Milano-Varese, la sala stampa: le parole di Messina e Caja

Milano-Varese, la sala stampa: le parole di Messina e Caja

I due coach hanno analizzato, nella conferenza post gara, la partita tra le due squadre lombarde, vinta ieri dai padroni di casa per 93-69

di Stefano Bartolotta

Ettore Messina (coach Milano): “E’ stata una settimana impegnativa con quattro gare in otto giorni quindi i meriti di questa vittoria vanno allo staff, ai medici, fisioterapisti, ai preparatori atletici che ci hanno permesso di dosare le energie e creare le condizioni giuste per giocare una bella partita. Ci danno tante informazioni e questo ci aiuta. E poi i meriti vanno a Moraschini e Biligha che mi hanno permesso di non spremere uno come Scola, di far giocare Rodriguez 13 minuti. E’ quello che sognavo in estate e oggi si è realizzato. E’ importante. Grazie a loro, oggi sembravamo una squadra fresca atleticamente, contro una formazione di cui ho grande rispetto. Ma lavoriamo bene e se si lavora bene le cose vanno a posto. Possiamo tirare peggio di oggi, ma è vero che erano tiri aperti. Eppure, loro difendono: li ho visti cancellare Brindisi o tenere testa a Bologna contro la capolista. Io devo azzeccare le combinazioni giuste e magari è un periodo in cui ci stiamo prendendo più di altre volte, grazie anche a quello che lo staff sta facendo al video. Non sono insensibile, mi piace che tutti mi mostrino affetto, ma so anche che verranno momenti più difficili. White è un ragazzo serio che si sta allenando bene. In questo momento, lui lo sa, non ci sono tanti minuti per lui, ma si sta preparando e quando arriverà il suo momento conto che sappia farsi trovare pronto. Mack oggi è in difficoltà, i venti giorni di stop non l’hanno aiutato, ma ho detto a lui, davanti alla squadra, che sono convinto che lui e Sergio Rodriguez ci porteranno dove dobbiamo arrivare. Quindi ha tutta la nostra fiducia, deve solo continuare a lavorare, ignorare le critiche, che in questo momento ci stanno, e credere nel lavoro. Si giocano 10 partite al mese in media, due in meno che nella NBA ma qui ogni sconfitta è un dramma, se non giochi bene la gente si preoccupa e la componente emotiva in America non è paragonabile. Poi vedo che in Italia, specie in trasferta, puoi davvero perdere dappertutto. Quanto alla preparazione è chiaro che è difficile, di sicuro rispetto a qualche anno fa non puoi più permetterti di lavorare in modo uguale per tutti. I minutaggi sono così diversi, che devi dosare le energie e qualche volta devi fermare un giocatore o non dare riposo in un altro giorno a un altro elemento. Per questo alle volte devo ascoltare Roberto Oggioni che mi ferma i giocatori, io non vorrei, ma devo ascoltarlo”.

Attilio Caja (coach Varese): “Oggi ho poco da rimproverare alla mia squadra perché Milano ha fatto una partita veramente solida. La loro difesa ci ha creato grandi difficoltà e ha messo in evidenza i nostri limiti. Siamo un po’ leggeri e dipendiamo molto dal tiro da tre punti. Oggi in ogni mismatch eravamo in difficoltà e, a maggior ragione, abbiamo dovuto puntare sul tiro da 3 punti; finendo col 22% il divario con gli avversari è stato molto ampio. Purtroppo non possiamo competere con Milano, non siamo al loro livello. Sono stati per altro bravissimi e hanno trovato grandi risposte anche dalle rotazioni. Sono una bella squadra da vedere e da giocarci contro, non ho niente da rimproverare ai miei e faccio i complimenti a Milano per quello che stanno facendo”.

Fonti: uff. stampa Olimpia milano e Pallacanestro Varese

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy