Cantù ai raggi X: è l'araba fenice che muore e poi rinasce!

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Se si volesse descrivere la nuova squadra allestita dal duo Sacripanti-Della Fiori, l’eufemismo precedente sembrerebbe il più adatto: abbandono da parte della presidentessa Cremascoli dal ruolo di proprietario assoluto delle quote societarie, abbassamento del monte ingaggi e smantellamento dell’ossatura “storica” delle ultime annate. Partiamo con ordine.

Sul fronte dirigenziale la famiglia Cremascoli ha fatto un passo indietro, permettendo a nuovi soci di entrare nel consiglio d’amministrazione: in questo senso il 10% delle quote è stato “comprato” da “Tutti Insieme Cantù srl”, una società nata dalla volontà dei tifosi di dare una piccola mano alla più grande “Pallacanestro Cantù spa”, e un ulteriore circa 30% è stato diviso tra ulteriori figure del luogo che hanno voluto contribuire sensibilmente all’economia societaria. La quota di maggioranza è rimasta in mano alla signora Anna, la quale continuerà nel ruolo di presidente del club.Tutto questo ha permesso alla squadra brianzola di garantirsi un futuro “almeno” negli immediati tre anni, un pronostico alquanto roseo se considerata la grave situazione in cui vertono molte realtà della pallacanestro italiana.

Per quanto riguarda la squadra intesa come staff e giocatori, essa è stata letteralmente rivoltata: gli unici confermati sono l’allenatore “Pino” Sacripanti con i suoi assistenti, e il duo italiano rappresentato da Stefano Gentile e Awudu Abass, cui si aggiunge Ivan Buva. A farne le spese è stato tutto il resto del roster, a partire dall’uomo simbolo Aradori, passando per il capitano Marteen Leunen e infine il centro azzurro Cusin, giocatori di indubbio talento ma impossibili da rifirmare a causa dell’onoresono ingaggio (in realtà già ridimensionato l’estate scorsa). Al loro posto si è puntato su giocatori emergenti, con grande fisicità e voglia di mettersi in mostra in un campionato equilibrato come quello nostrano e in una competizione lunga e affascinante come l’EuroCup. Tra i volti più interessanti sicuramente l’eclettivo Damian Hollis in uscita da Biella, lo straripante ex Lakers Darius Jonhson-Odom e il suo connazionale DeQuan Jones, senza dimenticarsi del dominicano James Feldeine e del ritorno di “Big E” Williams. A contorno di questi il blocco degli italiani, capeggiati dal duo Gentile-Abass e comprendenti il talentino Laganà e i due “figliol prodighi” Bloise e Maspero. Un quintetto tutto americano, con Johnson-Odom in regia, Feldeine e Jones nello spot di esterni, Hollis sul perimetro e Williams al centro dell’area, non si vedeva a Cantù dal lontano 2003. A quel tempo c’erano i “Faboulus 4” e arrivò la Supercoppa vinta contro Treviso; questa volta i giocatori non sono più gli stessi ma i tifosi sperano la storia possa ripetersi.

PLAYMAKER – GUARDIE

gentile stefanoStefano Gentile – #30 – 21.2 minuti, 9.9 punti (49% da due e 40% da tre), 1.7 assist

Con l’abbandono di Ragland aumenterà sicuramente il minutaggio e le responsabilità affidate al figlio maggiore di Nandokan in cabina di regia: dopo la qualificazione ai prossimi Europei ottenuta con la nazionale di Pianigiani, Stefano deve confermare quel processo di crescita che era iniziato con Sacripanti a Caserta e ben portato avanti nel corso dell’ultima stagione, per poter garantire un rendimento di qualità il più costante possibile nell’arco dell’annata che verrà, cosa che non sempre si è verificata nel recente passato.

