[ESCLUSIVA] Pino Sacripanti: “Non siamo al top ma diremo la nostra. Logan? Un’occasione!”

A poche ore dal quarto che vedrà opposte Avellino e Sassari, il coach della Sidigas parla ai nostri microfoni dello stato di forma e delle aspettative della squadra biancoverde.

di Pietro Pisaneschi, @Doppia_P

Otto partecipazioni, 15 panchine, due finali. Le Final 8 di coach Sacripanti possono essere così numericamente compendiate.  Una Coppa Italia accarezzata e vista sfuggire due volte. La prima con Cantù, a Forlì nel 2003. L’allora Oregon Scientific si arrese in finale alla Benetton Treviso di Messina e ai 44 punti combinati del duo Edney-Langdon. L’altro flirt con la coppa è avvenuto lo scorso anno al Forum d’Assago e i 25 punti di Nunnally non sono bastati a prolungarlo fino alla sirena finale quando ad alzare il trofeo è stata l’Olimpia Milano. Oggi Sacripanti scenderà in campo con la sua Sidigas Avellino non solo da finalista uscente, ma anche da allenatore più esperto dell’intero lotto di coach partecipanti alla kermesse tricolore.

SIDIGAS INCEROTTATA: Presentandosi da seconda forza del campionato, le ambizioni della Sidigas non possono che essere alte e la voglia di rivincita contro l’Olimpia, stavolta senza il fattore campo pendente dalle parti meneghine, è facilmente tangibile. Se la voglia di candidarsi da “anti Milano” anche in coppa c’è, a mancare al momento ad Avellino è però il roster al completo. “Onestamente, la forma della squadra non è positiva” esordisce Sacripanti “oltre a Cusin, infortunato, che dovrà restare fuori per altre tre o quattro settimane, Fesenko negli ultimi giorni ha avuto l’influenza quindi non è al top della condizione. A ciò si aggiunga il problema alla spalla di Ragland che costringe il giocatore a non allenarsi durante la settimana e a stringere i denti il giorno della partita. Allo stesso tempo però, cinque giocatori per scendere in campo li abbiamo e proveremo a dire la nostra in una competizione come le Final 8 che significa intensità per 40 minuti da bere tutti d’un fiato”
DALLA SARDEGNA CON FURORE: Per il suo quarto di finale, i lupi irpini si troveranno di fronte una squadra che, al momento, anche i più temerari vorrebbero evitare: la Dinamo Sassari di coach Pasquini. Da sempre squadra umorale, la Dinamo rappresenta la mina vagante di queste Final 8, soprattutto ora che gli ultimi innesti sembrano cominciare a produrre dividendi in fatto di gioco e chimica di squadra. “Sassari è forse la squadra più forte o, se vuoi, più in forma del momento” asserisce Sacripanti “hanno trovato la giusta quadratura con l’arrivo di Lawal e Bell. Dal canto nostro, proveremo ad adeguarci in virtù di queste nostre nuove caratteristiche in virtù degli infortuni. Negli ultimi allenamenti abbiamo provato a inventarci qualcosa di nuovo o ha perfezionare qualcosa di già proposto come l’utilizzo di Zerini da numero cinque”.

DAVID IN ARRIVO: Oltre al campionato e alle Final 8, l’argomento che ha tenuto maggiormente banco in Irpinia nelle ultime settimane è stato il possibile arrivo di David Logan, ex proprio di Sassari, in maglia biancoverde. Dopo un estenuante trattativa, fra conferme e smentite, la Sidigas ha finalmente messo sotto contratto la guardia nativa di Chicago che aspetta solo di essere tesserato. “Non sappiamo ancora come cambierà la squadra con Logan” commenta Sacripanti “la nostra società voleva dare un valore aggiunto al roster e ciò non implica né la bocciatura né la sostituzione di qualcuno. Logan è solamente un giocatore in più per questi importanti impegni che abbiamo. Siamo secondi in classifica e, dopo queste Final 8, speriamo di passare il turno di FIBA Champions League anche se avremo di fronte ottime squadre come Venezia o Vespil.  Ci è capitata l’occasione di firmare Logan e l’abbiamo presa al volo per provare a fare ancora meglio di quello che stiamo facendo”. E nel caso in cui Avellino approdasse in finale domenica, Logan potrebbe addirittura scendere in campo nonostante sia a digiuno di allenamenti e schemi di squadra. Lui la coppa l’ha già vinta e, d’altro canto, aiutare il suo neo coach a vincere la prima non sarebbe un così pessimo biglietto da visita.

 

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