Cantù, ecco Sodini: “Chiunque venga qui dovrà buttare fuori sangue”

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Questo pomeriggio a Cantù, nella “Sala Mostre” del centro commerciale Bennet di Corso Europa, Pallacanestro Cantù ha presentato alla stampa il suo nuovo tecnico, coach Marco Sodini, fresco di ingaggio biennale e di ritorno in Brianza dopo una importante parentesi della sua carriera che lo ha visto brillare con i colori biancoblù prima in veste di assistente, nella stagione 2016-’17 e, nell’annata successiva, in quella di capo allenatore, con ottimi risultati.

«Sono entusiasta del ritorno di Marco. Come Pallacanestro Cantù siamo convinti che la scelta presa sia quella corretta» ha detto Roberto Allievi, presidente del club canturino. «Tutto il CdA lo ha voluto all’unanimità. È la figura giusta per proseguire il percorso di crescita che abbiamo iniziato lo scorso anno; che sia A2 o che sia Serie A, qualora ovviamente ce ne fossero le condizioni».

«Oltre alle sue qualità tecniche – ha proseguito Allievi – che avevamo già apprezzato nel corso della sua prima esperienza canturina, di Sodini mi piace evidenziare l’aspetto empatico: credo che la sua capacità di relazionarsi possa consentirci di migliorare non solo dal punto di vista sportivo ma anche da quello comunicativo. Il suo ingresso aiuterà ulteriormente il club ad aprirsi con la comunità: dai tifosi ai partner, dai partner alle Istituzioni».

«Come tifoso di Pallacanestro Cantù – ha raccontato un entusiasta Antonio Biella, direttore generale di S.Bernardo – non posso non aver apprezzato quanto fatto da Marco nel corso della sua prima parentesi con noi. È stato un grande, anche nei momenti difficoltà. Siamo sicuri che dimostrerà ancora di essere un canturino doc, anche se nato a Viareggio. Come brand S.Bernardo siamo orgogliosi delle caratteristiche con cui si sta costruendo il team: Marco è un sanguigno, ha gli attributi e sono certo che la squadra rifletterà il suo carattere».

Quindi il momento tanto atteso, parola al coach: «Provo una profonda gratitudine nei confronti della società. A essere onesti, posso dire di aver vissuto malissimo la mia ultima esperienza canturina perché c’era da salvare la Pallacanestro Cantù fuori dal campo. Adesso, invece, posso guardare negli occhi con serenità delle figure dirigenziali che posso definire “miei amici”. Il club ha fatto una scelta imprenditoriale e aziendale, ringrazio dunque tutti i componenti della società per la fiducia. Oggi sono qui per le mie capacità e, inoltre, sono cosciente e consapevole di lavorare per una società da Serie A, indipendentemente dalla categoria. Ringrazio tutti quelli che mi aiuteranno; saranno tanti. La società, intanto, mi ha messo a disposizione una grande qualità tecnica: posso contare su un direttore tecnico, Fabrizio Frates; su un general manager, Daniele Della Fiori; e su una figura di grande esperienza come Bruno Arrigoni. Con la collaborazione di tutti, dobbiamo riuscire a resettare la rabbia e indirizzarci in un futuro denso di vittorie. Non vi dirò che dovremo essere normali, perché a Cantù non si può essere decenti; bisognerà, invece, essere eccezionali. Questo perché Cantù è eccezionale per struttura: chiunque venga qui dovrà buttare fuori sangue. Dovranno buttarsi nella fiamma della Giubiana se necessario. Ma lo dovranno fare per Cantù, non per me» ha concluso coach Sodini.

Uff.Stampa Pall.Cantù

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