Lo splendido campionato di Tommaso Laquintana

A Brescia il play pugliese stupisce e comincia a strizzare l’occhio alla Nazionale.

di Fabio Rusconi

Nella Germani che vince e inizia a sognare in grande, le note positive sono tante. Il DS Sandro Santoro e il coach Vincenzo Esposito sono riusciti a prendere, in estate, giocatori solidi, senza fronzoli, in grado di fare, nei rispettivi ruoli, un po’ di tutto. Il coach casertano ha poi saputo amalgamare al meglio gli effettivi a propria disposizione, creando un’idea di squadra sia in attacco che in difesa, con sistemi precisi che hanno permesso a Brescia di giocarsela praticamente con chiunque nel corso di questa stagione, quasi recriminando per qualche episodio girato male che avrebbe potuto rendere la situazione di bresciana ancora migliore, tanto in coppa quanto in campionato.

Ed a proposito del campionato nostrano, si sa, la crescita dei giovani talenti che compongono il roster di una squadra è perno imprescindibile per il successo o il fallimento di una stagione. Brescia lo ha sperimentato due anni fa, con l’esplosione di Lee Moore e Michele Vitali tra la prima e la seconda stagione in Serie A a dare una mano per quella che è tuttora la miglior stagione di sempre per Brescia in Serie A. Ma anche quest’anno, qualcuno sta mostrando miglioramenti incredibili, e siamo contenti che quel qualcuno sia Tommaso Laquintana.

Laquintana sta giocando in campionato il miglior basket della sua carriera. Nelle prime otto di campionato viaggia a 9.4 punti di media, con il 73% da 2 punti e il 50% da 3. In 15’ medi di utilizzo, il playmaker di Monopoli ci aggiunge un solido 79% ai liberi e 1 palla rubata a gara, lo stesso dato che si può leggere anche nella casella “palle perse”. Il dato più interessante è però la valutazione media, 10.4: questo dato è il quinto più alto della squadra dietro a Cain (16.9), Horton (15.9), Abass (12.1) e Lansdowne (11.4), ottenuto giocando circa in media 10’ in meno di loro. Insomma i numeri ci dicono che Laquintana sta giocando una stagione di grande efficienza, registrando numeri che lo legittimano a tutti gli effetti come sesto uomo della squadra, e pure di lusso. Vero, Moss ha un utilizzo maggiore in termini di minutaggio e l’apporto difensivo del capitano è di altissimo livello, anche per tutte quelle piccole cose che non finiscono sul tabellino, ma quando c’è da far canestro e da prendersi responsabilità offensive dalla panchina nessun dubbio, Laquintana è in nostro uomo. In difesa, l’ex Pistoia e Capo D’Orlando comunque non manca di far sentire la sua presenza: merito della sua struttura fisica, irrobustitasi in estate e dotata di gambe sopra la media, dalla grande esplosività, che gli permettono di stare con tutti sul perimetro. Margini di miglioramento invece sulla gestione dei falli e sulla distribuzione di assist ai compagni: Tommaso ama mettere pressione al portatore di palla avversaria, finendo spesso per esagerare. In questo senso, probabilmente, questa è una parte del ruolo disegnatogli da coach Esposito, vedendo in lui quell’esterno in grado anche di alzare l’intensità difensiva, pure a costo di qualche fischio in più. Sugli assist invece le considerazioni sono due: da un lato c’è l’istinto di Laquintana, il quale ama spesso attaccare l’area sfruttando la sua rapidità anche in campo aperto, mentre, dall’altro, il fatto di condividere alcuni minuti sul parquet con Vitali ha un sicuro impatto su questa voce statistica, che comunque può essere migliorata sotto l’ala dello stesso playmaker bolognese, maestro di questo fondamentale.

Sono comunque piccolezze di fronte alla vena realizzativa che Laquintana sta mostrando in questo primo scorcio di campionato: 66% dal campo (secondo di Brescia dopo Cain), merito di un miglioramento sensibile nel proprio tiro da tre punti, diventato più consistente e rispettato, trasformandolo, rispetto all’anno passato, in un giocatore più difficile da affrontare per le difese. Anche il ball-handling, più sicuro e fluido, è funzionale a costruirsi più spazio per il tiro o per battere l’avversario in palleggio senza il rischio di perdere palla in maniera banale. Merito anche di coach Esposito, con cui Laquintana (che lo ha avuto nel suo anno anno a Pistoia), per ammissione del viceallenatore Giacomo Baioni, ha un particolare feeling e di cui sente la fiducia. Fiducia che si vede poi in campo, con il play pugliese con la palla spesso in mano quando scotta, a prendersi responsabilità importanti, spesso con successo. Baioni ha lodato, nella conferenza post partita di ieri, questo aspetto, sottolineando al contempo di come Tommaso abbia piena consapevolezza del suo ruolo e grande disponibilità nel mettersi a servizio delle direttive dello staff tecnico.

Se riportiamo le statistiche della LBA sui 40’ (prime 7 giornate), Laquintana è il secondo italiano per media punti segnati (25.3) del nostro campionato dietro al solo Alessandro Gentile. L’ala di Trento viene tuttavia scavalcata nella valutazione per 40 minuti, in cui il 24enne play, grazie alla sua grande efficienza e all’impiego comunque ridotto rispetto ad altri giocatori, è al primo posto (28.1). Davanti ad Abass, Vitali, Brooks e tanti altri c’è lui, Tommaso Laquintana.

Oltre ad essere una delle più belle sorprese della stagione della Leonessa, Laquintana è una bellissima storia per tutto il nostro basket: è uno dei migliori esterni italiani del campionato e tra i più efficienti playmaker nostrani in circolazione in questo momento. Il suo sviluppo ora deve passare necessariamente per ancor più tempo speso sul parquet e responsabilità, topic questo su cui coach Esposito avrà fatto, e sicuramente farà, dovute valutazioni. La tenuta su minutaggi elevati è sicuramente la prova decisiva per Laquintana, per ambire a una chiamata per quella Nazionale che ha un disperato bisogno di talento anche nello spot da “uno”, dopo l’addio di Hackett. Coach Sacchetti è avvisato, a Brescia sta sbocciando una possibile soluzione per il futuro.

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