[ESCLUSIVA] Stefano Michelini: “Benedetto sia questo equilibrio in Serie A!”

Da Cantù a Varese, passando per Kaukenas, Trento e la lotta playoff. Coach Michelini parla dell’attuale Serie A ai microfoni di Basketinside.

di Pietro Pisaneschi, @Doppia_P

Stefano Michelini è sempre raggiante quando si parla di pallacanestro. Cordialmente, risponde alle domande con dovizia di particolari senza tralasciare mai di far presente la sua opinione in merito alla questione posta. Il basket è stato la sua vita da allenatore, ed è adesso il suo pane quotidiano come opinionista per Rai Sport. Intervistare coach Michelini risulta fin troppo semplice. Basterebbe solo accennare l’argomento per poi lasciar correre i pensieri del coach senza interruzioni o aggiunte. A tal proposito, per noi di Basketinside, è stato agevole e piacevole porgli qualche domanda in merito a questa nostra cara Serie A ormai giunta a quasi 2/3 del suo cammino e decisa a stupirci fino in fondo anche quest’anno. Se nel 1963 ad andare a ruota libera fu Bob Dylan che non mancò di farlo presente nel titolo di un suo iconico LP, stavolta è il turno del coach emiliano. Ecco a voi, The Freewheelin’ Michelini!

Coach, parlando di Serie A cominciamo dall’analizzare la situazione di due società storiche che non stanno vivendo momenti positivi. In primis, la Red October Cantù che, anche quest’anno, sta facendo della discontinuità la sua continuità. Qual’è la sua opinione sul momento dei brianzoli?

“Richiamandomi al colore presente nel nome dello sponsor, la spia rossa per Cantù sembra accendersi soprattutto nei finali di gara. Nelle ultime tre trasferte, Cantù ha chiuso +4 i primi 20 minuti salvo poi andare -15 nei secondi 20 e tutto ciò, nonostante l’arrivo di Calathes e quelle rotazioni che per lungo periodo con il cambio dell’allenatore erano state limitate a 7 giocatori sono state portate a 9. Presumo che Bolshakov debba trovare degli equilibri nuovi dopo i vari arrivi. Sicuramente c’è un grande silenzio da parte della società. L’augurio per Cantù è che possa chiudere questa stagione in una buona situazione per lo meno dal punto di vista societario.

Da Cantù a Varese, fanalino di coda di questa Serie A. E’ una posizione che, nonostante il blasone, spetta alla Openjobmetis per quello mostrato fino ad ora in campo?

“La mia opinione è che il campo dia sempre il verdetto onestamente giusto. Credo ci sia ancora tanto lavoro da fare per Caja che ha visto una sola vittoria nella sua gestione e ciò mi spinge a ritenere che i problemi siano più a monte. L’impegno preso dal coach era già gravoso per la situazione in classifica e giocare anche la Champions è diventato un grosso problema. Una serie di sconfitte in Europa ha impedito a Caja una costruzione attenta attraverso il lavoro settimanale e ha creato frustrazione fra i giocatori. La cura Caja, in altre situazioni, è riuscita a ribaltare sorti avverse ma sembra che stavolta lo spessore atletico della squadra non sia quello sufficiente per essere competitivi”.

In coabitazione con Varese con 10 punti c’è la Vanoli Cremona. Per invertire le sorti della squadra lombarda, è arrivato Darius Johnson-Odom. E’ l’uomo giusto per dare la svolta?

“Johnson-Odom gioca per dare la svolta, non ha altro modo di giocare! E’ un giocatore di possesso, dotato di una fisicità impressionante. Ricordiamo che a Sassari, prima di essere ceduto a Cremona, ha giocato anche partite da ala piccola. E’ a Cremona per prendersi grandi responsabilità e mi sembra abbia dimostrato già al suo arrivo cosa sia capace di fare.

Il 2017 ci sta regalando una Dolomiti Energia Trento per il momento imbattuta. Piacevole sorpresa o attendibile riscoperta?

“Trento ha cambiato molto quest’anno a livello di roster, sono andati via giocatori storici e importanti per Buscaglia. La Dolomiti Energia è però una società lungimirante, silenziosa, che lavora tanto. Il ritorno di Sutton ha favorito il passaggio ad un assetto più piccolo con Baldi Rossi spostato anche nello spot di numero 5 che sta dando risultati. Aggiungo che, oltre ad essere imbattuta, Trento nelle ultime quattro partite ha tenuto gli avversari al 35% al tiro. Per me è un Dato, con la D maiuscola”.

Ha parlato di Sutton, ma c’è stato recentemente un altro ritorno altisonante in Serie A, ovvero quello di Kaukenas a Reggio Emilia. Menetti ha ancora così bisogno del suo luogotenente per gestire un gruppo comunque storico?

“Qui stiamo parlando di nemirtingas che in lituano significa inesauribile. Kaukenas per Reggio Emilia è qualcosa di più di un semplice giocatore. Kaukenas è un simbolo. La sua presenza in squadra può imprimere tensione positiva ma anche seminare sana competitività fra Della Valle ed Aradori. Le vere squadre fanno i risultati quando c’è sportiva rivalità per un posto e voglia di dimostrare di essere l’uomo giusto per ottenerlo”.

Chiudiamo l’intervista chiedendole un suo giudizio sulla lotta playoff. Anche questa stagione, esclusa Milano e qualche altra squadra di alta classifica, regna grande equilibrio fra le squadre che si contendono un posto per la post season. In molti parlano di un livello della Serie A che si è abbassato, qual’è la sua opinione?

” Mi fanno ridere, con tutto il rispetto, questi soloni in grado di dire che il livello del campionato italiano è più alto o più basso rispetto al passato o ad altri campionati.  Siamo davvero in grado di dire se il “livello” del mondo si sta alzando o abbassando? Perchè la pallacanestro dovrebbe essere diversa dal mondo? Faccio un esempio. In Champions, Avellino è andata a vincere la partita decisiva per il passaggio del turno a Tenerife contro la squadra di casa che nel turno precedente di campionato aveva vinto con il Barcellona e attualmente è terza in Liga a due punti dal Real Madrid. Io non sono in grado di giudicare questi valori, dico solo che c’è equilibrio…e benedetto sia l’equilibrio!”.

E parlando di squadre, dopo Milano, Avellino, Venezia e Reggio, quali sono le altre 4 favorite per un posto playoff di coach Michelini?

“A quelle già nominate, aggiungerei fin da subito Sassari che con i cambiamenti che ha fatto ha allungato le rotazioni facendo un grande salto di qualità. Per il resto, ci sono secondo me altre 7/8 squadre, anche per il momento virtualmente fuori dalle prime 8 come Brindisi e Torino, che possono seriamente reclamare uno dei tre posti playoff vacanti. Io credo che, anche quest’anno, sarà una lotta incerta fino all’ultima giornata”.

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