Cantù-Varese, la sala stampa: le parole di Sodini e Caja

Le parole dei due allenatori al termine del match.

di La Redazione

Ecco le parole di coach Attilio Caja al termine di Red October Cantù-Pallacanestro Openjobmetis Varese:

«Grande soddisfazione per questa vittoria. Stasera abbiamo giocato una grandissima partita, una gara eccellente giocata con grande fluidità in attacco. Alla fine siamo riusciti a vincere una gara sulle caratteristiche di Cantù perchè abbiamo giocato sui 90 punti. All’intervallo avevo un pó di timore per quel punteggio infatti ho detto ai miei di stare attenti e di cercare di giocare al limite del fallo i primi possessi del terzo quarto. La partita è andata avanti su questi binari però la mia squadra ha continuato a giocare molto bene in attacco, passandosi la palla. E i 21 assist sono il frutto di un grande lavoro di squadra. Poi nei momenti cruciali abbiamo stretto le maglie in difesa. Complementi a tutta la squadra, tutti sono entrati facendo il loro. Cantù non ha regalato nulla e questo vale ancora di più. Stasera siamo orgogliosi sopratutto per i nostri tifosi. Un plauso ancora a tutti i nostri giocatori».

La Red October Cantù allenata da coach Marco Sodini esce sconfitta dal “PalaBancoDesio”, il derby lo vince la Openjobmetis Varese di Attilio Caja, 89 a 85 il finale a favore degli ospiti. Di seguito le parole dell’allenatore biancoblù in sala stampa:

«Il nostro primo quarto mi fa arrabbiare parecchio perché non si può, in una partita come questa e per rispetto di noi stessi, partire con così poca energia. Detto questo, i miei giocatori stanno facendo un lavoro eccellente. Ultimamente facciamo fatica ad entrare nella partita, faticando a difendere perché non è nel nostro DNA. Io stesso fatico a trovare quintetti equilibrati perché abbiamo giocatori bravi a fare canestro ma meno bravi dall’altra parte del campo, quando devono difendere.

Loro sono riusciti a non farci correre, tant’è che abbiamo segnato pochi punti in contropiede, e questo non è da noi. Per la prima volta nel corso della stagione, alla diciottesima giornata, perdiamo due partite di fila. Prima di stasera eravamo gli unici, insieme a Milano, a non averne mai perse due di fila. È capitato a Brescia, a Venezia e ad Avellino, direi che può capitare anche a Cantù. È vero, abbiamo perso in casa. È vero, abbiamo perso un derby, ma non sapete quanto mi bruci aver perso davanti alla gente. Abbiamo giocato 15 minuti senza il nostro miglior giocatore, Randy Culpepper, e con Andrea Crosariol che ha provato a giocare ma i dolori alla schiena gli hanno impedito di andare avanti. Non abbiamo un roster lungo, la coperta è corta, fermo restando che il gruppo gode della mia massima fiducia.

Quando abbiamo ripreso Varese eravamo molto stanchi e, secondo me, siamo stati molto meno bravi di loro ad usare una pallacanestro fisica. Pur perdendo questa sera, oggi faremmo ancora i playoff, oggi saremmo ancora dentro per la Coppa Italia. Lavoreremo per metterci nelle condizioni di spalmare le nostre energie, per recuperare il fiato. In tutta franchezza vi dico che stasera forse abbiamo avuto un blocco dovuto ad un po’ di paura, i ragazzi sentivano moltissimo la partita. E forse ho sbagliato io ad enfatizzarla troppo. Il fatto è che, da toscano, i trenta punti di scarto del match di andata mi erano rimasti davvero sul groppone. Forse è per questo motivo che ci abbiamo messo un po’ troppo ad entrare nella partita».

Gli Uff.Stampa

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