Metamorfosi Scandone, con Lakovic la salvezza è ormai archiviata. E il futuro?

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Una vera e propria trasformazione quella della Sidigas Avellino, che nel giro di due mesi ha completamente ribaltato le sorti di una stagione che sembrava destinata sui binari del disastro retrocessione in Legadue. Dopo un girone di andata concluso con l’orrendo record di soli 6 punti (3-12, ruolino da retrocessione), la musica è decisamente cambiata con l’avvento di Cesare Pancotto in panchina e gli innesti di Jaka Lakovic, Jimmy Hunter e il ritorno di Brandon Brown. Il playmaker sloveno dal palmares d’oro (4 campionati greci, 3 coppe di Grecia, 2 campionati di Liga ACB, 3 Coppe del Re, ma soprattutto una Final Four e una Euroleague) ha contribuito in modo particolare alla rinascita della Scandone, dettando i ritmi di un gioco che tanto è mancato alla squadra fino a fine gennaio. I risultati non hanno tardato ad arrivare: 6 vittorie nelle ultime 7 uscite sul parquet, frutto appunto della leadership della stella slovena, ma anche del cuore e della sostanza di giocatori come Kaloyan Ivanov, Valerio Spinelli, Taquan Dean e i già citati Brown e Hunter, che hanno saputo sopperire anche all’assenza dello stesso Lakovic nelle trasferte di Biella e Brindisi. La salvezza è ormai acquisita, manca soltanto l’aritmetica certezza, che già potrebbe arrivare nella prossima giornata di campionato (nel caso in cui la Sidigas tornasse dalla Capitale con una vittoria o per lo meno con lo stesso risultato dell’Angelico) e perciò in casa biancoverde si comincia già a pensare al futuro. La sensazione è che alla Scandone vogliano trattenere l’ex Barça, per garantire una base solida per la prossima stagione: la missione è dura, vista la grossa concorrenza che c’è attorno al play, ma le continue dimostrazioni di affetto nei confronti dei tifosi (vedi il bacio alla maglia nel dopogara del match vinto contro Siena) e le parole da lui pronunciate nella sua conferenza di presentazione (“Sarebbe un onore rimanere qui”, clicca qui per l’intervista integrale del 25 gennaio scorso) sono confortanti. Oltre a lui e a Pancotto, per molti il vero salvatore della patria, meriterebbe la riconferma Ivanov, che ha dato carattere e, in particolare, fisicità al reparto lunghi avellinese a suon di rimbalzi e punti pesanti.Insomma, la Scandone è pronta a chiudere al meglio un campionato iniziato indegnamente: ma, chissà che non possa esserci qualche bella quanto clamorosa sorpresa a maggio…