Caserta, presentato il ricorso contro l’esclusione dal campionato. E adesso cosa succede?

Caserta, presentato il ricorso contro l’esclusione dal campionato. E adesso cosa succede?

È partita la battaglia della Juvecaserta per restare in Serie A1, ma le insidie sono non poche e il futuro è sempre più incerto.

di Emanuele Terracciano

Ieri è stato formalmente presentato il ricorso della Juvecaserta contro l’esclusione dal prossimo massimo campionato per inadempienze di bilancio riscontrate dalla Comtec. Il presidente Iavazzi, fin da subito, ha rispedito al mittente le accuse mossegli e ha annunciato una battaglia legale, ma sono in pochi all’ombra della Reggia a credere ancora che si possa prendere parte alla prossima Serie A, anche se la speranza è l’ultima a morire.

Da un punto di vista statistico è difficile che il CONI annulli la decisione della FIP e il passo successivo dovrebbe essere il ricorso al TAR del Lazio, ma, oltre a non avere alcuna certezza di accoglimento delle proprie istanze, ci sarebbe il rischio di conoscere il proprio destino a pochi giorni dall’inizio della stagione, circostanza che non permetterebbe alla Juve di operare sul mercato e allestire una squadra in grado di giocarsi le sue carte nella massima serie.

Il patron Iavazzi continua ad affermare che la questione legata alla cartella esattoriale la cui rottamazione era stata respinta in prima istanza sia una questione formale e non pratica, ma non sembra avere numerosi alleati e in molti già stanno pensando a come far ripartire la Juve dopo questa mazzata che, almeno per il momento, dovrebbe stroncare l’esperienza di Caserta in Serie A. Lunedì il sindaco Marino si è recato a Roma per parlare con il presidente del CONI Malagò e, secondo indiscrezioni, avrebbe chiesto informazioni per una possibile ripartenza da una categoria inferiore, anche con una nuova denominazione, cosa che però, ovviamente, non andrebbe giù alla tifoseria. A questo punto, a parere nostro, un posto in A2 sarebbe il massimo a cui Caserta potrebbe aspirare. Chi sta legittimamente lavorando affinché ci sia un piano B per la Juve in caso la Serie A dovesse sfumare sta però facendo i conti senza l’oste: infatti, il patron Iavazzi ha sempre dichiarato di non vedere altra categoria possibile per la compagine bianconera diversa dall’A1 e, pertanto, potrebbe non sposare l’idea di una ripartenza dal basso, lasciando la Juve orfana e, contemporaneamente, levando ogni alibi ai suoi ”haters” che in questi anni non hanno fatto altro che dispensare consigli e critiche.

È giusto giocarsi tutte le carte a propria disposizione per restare nella categoria che sul campo compete alla Juve, ma l’estate è breve e attendere oltremodo un miracolo potrebbe pregiudicare tutte le speranze di una ripartenza il più indolore possibile. La piazza casertana può contare su uno zoccolo duro di circa 2.000 tifosi che seguirebbero la propria squadra in ogni dove e non sarebbe giusto dilapidare questo patrimonio sull’altare di una questione di una battaglia di principio che poche speranze avrebbe di portare risultati concreti.

A far sorridere il sodalizio di Pezza delle Noci è stata la positiva risoluzione della controversia con Pino Sacripanti che si è visto negare dal BAT la richiesta di circa €60.000 avanzata nei confronti della Juvecaserta. In realtà questo non rappresenta la soluzione ad alcun problema ma solo la mancata creazione di un altro, ma di questi tempi all’ombra della Reggia ci si appella a tutto pur di non perdere la speranza. Intanto la Vanoli Cremona resta alla finestra e spera di non dover costringere Meo Sachetti e Drake Diener a ripartire dall’A2.

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