Julyan Stone, la bandiera della Reyer Venezia tra trofei vinti e una forte personalità

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Reyer Venezia vs Dinamo Sassari

Era già nell’aria da qualche giorno l’addio di Julyan Stone alla Reyer Venezia visto lo stravolgimento di mercato che riguarda i lagunari. In diverse interviste l’esterno americano di Alexandria ha confermato il suo addio alla Reyer definendo praticamente concluso il suo ciclo in maglia oro – granata, ma come si dice spesso i cicli sono fatti per essere chiusi soprattutto quelli vincenti. Salutare Venezia con un secco e pesante ko nei quarti di finale PlayOff contro Derthona, era forse quello che il jolly di coach Walter De Raffaele non voleva fare. Un cammino – quello di Julyan Stone – che va ripercorso anno per anno visti i tre trofei portati alla causa oro – granata in cinque anni trascorsi in laguna.

Reyer Venezia – Julyan Stone: un matrimonio iniziato per caso nel 2014

Un matrimonio iniziato quasi per caso, se si può dire, visto che non doveva essere lui il nuovo playmaker della Reyer Venezia 2014-2015 targata Charlie Recalcati ma bensì Lorenzo Brown, salvo poi non superare le visite mediche a Settembre con la società costretta a virare, appunto, su Julyan Stone. Il folletto di Alexandria ha impiegato un po’ di tempo prima di capire gli schemi di Recalcati: i primi segnali sono arrivati nella trasferta alla Unipol Arena contro la Virtus Bologna, dove mise a referto una doppia – doppia (19 punti, 11 rimbalzi e 34 di valutazione) che affossò i bolognesi. Il proseguo della stagione prosegue con alti e bassi, salvo poi sbocciare pienamente in Gara 5 dei Quarti di finale PlayOff contro Cantù: in un Palasport Taliercio bollente e pienissimo in ogni ordine di posto il play di Alexandria annullò, se così si può dire, quasi l’intera squadra di Metta World Peace trascinando i suoi compagni in una storica semifinale scudetto con una prestazione da 17 punti, 8 rimbalzi e 6 assist con 33 di valutazione finale. Devastante, altruista e soprattutto amato dai suoi compagni: nel 2014 l’ambiente oro – granata iniziò, così, a conoscere più a fondo il suo folletto.

Il ritorno, nel 2017, vincente

Dopo aver lasciato Venezia a Giugno 2015 per poi firmare in Turchia con il Gaziantep per la stagione successiva (2015-16) e in America in NBA D – League con Mad Ants nel 2016-2017, a Febbraio 2017 torna in laguna perché fortemente voluto da Walter De Raffaele con l’idea di provare a riportare sul tetto d’italia, dopo ben 74 anni, la Reyer Venezia. Gli equilibri di squadra erano già stati trovati ancora ad inizio stagione ma Julyan non è nemmeno il tipo da stravolgere tutto completamente: il suo innesto dà ulteriore solidità in difesa e soprattutto la punta insospettabile nell’attacco, cioè quella che mancava proprio a Venezia. Pistoia prima e Avellino poi sono le prime a finire nella “gabbia” difensiva guidata dal play di Alexandria, soprattutto il reparto esterni. Mancava – però – l’ultimo passo, la finale scudetto. Dopo le prime quattro gare conclusesi in perfetta parità (2-2) contro Trento, la Reyer torna al Taliercio per affrontare un’importante Gara 5: clima caldissimo in palazzetto con i lagunari che al 35′ erano sotto di 9 lunghezze e coach De Raffaele decide di giocarsi la carta Stone per provare a fermare Hogue…sì, il loro centro titolare. Scelta azzeccatissima quella del coach livornese che vede la sua Reyer fermare l’attacco dei bianco – neri cominciando a lottare, soffrire e…alla fine Vincere!La tripla di Bramos manda in delirio tutto il palazzetto, la difesa di Stone su Hogue è da far vedere ai più piccolini. Il 20 Giugno si gioca Gara 6, a Trento, con un Stone che per tutta la partita gioca alla morte, segna, si butta su ogni pallone e difende: Venezia è Campione d’Italia dopo 74 anni…nel segno del suo numero 5.

