Cantù – Palazzetto: E pur si muove!

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“E pur si muove”, la celebre frase in volgare fiorentino pronunciata da Galileo Galilei davanti al tribunale dell’Inquisizione al termine dell’abiura dell’eliocentrismo, sembra perfetta per descrivere la situazione attuale che circonda Cantù e, in particolar modo, il suo palazzetto. Se da un lato il cantiere in corso Europa è da più di un anno fermo e lasciato a se stesso, in attesa che la Cmr Edile di Reggio Emilia ottenga la fideiussione per portare a termine i lavori iniziati dalla bresciana Turra, una nuova strada, da molto tempo richiesta a gran voce dai tifosi, sembra delinearsi all’orizzonte.
Ieri pomeriggio, durante una conferenza stampa organizzata da Alessandro Corrado, presidente della Pianella srl, è emersa la volontà della suddetta impresa di ristrutturare la casa del popolo canturino, con un ambizioso progetto che prevede la rotazione di novanta gradi dell’impianto e l’estensione del 15% della sua superficie, così da garantire circa 1500 posti in più, per un totale approssimativo di 5400 posti.
La linea è stata tracciata ed è parallela a quella che porta al completamento, se mai ci sarà, del palazzetto che si sta costruendo sulle ceneri dell’ex PalaBabele. Tutto questo potrebbe portare ad un clamoroso scenario in cui Cantù da non avere neanche un impianto a norma ne possederebbe addirittura due.
Tornando al progetto spinto dalla famiglia Corrado su disegno dell’architetto Novati, si tratta di un impianto che godrebbe di tutte le facilità del caso: rampe a metà altezza per favorire l’uscita dei tifosi dal secondo anello, SkyBox per i giornalisti e impianto fotovoltaico per il risparmio energetico. L’obiettivo è realizzare una struttura polivalente, capace di accogliere altre realtà sportive della cittadina, come la Briantea64 e il Volley, ma anche sapersi aprire allopportunità di concerti,eventi e mostre.
L’obiettivo immediato è quello di trovare i fondi, che ammontano a cinque milioni di euro, e il tempo prefissato per raggiungere lo scopo – come spiega Alessandro Corrado- è pari a 3 anni, dopodiché il progetto verrà abbandonato. Raccolto il denaro – prosegue Corrado – sono previsti dagli 8 ai 9 mesi per la ristrutturazione, tempo nel quale la Pallacanestro Cantù potrebbe spostarsi nella vicina Desio per disputare le partite casalinghe.