Firmato il nuovo DPCM anti-Covid: regolamentati gli sport di contatto amatoriali e dilettantistici

Gli sport di contatto come il basket sono infatti consentiti, si legge nella bozza del dpcm, “da parte delle società professionistiche e, a livello sia agonistico che di base, dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dal Comitato italiano paralimpico (CIP)”.

di La Redazione

In piena notte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato il dpcm con le nuove misure per il contrasto al contagio da Covid. La firma e’ arrivata dopo aver ricevuto un riscontro dalle Regioni sul testo finale proposto dal governo. Le misure anti contagio del nuovo dpcm saranno valide per i prossimi trenta giorni, e riguardano anche la pallacanestro.

Sono vietate infatti tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale tra i quali il basket. Ma gli sport di contatto sono consentiti “da parte delle società professionistiche e, a livello sia agonistico che di base, dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio”. Viene così eliminato l’equivoco interpretativo tra “amatoriale” e “dilettante” che aveva innescato proteste nel mondo LNP.

Campionati dilettanti (e non solo) che possono beneficiare anche delle nuove norme sulla presenza di pubblico, “con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori” all’aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all’ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.

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