Fortitudo Bologna, è il giorno di Dalmonte: “Sono qui perchè credo nelle possibilità di questo gruppo”

La presentazione del nuovo coach della Fortitudo Bologna Luca Dalmonte

di Mario Giuliante

Le parole di Luca Dalmonte, neo coache della Fortitudo Bologna: “C’è bisogno di anima e cuore da mettere in camp0, di un grande senso di responsabilità  da trasmettere alla squadra e il senso di appartenenza a questa maglia  e trovare insieme le soluzioni per uscire da questo momento. Dobbiamo trovare un sistema dove trovarci tutti e l’organizzazione sul campo dove riconoscerci. Trovare una via attraverso la quale quello che è davanti alla maglia sia dominante ed esclusivo rispetto a quello che c’è dietro: a partire dal singolo nomem al nome della società. Conta quello che è davanti e costruire un sistema tecnico e tattico dove tutti sono necessari. La domanda è: cosa posso fare io per la mia squadra? Le parole sono propositi e impegni ma ciò che conta sono i fatti e ciò che riusciremo a dimostrare, ogni singolo giorno, per migliorare la situazione non solo la partita.

Mi distacco dai parallelismi con Meo per rispetto: insisto sul disicorso difensivo perché attraverso la difesa si evince il secondo aspetto: se hai qualcosa dentro è più evidente con una difesa consistente. Dobbiamo concentrarci sul qui e ora; la storia di ieri serve a fare bene oggi. Il motivo per cui sono qua e perché credo nelle possibilità di questo gruppo; guardare dalla stessa prospettiva. Io devo cercare di metter il giocatore nella condizione di giocare meglio e lui di mettersi a servizio della squadra: questo è il compromesso.

Una forza invisibile mi ha preso e portato qua, anche per il passato che ho avuto qui e per quello che ho imparato. Ci troveremo qui a maggio e faremo le considerazioni: prometto di agire, pensare e lavorare al 100% per il bene comune e spingere la squadra nella stessa direzione; gli errori va bene farli ma dopo bisogna metterli a disposizione per migliorarli.

La prossima partita contro Pesaro?  Bisogna ottimizzare il tempo che abbiamo e chiedere uno sforzo alla squadra a livello di ascolto. Il tempo e quello che è dobbiamo sfruttarlo al meglio”.

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