Enel Brindisi: il pagellone di fine stagione

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A inizio stagione non vi erano stati grossi proclami ufficiali, ma l’approdo a Brindisi di un allenatore del calibro di Meo Sacchetti e l’ingaggio di giocatori molto interessanti, tra cui Phil Goss arrivato a novembre, aveva fatto credere un po’ a tutti che i playoff fossero un obiettivo del tutto adeguato al valore della squadra. La qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia aveva fatto sperare in un ottimo girone di ritorno, ma le aspettative non sono state rispettate e la squadra si è progressivamente sciolta, mancando di intelligenza e lucidità nei momenti chiave della stagione e in alcune trasferte. Unica attenuante, i tanti infortuni durante la stagione, ma non giustificano il rendimento di alcuni giocatori molto al di sotto delle attese. Alla fine all’Enel è mancato qualcosa difficilmente reperibile sul mercato: la grinta e la mentalità, doti che bisognerà assolutamente acquisire in futuro (ancora incerto) se si vorrà alzare l’asticella.

31615478951_633ac0cb56_mNic Moore 7 – Arrivato a Brindisi come uno dei più promettenti rookie usciti dai college statunitensi, ha avuto qualche difficoltà iniziale, complice anche un infortunio che lo ha bloccato per oltre un mese ad inizio stagione. Tornato in campo, ha trovato progressivamente ritmo e punti chiudendo il campionato tra i migliori realizzatori e con il 47.7% da tre che gli è valso il primo posto in questo fondamentale nella stagione regolare. Nominato anche dal sito specializzato nextspep-basketball.com come secondo miglior rookie in Europa, meriterebbe la riconferma anche per essere entrato nel cuore dei tifosi

Durand Scott 5,5 – Confermato tra i pochissimi della passata stagione, la guardia newyorkese era partito molto forte, 32740910373_01ec3b9219_mtanto da essere dopo una decina di giornate tra i primi realizzatori del campionato e con quasi sei rimbalzi catturati a partita. Il giocatore di passaporto giamaicano si è lentamente spento nella seconda parte della stagione, mostrando un calo fisico e mentale. Alcuni suoi errori nei finali di partite, ad esempio contro Pesaro e Cantù, hanno definitivamente condizionato la squadra e procurato qualche mugugno sugli spalti.

33615755991_5df3229b6d_mKris Joseph 5 – Doveva essere l’ala di esperienza e qualità in uno squadra piuttosto giovane, ma i tanti infortuni ne hanno condizionato la continuità. Ha fatto vedere cose molto buone in alcune partite, soprattutto nel tiro da tre piedi a terra, ma anche lui ha accusato problemi nel finale, non essendo mai decisivo e anzi mostrando a volte anche qualche problema difensivo e

Amath M’Baye 6,5 – Meriterebbe almeno un voto in più per lo splendido avvio di stagione. Pescato dal gm Giuliani in 34399439491_2f114fd885_mGiappone, da sconosciuto ha fatto vedere cose eccezionali sia a livello realizzativo che difensivo. A lungi tratti è stato capo cannoniere del campionato con oltre 19 punti di media, ma dopo le Final Eight di Coppa Italia è sembrato un altro giocatore. A marzo qualche sirena dall’Europa sembra averlo offuscato e anche lui nei momenti topici ha sbagliato molte partite. Letali i suoi errori dalla lunetta in casa contro Pesaro e a Sassari che sono valsi due sconfitte, oltre ad un abbassamento complessivo delle sue potenzialità offensive, chiudendo al quinto posto nella classifica marcatori con 17.8 punti. E’ sembrato anche svogliato e non a caso, due giorni dopo la sconfitta a Venezia, sono uscite voci molto consistenti di una sua firma biennale a Milano.

34143926680_9a72fb5809_mRobert Carter jr 6,5 – Anche lui un rookie di belle speranze che settimana dopo settimana è entrato nei meccanismi di coach Sacchetti e ha chiuso in positivo la stagione. Quinto miglior prodotto universitario in Europa secondo lo stesso sito che ha premiato Moore, il prodotto di Maryland ha chiuso con quasi 13 punti e sette rimbalzi a partita e diverse doppie doppie. Sa giocare da centro e da ala grande e questa qualità potrebbe essere utile in Italia se deciderà di rimanere ancora in terra pugliese.

Marco Spanghero 5 – Il cambio del play titolare, che a Brindisi ricordavano molto più forte e completo nella stagione in 34143933090_641469013c_mA con la maglia di Trento, ha deluso le aspettative. Pochissimi sprazzi di classe, legato a qualche buon tiro da tre punti, ma nulla più. Rimasto fuori dalle rotazioni per alcune partite, quando è stato richiamato in campo non ha ripagato le attese. Molto difficile la sua permanenza.

