani, ovvero non si deve mai perdere tempo, qui siamo di fronte ad un colosso industriale che deve fare le sue valutazioni. Diciamo che la fine della regular season potrebbe essere un tempo utile per cominciare a programmare il futuro”.

Un futuro che rischia di essere ancora più oscuro dopo la decisione odierna del Consiglio federale che ha deliberato all’unanimità che dal campionato 2018-19 di serie A tutte le gare dovranno svolgersi in impianti di gioco con una capienza minima di 5000 posti a sedere. L’obbligo della capienza minima scatterà già nei playoff della stagione precedente, 2017-18. A Brindisi, come si sa, il Pala Pentassuglia può contenere al massimo 3500 posti, alcuni dei quali costruiti dietro le colonne che sostengono le tribune per permettere l’omologazione. Di progetti in città se ne sono visti tanti, tutti poi naufragati. Lo scorso primo aprile una testata locale aveva pubblicato un articolo su un nuovo grande progetto sul nuovo palasport. Considerata la data di pubblicazione si è trattato di uno scherzo, non si quanto di buon gusto nei confronti dei tifosi che su questa cosa non ci dormono la notte. “L’unica e forse ultima speranza è rimasta quella di un grande progetto tra privati da presentare il prima possibile e sottoporre al Credito sportivo per avere i finanziamenti necessari – conclude Marino -. Tutto questo sarà possibile soltanto se Enel garantirà una presenza stabile per almeno altri due anni. In tal caso, si potrebbe pensare ad un coinvolgimento dell’azienda anche per il nuovo palas. Altrimenti si rischia seriamente di portare il basket lontano da Brindisi”.

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