Stone – Reyer Venezia, addio polemico….ritorno e Scudetto

Alla fine del 2017 Julyan aveva firmato un contratto biennale con Venezia, salvo poi “consumarsi” solamente qualche settimana dopo. La grave malattia del padre costringe Stone a rientrare oltreoceano tra le polemiche, i tifosi che si “gettano” contro di lui, la società si trova spiazzata e deve rimediare. Dopo aver vinto la Fiba Europe Cup nel 2018 in finale contro Avellino ed essere uscita in semifinale scudetto per mano di quella Trento che la Reyer aveva battuto in finale scudetto, l’esterno americano torna a Venezia ma il pubblico è diviso, c’è chi lo perdona e chi no. Ma il nativo di Alexandria ci metterà molto poco a rifarsi amare da tutti quanti: cuore enorme, sudore, professionalità, difesa…è tutto come prima, ora. La Reyer vola – ancora una volta – ai playoff ma senza pressioni ed in una Gara 5 in un Taliercio “esplosivo” batte Trento e si qualifica per la Semifinale dove ad aspettarla c’è la Vanoli Cremona dell’MVP del campionato Drew Crawford: i lombardi si devono arrendere alla coppia Stone-Bramos, con il numero #5 che annulla completamente Crawford. Altra finale scudetto raggiunta, ancora fattore campo a favore, ma stavolta ad attenderla c’è la Dinamo Sassari: si arriva a Gara 7, il 22 Giugno 2019, Taliercio stracolmo, al 20′ Sassari era sul -9 ma un terzo quarto di fuoco di Bramos, armato dal suo numero 5, ne mette 13 consecutivi ed i sardi sprofondano sul -20. L’ultimo quarto è difesa, storia, sudore e cuore: il Taliercio è in apoteosi, la Reyer Venezia è ancora Campione d’Italia…sempre nel segno di Stone, fatalità.

Reyer Venezia vs Dinamo Sassari

Coppa Italia e Covid…ma un altro trofeo vinto

Nel 2020 è anno di un ulteriore matrimonio tra Stone e la Reyer Venezia, i lagunari in Italia faticano molto e vanno in Coppa Italia per il rotto della cuffia, da numero 8: a Febbraio, a Pesaro, gli oro – granata consci della grandissima posta in palio si presentano senza pressioni battendo in ordine Virtus Bologna, Milano e Brindisi in finale…sempre con Stone protagonista in fase difensiva. Tifosi in delirio totale, la Reyer vince la prima Coppa Italia. Subito dopo il campionato venne interrotto per Covid ma il recente passato la Reyer eliminò in Gara 5 la Dinamo Sassari in una partita pazzesca, con i lagunari sotto di 19 lunghezze. Stone sale in cattedra con punti e difesa, i compagni lo seguono e la spiazzante tripla di Tonut regala la vittoria e il passaggio del turno in semifinale ai suoi compagni. L’ultimo vero sussulto reyerino.

Da 7° straniero a perno…poi l’addio

Doveva essere l’anno da 7°straniero di coppa ma è passato ad essere perno della squadra…troppo importante nelle gerarchie di Coach Walter De Raffaele. Anno da dimenticare per la Reyer con campagna acquisti fallimentare, nessuna qualificazione alla Coppa Italia e accesso ai playoff dopo una lunga rincorsa del girone di ritorno. Lo si vedeva anche da vicino che Stone giocava con una voglia consapevole che era ai saluti: ciò però non basta, la Reyer Venezia esce di scena ai quarti di finale playoff contro la neo – promossa Derthona tra i fischi del pubblico del Taliercio e con Stone che scapperà dal Taliercio arrabbiato e deluso…è così addio a Venezia. Non sono neanche mancate a Marzo le polemiche di Stone definendo l’atmosfera del Taliercio la peggiore di tutto il campionato. Tra le tantissime lacrime le conferme, Stone ha chiuso il suo ciclo vincente in maglia oro-granata con un percorso fatto da 3 trofei ma – soprattutto – tantissimo sacrificio, cuore, professionalità, responsabilità e mentalità vincente trasmessa ad ambiente, compagni di squadra e piazza. Lui è così, un giocatore che non lascia nulla al caso: altruista ma pieno di orgoglio. Ciò che però non se ne andrà mai da Venezia è il segno di quel Stone che ha lasciato a tutti quanti in questi anni, tra trofei e non solo. Ormai Julyan non era più americano, lui si sentiva veneziano dentro in tutto e per tutto: cori in veneziano, balli, urla con i tifosi. In laguna, si sa già, mancherà moltissimo questo giocatore…ma forse era giunta l’ora: i cicli prima o poi finiscono,soprattutto quelli vincenti come nel caso di Stone. Perché vincente è proprio lui, Julyan Stone, l’americano che si è fatto amare da tutti quanti.