Cantù, parla Wilson: “Dobbiamo rimanere uniti”

Le parole di Wilson.

di Daniele Tagliabue, @Danyboy1991

Jeremiah Wilson, ala forte classe 1988, è il giocatore dell’Acqua S.Bernardo con più stagioni alle spalle, quello più esperto non solamente sul campo ma anche sulla carta d’identità. 31 anni compiuti lo scorso 19 di aprile, Wilson, lungo americano in possesso della cittadinanza portoghese, è uno degli elementi su cui coach Pancotto fa maggiore affidamento. La sua presenza in campo e nello spogliatoio non passa inosservata per energia e agonismo. In mezzo a tanti giovani, perlopiù rookie alla prima esperienza non solo nei professionisti ma anche al debutto in Serie A, il nativo di Chicago è un punto di riferimento per tanti compagni di squadra, un leader che nel panico non ci va mai e che, senza scomporsi, sa come indicare ai più giovani la giusta strada da seguire: «Nelle ultime settimane le cose non ci sono andate bene ma sono sicuro che il gruppo può migliorare davvero tanto – ha spiegato il giocatore dell’Illinois – e abbiamo senza dubbio del potenziale ancora da sfruttare appieno. In squadra tutti vogliamo vincere, e questa è una bella cosa. Restiamo uniti come abbiamo sempre fatto sinora e andiamo avanti».

Parole da vero leader, da giocatore esperto che, in carriera, ne ha viste tante. Non a caso, l’ex giocatore di Imola (in Serie A2 due stagioni fa insieme ad Alessandro Simioni) ha vissuto tante esperienze differenti, tra un Paese e l’altro, passando anche per più continenti: Argentina, Cile, Australia, Grecia, Israele, Turchia, Portogallo, Polonia, Messico, Francia e Portorico, oltre all’Italia e alla Repubblica Ceca, dove ha conosciuto la fidanzata Kristyna, con la quale ha una bambina di due anni di nome Arielle. Facili o difficili che siano, queste esperienze hanno permesso al nazionale lusitano di maturare, tanto da non scoraggiarsi in momenti del genere, anche dopo una sconfitta bruciante sul filo di lana come quella subita dalla Fortitudo Bologna, dopo un overtime: «Non dobbiamo farci prendere dal panico quando vengono commessi degli errori ma, al contrario, superarli insieme» ha aggiunto il numero diciannove della S.Bernardo.

Coach Pancotto sinora non è riuscito a fare a meno di Wilson, lanciandolo sempre titolare con l’unica eccezione rappresentata dalla partita inaugurale in quel di Brindisi, che costrinse l’americano di nascita a partire dalla panchina, causa un fastidio alla schiena. Otto volte titolare su nove partite giocate, in cui l’ala ha prodotto 10.3 punti (37% da oltre l’arco), 5.2 rimbalzi e 1.6 assist in 27’ di media, attualmente secondo scorer di Cantù alle spalle di Cameron Young.

Uff.Stampa Pall.Cantù

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