 

Darius Johnson-Odom – #1 – 32.9, 18.3 punti (44% da due e 39% da tre), 3.5 rubate, 2.7 assistodom

Rappresenta il classico crack di mercato, quel nome che fa sognare tutti i tifosi, e non tanto per il nome del giocatore in sé (conosciuto agli esperti di NCAA) ma quanto per il trascorso, seppur breve, al fianco di sua maestà Kobe Bryant in maglia gialloviola. Putroppo la sua avventura nella città degli angeli, almeno con la franchigia vincitrice di sedici anelli, non è stata molto lunga, concludendosi dopo solo 4 apparizioni. Successivamente le esperienze in D-League prima con LA e poi Springfield, inframmezzate da apparizioni nel campionato sovietico con lo Spartak di San Pietroburgo e in Cina con lo Sichuan Blue Whales. L’approdo nel campionato italiano all’età di 25 anni non ancora compiuti, rappresenta forse l’ultima possibilità per mettersi in luce ad un livello davvero agonistico e sperare ancora nel sogno NBA.

  

laganàMarco Laganà – #9 – 23.1 minuti, 10.5 punti (45%da due e 23% da tre), 3.5 rimbalzi, 2.5 assist

Capitano e playmaker dell’under20 vincitore dell’oro agli Europei di categoria solo un anno fa, trascinatore di Biella fino alla Coppa Italia dello scorso anno. Un talento grezzo ma indiscutibile che aveva attirato l’attenzione delle più importanti squadre del nostro campionato, se non fosse che l’infortunio ai legamenti del ginocchio destro, accorso lo scorso febbraio contro Casale, non ne frenassero l’esplosione. Cantù, nonostante questo, ci ha creduto moltissimo e per questo lo ha firmato per ben tre anni, come a dire che intravede nel giovane calabrese il futuro della squadra. Ha passato tutta l’estate nel caldo del Pianella ad allenarsi con il fido “Sam” Bianchi e forse potrebbe già essere pronto per l’inizio della stagione agonistica.

 

James Feldeine – #4 – 29.9 minuti, 13.8 punti (43% da due e 36% da tre), 3.2 assist, 1.8 rubateFeldeine

Palleggio, tiro da tre, visione di gioco, attacco frontale e in post al canestro, ottima difesa e molte palle recuperate: tutti caratteristiche che fanno della guardia dominicana l’esterno forse più completo nello scacchiere di Sacripanti. Se ci fossero dubbi sul leggere le statistiche di uno dei migliori uomini delle scorse edizioni del campionato spagnolo, giocato
in maglia Fuenlabrada, un’ottima presenza ai mondiali appena disputati con la sua nazionale, con la quale ha ricoperto il ruolo di playmaker ed è arrivato fino ai sedicesimi, salvo poi essere eliminato dalla Slovenia dei fratelli Dragic.

 

bloiseGiacomo Bloise – #8 – 20 minuti, 6 punti, 1.4 assist

Partito da Cantù verso Biella per sostituire l’infortunato Laganà, ritorno da Biella a Cantù con Laganà. Questa è la simpatica storia del play di Erba, che si è allenato con la prima squadra di Sacripanti fino allo scorso Gennaio da svincolato, salvo poi trasferirsi in Piemonte dove ha conquistato la Coppa Italia di categoria e l’accesso ai playoff. Conclusasi la stagione in Gold non ci ha pensato due volte quando la sua ex squadra, un amore sbocciato fin dalla più tenera età, lo ha ricontattato per offrigli un posto nelle rotazioni di “Pino”. Sicuramente i minuti che gli verranno concessi non saranno molti ma Giacomo spera di ricambiare la fiducia dimostratagli e promette di farsi trovare sempre pronto.

 

ALI

 

Awudu Abass – #5 – 10 minuti, 3.3 punti (46%da due e 32% da tre), 1.9 rimbalziabass

Un finale di stagione in crescendo, con tanta intensità difensiva e almeno 10 punti a partita nelle ultime gare: questo è l’Abass che coach Sacripanti e tutti i simpatizzanti biancoblu si aspettano di vedere in questa stagione. Ora non ci sarà più il talento cristallino di Aradori ad oscurarlo nel ruolo di ala piccola, ma la sana competitività con un altro esempio di esplosività fisica come Jones.