33861388102_53e122bc26_mPhil Goss 7,5 – E’ il giocatore che ha cambiato la New Basket da quando è arrivato a novembre, prima per sostituire a gettone l’infortunato Moore, poi confermato fino a fine stagione al posto di AJ English. La sua esperienza, a 34 anni, e la sua classe hanno fatto innamorare il pubblico di casa e anche in trasferta ha ricevuto applausi in molti campi. Il “professore” ha chiuso a oltre 13 punti di media ed è stato probabilmente l’ultimo ad arrendersi anche a Venezia quando la squadra stava affondando. Ripartire da lui sarebbe una mossa importante, ma al momento è tutto incerto.

Marco Cardillo 6 – Nominato capitano ad inizio stagione, ha mostrato subito grande attaccamento alla maglia e alla33937966911_3d0c78705e_m squadra, partendo titolare anche in diverse partite. Giocatore grintoso e dalla buona propensione difensiva, ha mostrato qualche lacuna, come era normale che fosse, in attacco soffrendo i giocatori più rapidi di lui. Ha finito la stagione in panchina per un infortunio che lo ha frenato notevolmente. Generoso, lo vedremo anche il prossimo anno.

31409021486_907f1e5be8_mDaniel Donzelli 6 (di augurio) – E’ uno dei migliori under 20 del campionato, ma la sua stagione è stata sporcata in maniera indelebile da una serie infinita di infortuni. Ha cominciato giocando poco, poi ha trovato spazio mostrando buone doti atletiche e mano educata. A Pesaro, a metà dicembre, è caduto rovinosamente a terra e si è rotto la spalla. Rientrato dopo due mesi ha giocato una partita molto intensa in Coppa Italia contro Milano, anche con qualche giocata spettacolare e diversi punti. Dopo poche settimane un riacutizzarsi del problema lo ha tenuto fuori negli ultimi due mesi di campionato. Anche lui sotto contratto per la prossima stagione, sarà un giocatore su cui ripartire e ripuntare sperando che recuperi pienamente.

Blad Mesicek sv – E’ un giovano sloveno di cui si parla un gran bene, la New Basket lo ha messo sotto contratto 33012621480_d4b2b07735_mstrappandolo ad un’agguerrita concorrenza europea. Ha un escape in caso di chiamata da un club di Eurolega o in Nba che frutterebbe a Brindisi diverse centinaia di migliaia di euro. Per ora a Brindisi lo abbiamo visto poco. Dieci punti all’esordio contro Caserta, poi alcune partite tra i dieci senza nessuno squillo particolare e nel finale di stagione costretto a uscire dalle rotazioni perchè lo straniero di troppo nel modulo scelto da Sacchetti. Anche lui sotto contratto, si spera che il prossimo anno sia quello della definitiva esplosione

29369545585_1c306a10f2_mGiorgio Sgobba sv – Chiamato da Monsummanno, in serie B, per allungare la panchina e dare intensità agli allenamenti, il ragazzo ha toccato pochissime volte il campo e non ha colpe per gli errori della squadra. Dotato di buona mano da tre, andava forse utilizzato qualche minuto in più, se non altro perchè è stato sempre disponibile tra i dieci e un italiano in più da provare. Da rivedere.

Samardo Samuels 4 – Anche se ha giocato sette partite, sostituendo Agbelese a marzo, il voto basso se lo merita tutto. 34018605785_5a7f1dff8b_mL’annuncio del suo ingaggio aveva scatenato l’entusiasmo dei tifosi bianco azzurri e aveva fatto pensare ad una cavalcata trionfale fino ai play off. L’ex Milano e Barcellona, dopo un esordio da 17 punti e nove rimbalzi nella vittoria contro Avellino, ha giocato le altre sei partite molto al di sotto del suo standard, chiudendo la sua breve parentesi a Brindisi con 7.9 punti e poco più di quattro rimbalzi a partita. Arrivato in sovrappeso dopo l’esperienza cinese, ha mostrato difficoltà ad inserirsi negli schemi, complice anche il gioco di Sacchetti che predilige un pivot più agile e capace di saper giocare anche lontano da canestro. Per il rapporto qualità/rendimento (e soldi spesi dalla società per il suo ingaggio) la sua presenza è stata molto controproducente. Di lui si ricorderà il suo sorriso anche per le strade della città, la bella moglie Anna sempre al suo fianco e la sua potente macchina, un Cayenne nero super modificato che anticipava la sua presenza molto prima del suo passaggio. Il rimpianto più grande.

Hanno fatto parte della rosa anche AJ English, che nelle idee di Sacchetti avrebbe dovuto essere la guardia titolare, ma che mal si è ambientato a Brindisi tanto da essere poi tagliato a novembre con l’arrivo di Goss, e Danny Agbelese, arrivato dalla Liga spagnola, volenteroso, ma nulla più. Per lui minutaggio non molto alto, molti errori sotto canestro (e anche qualche fallo tecnico di troppo) e alla fine sacrificato per fare posto a Samuels. Per entrambi un voto di poco al di sotto della sufficienza, anche se non abbiamo avuto modo di vederli fino a fine stagione. Non possono essere giudicati invece i giovani Fiusco, InvidiaPacifico, chiamati a turno soltanto a chiudere il roster e mai scesi in campo.

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