Cantù-Fortitudo Bologna, la sala stampa: le parole di Pancotto e Martino

Cantù-Fortitudo Bologna, la sala stampa: le parole di Pancotto e Martino

Le parole dei due allenatori.

di La Redazione

L’Acqua S.Bernardo Cantù esce sconfitta dal “PalaDesio” per mano della Fortitudo Pompea Bologna, vittoriosa 84 a 82 dopo un tempo supplementare. Di seguito le parole dei due allenatori nel post partita.

 

Antimo Martino, head coach di Fortitudo Pompea Bologna: 
«Sapevano che avremmo giocato in un ambiente difficile e contro una Cantù che aveva voglia di tornare alla vittoria e così è stato. Sappiamo quanto in questo campionato sia difficile vincere fuori casa e noi lo sappiamo bene perché non vincevamo in trasferta dalla prima giornata».

 

«Siamo stati troppo molli nel primo tempo e abbiamo concesso troppi uno contro uno ai nostri avversari, così come non siamo andati bene a rimbalzo. Poi, al rientro dagli spogliatoi, credo che la differenza più evidente sia stata quella dei punti subiti: in 25’, compreso l’overtime, abbiamo concesso solamente 36 punti, contro i 46 subiti nei primi due quarti».

 

«La vera differenza è che nel secondo tempo abbiamo giocato di squadra, dobbiamo ripartire da questo. La pallacanestro è un gioco di squadra e se non giochi da squadra vieni punito dagli avversari, sempre».

 

Cesare Pancotto, head coach di Acqua S.Bernardo Cantù:
«Mi assumo la completa responsabilità per la sconfitta. Ringrazio il pubblico e, anzi, mi scuso con loro perché il nostro desiderio era quello di regalargli un’emozione grande. Abbiamo disputato una partita di altissimo livello, specialmente nel primo tempo, di fronte a una squadra forte ed esperta come la Fortitudo».

 

«Non ci resta che correggere alcune cose, su tutte la nostra difesa. Dobbiamo rimboccarci le maniche. Sembra quasi che ci fermiamo all’improvviso, senza riuscire a chiudere le partite. Se devo guardare ai numeri, credo che la differenza più netta sia quella legata alla quantità di tiri liberi concessi tra l’una e l’altra squadra».

 

«Ancora una volta si è ripetuto il terzo quarto, quello dove ci perdiamo via. Detto ciò, ribadisco nuovamente la mia massima fiducia in questi giocatori. Sono dei ragazzi d’oro. Nella pallacanestro non ci sono mai colpevoli ma errori».

Uff.Stampa Pall.Cantù

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