 

DeQuan Jones – #18 – 30 minuti, 13.6 punti( 51% da due), 4.8 rimbalzi, 1.7 assist

Carico come una molla, esplosivo come la dinamite: questa è la nuova ala brianzola, con trascorsi ad Orlando in maglia Magic (63 presenze di cui 17 in quintetto). Poco più di due metri per soli muscoli, capaci di bruciare chiunque sullo scatto e di realizzare schiacciate spettacolari: con lui, DJO e Feldeine i tifosi di Cantù sono pronti ad esaltarsi ad ogni contropiede, mai come quest’anno al primo posto tra gli schemi di Sacripanti.

 

Ivan Buva – #25 – 24 minuti, 10.8 punti (49% da due e 34% da tre), 6 rimbalzibuva

I dati poco sopra riportati si riferiscono alla stagione con Siroki, questo perché il Buva visto negli scorsi playoff non è stato certo quello che ha spinto Della Fiori a puntare su un ragazzo del ’91 per rinforzare la squadra in vista dei quarti di finale contro Roma. Fisico impressionante, statura da intimidatore e una mano educata: questa è la sintesi dello spilungone bianco che sarà uno dei tanti jolly nel mazzo di Sacripanti, grazie alla capacità di ricoprire entrambi i ruoli di ala forte e centro, e di giocare in post spalle al canestro, un’abilità che sta venendo a mancare nel basket di oggi ma che per questo è sempre più efficace contro le difese attuali.

 

hollisDamian Hollis – #22 – 27 minuti, 17.2 punti( 63% da due e 47% da tre), 6.3 rimbalzi, 1.2 assist

“King Damian” rappresenta il giusto compagno-ricambio di Buva, essendo in grado di ricoprire entrambi i ruoli di ala e permettendo al suo allenatore di alzare o abbassare il quintetto a seconda delle necessità. Rappresenta un degno sostituito di Leunen, presente a rimbalzo e preciso da oltre l’arco, come le sue statistiche confermano e grazie alle quali è stato eletto MVP agli ultimi All-Star Game di categoria con la maglia di Biella.

 

Giacomo Maspero – #22 – 6.7 minuti, 1.8 puntimaspero

Tre anni da aggregato alla prima squadra con Trinchieri, poi l’epopea in giro per la Lombardia con Sangiorgese Basket, Treviglio e infine Brescia. Un’esperienza andata in crescendo che ha fatto sì che “Jack” tornasse alla base come cambio di Hollis e Buva. 202 centimetri e una buona mano da oltre l’arco, sicuramente un buon prospetto da far crescere all’ombra di giocatori al momento più dotati tecnicamente e fisicamente per competere nel massimo campionato italiano, ma purtroppo per lui l’inizio sarà fin da subito in salita a causa dell’infortunio al quinto metatarso che lo terrà fuori per almeno qualche mese.

 

CENTRI

 

mbodjCheik Mbodj – #16 – 23.9 minuti, 9.3 punti (56% da due), 6.7 rimbalzi

Stoppate, rimbalzi…e ancora stoppate. Questo è il biglietto da visita con cui il centrone senegalese con trascorsi nel college americano di Cincinnati si presenta ai suoi nuovi tifosi e agli altri avversari di ruolo. Partirà sicuramente titolare nelle rotazioni di Sacripanti a causa dell’incognita Williams e a
vrà il fondamentale compito di bloccare tutti gli accessi al canestro biancoblu.

 

Eric Williams – #31 – 10.6 minuti, 6.5 punti (55% da due), 5.7 rimbalziwilliams

Il ritorno di “Big E” sul legno del Pianella a distanza di sette anni ha sorpreso i più e fatto storcere il naso ai molti. Rappresenta forse la più grande scommessa della stagione canturina, a causa di un fisico importante (206cm per 128 kg) e di molti infortuni subiti in questi anni. Proprio per questo il suo ingaggio è legato indissolubilmente al suo stato di forma: se si manterrà entro un preciso peso-forma, Cantù avrà tra le mani un centro dominante come pochi in Italia, dotato di muscoli, piede-perno e buon tocco di palla; diversamente Della Fiori e Sacripanti non indurranno a tagliare il giocatore, chiamato all’ultima possibilità nel basket che conta, e si butteranno sul mercato europeo e non forti di un passaporto USA ancora da spendere.