Cantù-Varese, la sala stampa: le parole di Pancotto e Cavazzana

Cantù-Varese, la sala stampa: le parole di Pancotto e Cavazzana

Cantù coglie il primo successo della stagione battendo 81 a 72 la Openjobmetis Varese, nella penultima sfida del Girone A di Eurosport Supercoppa 2020.

di La Redazione

Cantù coglie il primo successo della stagione battendo 81 a 72 la Openjobmetis Varese, nella penultima sfida del Girone A di Eurosport Supercoppa 2020. Ora i biancoblù sono attesi dalla trasferta bresciana contro la Germani, in programma giovedì 10 settembre, che chiuderà l’avventura in Supercoppa dell’Acqua S.Bernardo. Di seguito le parole dei due allenatori nel post partita:

Coach Vincenzo Cavazzana, Openjobmetis Varese

«Cantù ha disputato un’ottima gara e abbiamo subito un po’ la loro intensità, commettendo qualche errore di troppo nella metà campo difensiva, concedendo troppi tiri aperti da tre punti e questa, guardando al risultato finale, è stata sicuramente la differenza più sostanziale. Chiaramente siamo ancora in precampionato e le cose su cui lavorare sono molte. Dovremo lavorare duramente e servirà lo sforzo da parte di tutti i ragazzi. Si torna quindi in palestra, cercando di migliorare alcuni aspetti. I miei complimenti a Cantù per la vittoria».

Coach Cesare Pancotto, Acqua S.Bernardo Cantù

«Prima della partita desidero ringraziare i tifosi canturini presenti e quelli a casa. Per questa squadra giovane, nuova, che sta cercando di identificarsi con la città, sentire la passione – anche se il palazzetto non era pieno – è stato molto importante. Di questo li ringrazio. Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, per l’intensità messa in campo, per la voglia di difendere e per la voglia di superare le difficoltà senza potersi allenare. Per il resto, rimango dell’idea che il nostro cammino è ancora lungo. Da parte di tutti, però, non manca l’impegno: ogni giorno lavoriamo duramente. E questo è un elemento importante per una squadra nuova e giovane come la nostra, la quale, a parte due elementi di caratura come Maarty Leunen e Jaime Smith, ha otto giocatori emergenti. Abbiamo, quindi, la necessità di trovare tutti gli equilibri, aspetto che stiamo cercando ogni giorno. Personalmente, trovo ci sia troppa tensione su questa manifestazione: la pressione di ottenere a ogni costo il risultato non ci deve appartenere, il nostro grande obiettivo è diventare squadra il prima possibile, mantenendo la stessa concentrazione e la stessa intensità per tutti i 40’ di gioco».

Uff.Stampa Pall.Cantù

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