La Sutor continua a navigare in acque tumultuose

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Sono state molto frenetiche le ultime settimane in casa Sutor. Tutto è partito dalla rinuncia dei giocatori, con annessa lettera di protesta alla società, di partecipare al torneo amichevole di S. Martino di Lupari del 8-9 febbraio, per un ritardo nel ricevimento degli stipendi, attestato in 5 settimane. Quest’ultimo era peraltro cosa di poco conto in confronto alle inadempienze di altre società, ma i gialloblu hanno ugualmente optato per questo sciopero, nonostante coach Charlie Recalcati avesse cercato di far redimere i suoi. I tifosi sutorini più attaccati alla squadra non devono averla presa benissimo, e nella giornata successiva l’auto di Tamar Slay è stata danneggiata durante la notte da qualche malintenzionato.

Il ritardo nei pagamenti ha messo in luce le difficoltà economiche (risapute, visti i tanti appelli del presidente Basso) di una squadra che deve molto alla mancanza di uno sponsor principale. In questo fronte, però, sono stati fatti passi avanti: la Sutor è infatti vicina all’accordo con la Savelli Ascensori (che sponsorizzerebbe Montegranaro fino al termine della stagione mettendo sul piatto 200.000 euro), che deciderà entro la fine della settimana se legarsi alla società di Viale Zaccagnini. Se l’accordo andrà in porto (svolgerà un ruolo importante la riunione odierna tra le parti) i gialloblu torneranno a giocare, dalla prossima stagione, al PalaSavelli di Porto S. Giorgio, casa dei veregrensi fino ad un paio di stagioni fa.

Non è bastata neanche la vittoria di domenica scorsa contro la altrettanto sventurata Caserta per far tornare il buon umore in quel di Montegranaro. Durante il match, conquistato dai padroni di casa senza eccessive difficoltà, la curva dei Sutor Rangers si è tenuta in religioso silenzio per il periodo iniziale, per poi esporre durante la partita quattro striscioni destinati a far polemica, tutti (tranne uno) legati allo “sciopero” dei gialloblu. “Per la rabbia che ci fate, il nostro silenzio meritate”, ha recitato il primo, seguito da “Dovreste lottare fino alla morte, ma scrivere lettere è il vostro forte” e “Amichevole disertata = la nostra storia infangata. Ora basta, fuori le p***e!”.

Il tutto poteva essere quasi comprensibile, fino allo striscione esposto sul finire di terzo quarto: “Capitano, sempre il Di Bellaprimo a mollare… ti devi solo vergognare!”. Il capitano sutorino Fabio Di Bella non l’ha esattamente presa bene fin da subito, tanto che l’ex giocatore della Juve ha lasciato il campo dopo il successo senza i tradizionali saluti alla curva, dopo aver firmato una buona prova. Quali i motivi di questa protesta da parte della tifoseria organizzata sutorina? Probabilmente un Di Bella che in questa stagione non sta convincendo, a volte dimostrando agli occhi del tifoso di non lottare fino alla fine per la maglia, senza risultare il giocatore simbolo della squadra, aldilà dell’agognata lettera inviata alla società. Qualche giorno dopo il GM Santoro e il numero 13 hanno incontrato un portavoce dei Sutor Rangers; stando alle dichiarazioni del GM, la frattura sarebbe stata risanabile. Il giorno successivo, però, è apparso sul sito della società un comunicato ufficiale riguardante la rinuncia alla fascia di capitano da parte di Di Bella, con la citazione delle seguenti righe scritte proprio dal play gialloblu:

“In seguito ai fatti ben noti successi domenica nel corso della partita casalinga contro Caserta, ritenendo che l’ambiente Sutor meriti qualcuno che sappia ricoprire meglio il ruolo di Capitano, ho deciso di lasciare tale carica. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto, in particolare i miei compagni di squadra che non mi hanno mai fatto mancare la loro stima ed il loro appoggio”

Nessun membro della dirigenza dei marchigiani ha ancora commentato la decisione di Fabio Di Bella, l’ennesimo problema per una società che sta affrontando forse il periodo più difficile della sua storia. Neanche i risultati positivi sul campo riescono ad offuscare quanto ne accade fuori. Con gli arretrati versati, l’arrivo di Savelli come main sponsor sarebbe un’ottima notizia per Montegranaro, che vedrebbe almeno in parte risolti i suoi problemi economici. L’ideale per i gialloblu sarebbe ricucire anche i rapporti tra la tifoseria e Di Bella, ma la priorità assoluta rimane la salvezza economica di una società che, come Caserta o Biella, non meriterebbe di lasciare la massima serie per motivi extra-cesistici.