Germani Brescia, Santoro: “Addio di Diana scelta della società”

Germani Brescia, Santoro: “Addio di Diana scelta della società”

IL GM del Basket Brescia Leonessa commenta la svolta sulla panchina bresciana, parlando anche di mercato.

di Fabio Rusconi

Se si potessero prevedere i terremoti, quello accaduto alla Germani Basket Brescia nella serata di mercoledì e concretizzatosi venerdì tramite nota ufficiale, sarebbe stato uno di questi. Andrea Diana, infatti, non è più l’allenatore di Brescia e lascia il club lombardo dopo anni di militanza. Una decisione sofferta ma ampiamente prevista e anticipata dai giornali locali nei giorni precedenti, e che il GM Sandro Santoro ha voluto commentare con noi.

“Abbiamo valutato che il ciclo fosse finito – commenta il GM della Germani -. E’ stato un viaggio importante e vincente, ma facendo un ragionamento più cautelativo e di prospettiva, abbiamo deciso di operare questa scelta. E’ un dispiacere enorme, in cui la società ha fatto le sue valutazioni e ha ritenuto di non essere nelle condizioni per poter far rendere un ottimo allenatore come Andrea nel giusto modo. Nonostante ciò la decisione è arrivata in un clima assolutamente sereno, Andrea l’ha accolta con grande professionalità da persona rispettosa qual’è e noi dal canto nostro abbiamo già espresso piena disponibilità a organizzare un degno saluto per lui a città, tifosi e addetti ai lavori. Se lo merita, ma su questo ultimo punto la scelta spetta a lui.”

Santoro tiene a sottolineare che lo strappo è arrivato principalmente dalla società: “Andrea avrebbe sicuramente continuato con piacere con noi, vista anche la durata del suo contratto. Ma la società ha dovuto prendere una decisione che preservi il futuro di Brescia. L’abbiamo presa assieme, noi della dirigenza, senza che nessuno, nemmeno Graziella (Bragaglio, ndr.) o Matteo (Bonetti, ndr.), imponesse il suo modo di pensare. Questo modo in cui siamo arrivati a separarci da Diana deve renderci ancora una volta felici dell’ambiente che negli anni abbiamo costruito qui a Brescia. Il discorso nostro in questo senso è simile a quello avuto dalla Juventus con Massimiliano Allegri”.

Santoro spende poi parole sul futuro: “Brescia è attualmente una delle poche panchine libere in Italia, e sicuramente i nomi che si leggono in giro (Vincenzo Esposito su tutti resta in pole position, ndr.) stanno rientrando nel gioco dei contatti. Ciò detto non abbiamo fretta, vogliamo prenderci qualche giorno di calma e riflessione, per approfondire il più possibile tutte le opzioni e poi decidere, anche perché sappiamo di essere una piazza potenzialmente ambita da molti. Lo staff tecnico? E’ presto per dire qualcosa sul futuro di Magro, Giannoli e gli altri, ma una nostra volontà è quella di dare una continuità al progetto tecnico magari attraverso queste persone”.

Il GM della Leonessa chiude poi col mercato: “Per il mercato vale un po’ lo stesso discorso fatto per lo staff tecnico. Sicuramente il gruppo di italiani composto da Abass, Vitali, Zerini, Sacchetti e Laquintana rimane con noi un altro anno. A questi si aggiunge Moss, mentre sugli altri americani andranno fatte delle considerazioni anche con colui che sarà il nuovo coach. Vista la disponibilità di giocatori sul mercato, dubito che chi ha deluso rimanga, ma non si sa mai. Ciò può dipendere anche dalla nostra partecipazione o meno all’EuroCup, dove abbiamo presentato una richiesta per una delle wild card disponibili”.

Insomma traspare come tra Diana e la dirigenza bresciana non ci fosse più un clima di fiducia incondizionata, soprattutto da parte di quest’ultima nei confronti del coach livornese. Lo si percepisce anche dalle parole con cui Santoro chiude la nostra telefonata: “Confermando il gruppo di italiani avrebbe avuto senso confermare anche l’allenatore con cui questi hanno lavorato negli ultimi anni? La situazione è più complessa di così e richiede un’analisi di ciò che sarebbe potuto essere il futuro con Diana. Già quest’anno Andrea ha goduto di una fiducia straordinaria, che difficilmente si può trovare da altre parti. L’ha ripagata, ma non so cosa potrebbe succedere se, ad esempio, replicassimo l’anno prossimo la falsa partenza di quest’anno. A quel punto ti troveresti con una panchina probabilmente da cambiare e con la stagione già iniziata. Inoltre, gli italiani hanno più identità per la squadra in cui giocano, e quindi si possono adattare meglio anche a un cambio di allenatore”.

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