Cantù, presentato il nuovo coach Piero Bucchi

Presentato ufficialmente il nuovo allenatore di Cantù, arrivato dopo la scomparsa della Virtus Roma.

di La Redazione

Si è svolta questo pomeriggio, presso la sala conferenze della palestra “Toto Caimi” di Vighizzolo, la
presentazione ufficiale di Piero Bucchi, neo capo allenatore dell’Acqua S.Bernardo.
Ad aprire la conferenza stampa, il general manager di Pallacanestro Cantù, Daniele Della Fiori:
«Innanzitutto, ritengo doveroso e giusto ringraziare Cesare Pancotto, con il quale personalmente
ho avuto un rapporto splendido sia umanamente sia professionalmente. Nello sport può capitare
che le cose non vadano per il verso giusto, con annesse difficoltà, spetta quindi alla società, e a noi
addetti ai lavori, prendere delle decisioni per il bene della squadra. Questo è quello che è stato fatto.
Dispiace, ma dobbiamo guardare avanti, anche perché la situazione è sì difficile, ma ci consente di
raggiungere assolutamente il nostro obiettivo. È quello che tutti vogliamo: società, sponsor, il
presidente, tutto il CdA, siamo tutti molto uniti e determinati a perseguire il nostro obiettivo.
Quanto a coach Bucchi, il suo curriculum parla da solo: è un allenatore con alle spalle una storia e
una carriera importante, fatta anche di trionfi. A lui, dunque, il mio più grande benvenuto».
Quindi le prime parole da canturino di coach Bucchi, che già nella serata di ieri ha diretto in Brianza
il suo primo allenamento: «In primis, mi associo ai saluti al collega Pancotto. Ho colto la chiamata di
Cantù con grande entusiasmo, per me rappresenta una sfida molto stimolante e io amo le sfide;
sono convinto della possibilità di fare bene e credo nelle qualità della squadra. Ho accettato di
iniziare questa nuova avventura con grande istintività e determinazione. A proposito di
determinazione: ho conosciuto i dirigenti e posso confermare di aver visto in loro le qualità già citate
da Daniele. Affronterò questa esperienza con passione e coinvolgimento».
Bucchi, che esordirà sulla panchina biancoblù domenica 31 gennaio nel derby contro Varese (palla
a due al “PalaBancoDesio” alle ore 16:00), si è così espresso sull’attesissima partita in programma a
Desio: «Cosa mi aspetto? Sicuramente una reazione dal punto di vista emotivo, cosa che ho già visto
nell’allenamento di ieri sera. La squadra si è applicata sin da subito. Domenica, inoltre, mi aspetto
che i ragazzi riescano a mettere sul campo anche il fattore tecnico per vincere. Tuttavia, vedere in
campo facce determinate e non tristi sarebbe già un buon punto di partenza: deve esserci rabbia,
non rassegnazione».
Durante la conferenza, Bucchi, 62 anni, bolognese, ha salutato i tifosi e ha raccontato, in maniera
molto toccante, un aneddoto su Chicco Ravaglia: «Appena ho firmato a Cantù ho pensato a lui,
questo perché l’ho avuto sin dal Minibasket fino agli Allievi, portandolo poi alla Virtus Bologna.
Conosco molto bene la sua famiglia, saluto con grande affetto Bobo e Morena».

«Quanto ai tifosi – ha proseguito Bucchi – mi scoccia parecchio che il covid ci tolga il loro supporto
e la possibilità di poter contare sul nostro sesto uomo. Li ricordo con piacere da avversario, calorosi
e vicini alla squadra. Specialmente al Pianella, che era sempre una bolgia, ma lo stesso vale per
Desio. Ciononostante, so che ci seguono ugualmente con grande trasporto, dunque rivolgo loro un
saluto e prometto che darò il 200%. Credo in questo progetto».
Anche Della Fiori, in chiusura di conferenza stampa, si è soffermato sui sostenitori canturini: «I tifosi
hanno tutto il diritto di esprimere la loro opinione e capisco il loro sfogo dopo l’ultima partita. La
nostra prestazione a Pesaro non è piaciuta nemmeno alla società. Sono il primo a non averci dormito
la notte. Sull’atteggiamento della squadra ne abbiamo parlato tra di noi e posso dire che, prima
ancora dell’arrivo del nuovo coach, abbiamo espresso ai giocatori il nostro disappunto, anche in
maniera molto forte. Non ci piace fare queste figure: Cantù non è mai stata quella vista a Pesaro e
mai più lo dovrà essere. Detto ciò, non serve trovare colpevoli. Ognuno deve prendersi le proprie
responsabilità, perché esistono i problemi ma il mio compito è quello di trovare le soluzioni.
Prendiamo quindi il comunicato degli Eagles, così come le critiche di tutti gli altri tifosi, con un
grande senso di responsabilità sia verso la società sia verso la città e ne facciamo tesoro. Tuttavia,
credo che nell’ultimo biennio la Pallacanestro Cantù possa guardarsi alle spalle con orgoglio per
quello che è stata capace di fare con la nuova gestione. La società, ora, può vantare un’immagine
migliore e dei progetti futuri importanti» ha concluso il GM biancoblù.

 

 

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