FOCUS: De’ Longhi Treviso Basket

FOCUS: De’ Longhi Treviso Basket

La stagione trevigiana tra luci ed ombre.

di Gianmarco Tonetto

Siamo a circa tre quarti di stagione e causa forza maggiore la pallacanestro si è dovuta fermare, quando si potrà ripartire è tutt’oggi un mistero. Ma giustamente la salute prima di tutto.

Il rompete le righe è stato dato circa dieci giorni fa, ma già l’annullamento della partita di Pesaro di domenica 8 marzo aveva fatto capire che aria tirasse. La ripresa delle attività è fissata per il 23 di questo mese, dopo aver annullato l’appuntamento del 17, quando ancora l’isolamento voluto dal decreto governativo non sarà terminato, ma per lo meno si dovrebbe vedere la luce in fondo al tunnel.

Ma andiamo più nello specifico nella stagione della squadra di coach Menetti, con il focus sulla De’ Longhi Treviso.

La De’ Longhi si trova 13esima in classifica con un record di 7 vinte e 15 perse, con una sola vittoria di margine dalla zona retrocessione (Trieste 16esima). Forse non propriamente la situazione sperata, certo nessuno si aspettava di giocare i playoff, ma una salvezza più tranquilla era certamente l’obiettivo primario. Il problema principale, certamente dovuto all’inesperienza, è rappresentato dalla inefficacia della squadra fuori dalle mura amiche del Palaverde come testimonia il record di 2-9. Le difficoltà in trasferta hanno contribuito ad un andamento altalenante che ha trovato l’acme delle difficoltà tra dicembre e febbraio, quando i biancocelesti, complici gli infortuni, hanno avuto un calo di rendimento tradotto in una striscia di 6 sconfitte consecutive.

L’andamento discontinuo e la crisi a cavallo dei due gironi hanno messo in discussione più di un giocatore, in particolare Tessitori e gli americani neo arrivati. I tifosi hanno rumoreggiato parecchio sul rendimento del centro pisano, arrivando a dire che forse la chiamata in nazionale non gli ha fatto poi così bene facendolo adagiare un po’ sul suo talento. Per quanto riguarda gli americani, il capro espiatorio è stato Cooke, che anche la società ha giudicato non all’altezza delle attese, tagliandolo dal roster. La guardia di Trenton è stata sostituita dal capoverdiano Almeida, che finora ha potuto giocare soltanto due partita prima dello stop del campionato, facendo vedere buone cose soprattutto a livello di carisma, ma è presto per formulare un giudizio.

Chi invece è da ottobre che non sbaglia una partita è Fotu. Il centro neozelandese, arrivato dopo i mondiali cinesi, si è subito ambientato e a suon di semiganci e piede piede perno si è fatto amare dal pubblico. I suoi numeri parlano chiaro: 26.1 minuti di utilizzo, 14.1 punti con quasi il 60% da 2 punti e 5.3 rimbalzi di media. Cifre che evidenziano quanto il numero 24 sia imprescindibile per gli equilibri di Menetti.

Un altro tassello fondamentale della squadra è Nikolic. Il playmaker sloveno, nonostante qualche passaggio a vuoto ed infortunato, ha dimostrato di poter tenere in mano le redini della squadra con la sua regia. Il campione d’Europa non difetta certo di carisma ed energia, e quando la palla scotta ha dimostrato grande freddezza dall’arco. Ma per capire il ruolo centrale che ricopre basti pensare che le sei sconfitte consecutive sono concise con la sua assenza per infortunio. Casualità?

Ad oggi però c’è una grande incognita che pende su TVB e riguarda la questione Logan-Parks. Ciò che successo non è ancora ben chiaro, le versioni, quella della società e quella dei giocatori, sono molto discordanti tra loro. Ciò che si sa per certo è che i due giocatori sono rientrati anzitempo negli Stati Uniti per paura del Corona Virus ed evitare di restare bloccati qui in Italia, non presentandosi alla convocazione di lunedì 9. Questa la versione più imparziale. La società afferma che tutto ciò sia avvenuto senza alcun tipo di avviso, il procuratore di Logan ha comunicato invece che il giocatore avrebbe dato notizia della sua decisione allo staff. Cosa però infelice è stata il tweet del playmaker ex Sassari, dove diceva “per quei soldi non valeva la pena”, mentre l’ala newyorkese ha dichiarato di aver avuto grande paura. Al di là di tutta la retorica resta da chiarire contrattualmente come comportarsi al netto del prosieguo o meno del campionato.

Finiamo questo focus sulla De’ Longhi Treviso con le conclusioni. Presupponendo che in qualche modo il campionato possa giungere una conclusione – questo è l’obiettivo della FIP – l’obiettivo della De’ Longhi resta la salvezza. Ad oggi è ancora presto fare ipotesi, ma se come si dice si andrà verso un playout a 4, Treviso dovrebbe essere salva. Non ci resta che attendere le disposizioni future del governo e le decisioni del consiglio federale fip, nella speranza di ritornare il prima possibile a parlare di basket giocato.

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