[ESCLUSIVA] Carlo Recalcati: “Favorevole alla Final 8 itinerante. In estate Cantù mi ha contattato”

Abbiamo sentito Carlo Recalcati, che ha espresso la sua idea sulla Final 8 e ha svelato un interessante retroscena di mercato.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

La Final 8 di Coppa Italia di Rimini è alle porte e abbiamo sentito in esclusiva Carlo Recalcati per sapere quali possono essere le favorite della competizione, la scelta della location ed il ritorno al format di quattro giorni. Recalcati ci ha poi detto che sarebbe pronto a tornare in panchina ad allenare.

Domani inizia la Coppa Italia, che sulla carta vede Milano come favorita. C’è qualche squadra che può impensierirla?

“La Coppa Italia dà adito a considerazioni diverse rispetto al campionato, in gara secca il successo di Milano non è così scontato. In Serie A l’Olimpia ha perso qualche partita, e guarda caso contro Avellino, Venezia e Reggio Emilia. In Coppa giocherà molto la lunghezza del roster, non bisogna dimenticare gli infortuni: Venezia ha problemi nel reparto esterni, Reggio potrebbe presentarsi al completo ma con qualche giocatore non al meglio e la stessa Avellino ha qualche problema. Milano non sa ancora se potrà avere Simon ma resta la squadra favorita”.

Come si prepara una competizione come la Coppa Italia in cui non c’è possibilità di sbagliare le partite?

“Molto dipende dagli obiettivi che si hanno, alcune squadre sanno che non possono arrivare fino in fondo quindi cercheranno di dare il massimo fin dalla prima gara. Le squadre che ambiscono al successo finale dovranno gestire le proprie forze giocando partite ravvicinate, cercando di aumentare le rotazioni nel primo turno per arrivare più fresche nei momenti decisivi”.

Brescia e Capo d’Orlando sono state le due squadre più sorprendenti del girone di andata. Pensa che possano essere le sorprese anche della Final Eight?

“Brescia e Capo d’Orlando entrano nel novero di squadre che cercheranno di superare il primo turno, giocandosi al meglio le loro possibilità. Di fronte si trovano avversarie che sono sicuramente di livello superiore ma che sono alle prese con problemi di infortuni: Venezia non avrà sicuramente Tonut e non sa se potrà avere Filloy, quindi è un po’ corta nel reparto esterni. Reggio Emilia potrebbe essere al completo, ma ha Aradori che ha appena recuperato dall’infortunio e Kaukenas che non è ancora al meglio, quindi il pronostico non è così scontato”.

Le piace la scelta di Rimini come sede della Final Eight? E cosa pensa del ritorno al format con i quattro giorni di gare?

“Rimini, per come mi ricordo, ha un bel palazzetto, ci sono la capienza e gli spazi per giocare una manifestazione di questo genere: si trova in una posizione strategica e dovrebbe agevolare i tifosi delle varie squadre. Bologna, ad esempio, dal punto di vista dei mezzi è collegata meglio e più facilmente raggiungibile, ma variare la location è un buon modo per promuovere il basket: non è giusto giocare i grandi eventi sempre negli stessi posti. Vedrei bene una Final 8 itinerante, ad esempio in Sicilia c’è un bel palazzetto a Messina che potrebbe essere sfruttato. Credo sia giusto anche andare a domicilio dei tifosi che non sempre possono vedere il basket ai massimi livelli. Per quanto riguarda il ritorno ai quattro giorni di gare, possono dare un vantaggio alle squadre che giocano il primo giorno, ma sicuramente garantiscono una maggiore visibilità rispetto ai tre giorni,  anche da un punto di vista televisivo. Ritengo sia giusto essere tornati a giocare la Coppa Italia con questo format”.

Dopo la fine della sua esperienza in panchina a Venezia, ha mai avuto la possibilità di tornare ad allenare? Sarebbe disposto a tornare con il progetto giusto?

“La fine del rapporto con Venezia non è dipeso da me, la mia intenzione è quella di continuare a lavorare. Ho avuto una proposta da Cantù la scorsa estate, ma non avevo ancora risolto il mio contratto con la Reyer e quindi non c’erano i presupposti per tornare. Quella è stata l’unica proposta che ho ricevuto, da parte mia ci sono la volontà e l’intenzione di tornare ad allenare”.

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