CFVB, Pietro Aradori: “Ho grande stima per Repesa ed è un grande allenatore”

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Emanuele Stivala e Fabio Tocco i due volti di Che Fatica La Vita Da Bomber per la quarta puntata di “In diretta con…” hanno puntato sulla simpatia e la professionalità di Pietro Aradori. Quattro chiacchiere tra amici nel salotto di Twitch con il cestista della Fortitudo: dal parquet alla vita quotidiana, dal primo tiro a canestro al muro sfondato dei 5000 punti realizzati.

TROWBACK: DALL’OLIMPIA ALLA FORTITUDO, DA BIELLA È PARTITO TUTTO.

Ema CFVB e Fabio CFVB giocano una palla a due senza saltare e lasciano campo aperto a Pietro Aradori per raccontare la sua carriera fatta di triple e sacrifici. Dopo la trafila nei settori giovanili di Lumezzane e Casalpusterlengo, le prime esperienze con Imola e Olimpia. “La mia carriera ha preso forma e sostanza a Biella. Mi sono trovato da Dio. Eravamo una squadra fantastica. Ci siamo divertiti un sacco e abbiamo raggiunto ottimi risultati arrivando in semifinale scudetto ed eravamo partiti per salvarci. Ho fatto due anni super. Biella è una realtà fantastica che ha lanciato grandi giocatori che hanno vinto l’Eurolega, che hanno giocato in NBA giocatori, che hanno fatto insomma grandi cose sul parquet.”Una piccola parentesi dedicata al presente – “Oggi Biella non sta vivendo un momento semplice. Purtroppo sono dei cicli, quando magari sbagli una stagione che se non sei fortunato puoi retrocedere e poi è difficile risalire. Gli auguro di poter tornare in Serie A ed essere protagonista perché se lo meritano.

Nel 2010 arriva la chiamata da Siena – “Arrivavo in una delle migliore squadre d’Europa. Nei due anni in cui sono stato a Siena abbiamo fatto la final four di Eurolega, abbiamo vinto tutto: 2 scudetti, 2 coppe italia, 2 supercoppe. Era una squadra fantastica che mi ha insegnato molto, ho giocato con alcuni dei giocatori più grandi d’Europa: Lavrinovic, Kaukenas, McCalebb, Jaric. Loro mi hanno aiutato a crescere ulteriormente.”

Dal 2012 fino al 2017 Pietro Aradori ha indossato canotte importanti tra le quali quelle di Cantù, Galatasaray, Estudiantes, Venezia e Reggiana. Poi il passaggio alla Virtus e ora la Fortitudo. – “La Virtus era appena salita in Serie A, e aveva un grande progetto con Segafredo che prosegue ancora ora. Arrivavo da Reggio Emilia, sposando quel progetto che è durato due anni ed è culminato con la vittoria in Champions League. Le nostre strade si sono separate. La Fortitudo era appena salita in Serie A e ho colto al volo l’occasione, perché è una società che ha fatto la storia e quindi avevo voglia di rimanere a Bologna e vestire una maglia come quella della Fortitudo e adesso sono qui”.

JASMIN REPESA È UN GRANDE!

“Jasmin è un grande! L’ho avuto a Roma quando ero molto giovane a 18 anni. Poi ci siamo incrociati tante volte, quando allenava la Croazia e io giocavo nell’Italia, poi in finale scudetto Reggio Emilia – Milano. Ho grande stima per Repesa ed è un grande allenatore

IL 21 E IL 4, I DUE NUMERI PREFERITI DI PIETRO ARADORI

“Il 21 perché un giocatore che mi è sempre piaciuto molto è Kevin Garnett a Minesota, era un giocatore che mi faceva impazzire. Invece il 4 perché nella numerazione della nazionale si poteva scegliere il numero dal 4 al 20”.

IL QUINTETTO IDEALE DI ARADORI

“Mi tiro fuori e ti dico: playmaker il Poz. Come guardia metto Andrea Meneghin che mi piaceva molto. Come numero 3 metto il Gallo, come 4 il Mancio e 5 come talento e potenzialità il Mago Bargnani. Anzi mi stavo scordano di Enzino Esposito come guardia al posto di Meneghin, che fa il sesto uomo”

GALLINARI O BELINELLI?

“Bella domanda. Ho giocato con entrambi e sono due miei grandi amici. Non c’è da scegliere, sono due giocatori Top. Il Gallo è fisico abbinato al talento tecnico. Avere quella mobilità e quella fluidità di movimento con tutti quei centimetri è pazzesco. Belinelli ha un talento incredibile. Ha fatto una grandissima carriera soprattutto nel ruolo di guardia che in NBA è molto difficile restarci per più di 10 anni. Lui è stato fantastico!”

L’ADDIO DEL POZ A SASSARI

“Si sperava potessero continuare. Nel mondo dello sport è difficile dare continuità, poi si era creato un bel legame e sarebbe stato bello per loro.”

IL FUTURO SUL PARQUET

“Non so ancora, vediamo. Ho ancora un po’ di anni davanti, tocchiamo ferro. Dipende da tante cose, anche in base agli infortuni, però ho ancora un po’ di anni davanti e voglio giocare ancora un po’. Dopo basket non mi vedo come allenatore ma non si sa mai, adesso non ci sto pensando ancora, Sono focalizzato sulla carriera da giocatore.”

Aradori - Stefano Mancinelli

L’AMICIZIA CON IL MANCIO

“Col Mancio siamo amici di una vita e abbiamo fatto carriere diverse. Col tempo ci siamo conosciuti, abbiamo giocato insieme a Cantù, siamo stati spesso in camera insieme in estate in nazionale. Ci lega un’amicizia forte anche fuori dal campo”

RITUALI DI PIETRO ARADORI

“Cerco la concentrazione e penso a quanti tiri liberi faccio durante la settimana e dico che non posso sbagliare proprio quelli ma cambio pensiero ogni volta.”

IL GIOCATORE CHE TI HA FATTO INNAMORARE DI QUESTO SPORT

“Ti potrei dire Kobe Bryant ovviamente, Dennis Rodman come personaggio ma il giocatore che mi piaceva di più è Tracy McGrady.”

Milo4 
Ufficio Comunicazione

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