Lockout finito: cosa cambia per le italiane?

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Vanoli-Braga Cremona – Von Wafer

L’ala piccola (ex?) Celtics è il nome più altisonante giunto nel nostro campionato in concomitanza dello stop d’oltreoceano. Giunto nel bel paese con una poco raccomandabile fama di attaccabrighe, nelle sette partite disputate ha messo a segno 21 punti di media – miglior marcatore della lega – che però sono fruttati alla sua squadra solo due vittorie, tra cui l’ultima fondamentale contro Teramo. La sua partenza rischia di lasciare un deserto in casa Vanoli-Braga, visto che anche l’altro colored del quintetto, Brandon Thomas, ha tolto il disturbo dopo un inizio di stagione sotto tono. Va tuttavia precisato che Wafer potrà lasciare Cremona solo in presenza di un accordo con squadra NBA, essendo il giocatore free agent al momento. Ma il rischio c’era e Cremona ne era ben consapevole: in caso di separazione la dirigenza dovrà attrezzarsi per trovare un sostituto, se non vuole lasciare a Caja la classica “mission impossible”.

 

Benetton Treviso

In questa stagione Treviso ha attinto a piene mani al mercato a stelle e strisce. In maglia biancoverde sono arrivati Adrien, Moore e Scalabrine, e solo “Carrots Peel” non ha inserito nel contratto l’ormai celeberrima clausola NBA-escape. Per Moore e Adrien i discorsi invece si fanno molto diversi.

Jeff Adrien: l’ala grande (anche centro in Italia), reduce da una stagione con i Golden State Warriors, è arrivata alla corte di Djorgevic col compito di mettere dinamismo nel pitturato, ruolo coperto egregiamente per quanto visto fino adesso. Nelle prime 7 esibizioni ha regalato al pubblico 14,7 punti di media e ben 10,5 rimbalzi di media, collocandosi al secondo posto dietro Linton Johnson nella speciale classifica dei rimbalzisti. Non vi è alcun dubbio che un’eventuale partenza di Adrien lascerebbe un vuoto pesante nel quintetto trevigiano.

Twaun Moore: lo stesso non si può dire per Moore. La guardia di East Chicago non ha convinto a pieno finora, risultando spesso un corpo estraneo negli schemi di Djorgevic. 9,5 punti a partita non sono da buttare (anche se il dato è “falsato” dai 18 punti dell’ultima partita, peraltro persa, contro Pesaro), ma da una guardia del suo calibro i tifosi si aspettavano certamente di più.

 

EA7 Milano – Gallinari

altLe cosiddette “grandi” del nostro campionato non si sono fatte ingolosire dai gioielli d’oltreoceano, costruendo roster “arruo-labili” per l’intera stagione. Gallo a parte. Eh sì, perchè per Gallinari a Milano c’è sempre una porta aperta: Armani ha fatto questo regalo ai tifosi, che hanno potuto ammirare la star NBA al Mediolanum Forum con la sua vecchia maglia dell’Olimpia. Il fattore emotivo è stato certamente importante – era un po’ di tempo che il Forum non si vedeva così pieno – ma anche il fattore tecnico non è certo trascurabile quando si parla di Gallinari. Sebbene Scariolo l’abbia sempre definito come “la ciliegina sulla torta”, quel qualcosa in più da cui però non può e non deve dipendere la squadra, vista la sua permanenza temporanea, nelle ultime partite il cestista di Sant’Angelo Lodigiano ha ricevuto minutaggi importanti, ricompensati con grandi prestazioni che però non sempre hanno fruttato i due punti alle scarpette rosse, vedi l’ultima sfida col Maccabi Electra. Purtroppo ora il sogno è finito, Gallinari tornerà a Denver, e Scariolo dovrà finalmente trovare la quadratura della sua squadra, prima in campionato ma a rischio di eliminazione in Eurolega.

 

Acea Roma – Evans

Eh già, sembra una barzelletta. Probabilmente qualche tifoso di Roma starà cercando l’occhio della telecamera per sentirsi dire: “Sei su scherzi a parte!”. Purtroppo no. Il sogno dei tifosi capitolini di veder giocare Tyreke Evans in maglia giallorossa è durato due giorni; il Rookie of the year 2009-2010 resta in America. Come si dice a Roma: “Li mortacci…”