OpenjobMetis Varese: il pagellone della stagione

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Nell’annata a due facce della Varese targata 2016-2017 ricorre un dejavù che sotto il Sacro Monte si ripete ormai dalla stagione post “indimenticabili”: obiettivo playoff dichiarato a fine estate, corsa salvezza da marzo in poi. Eppure a Masnago c’è ancora spazio per i sorrisi; per un girone di ritorno vissuto sull’entusiasmo innescato dal lavoro di Caja e dalle prestazioni di un collettivo che finalmente ha iniziato a pensare da squadra. Troppo facile però ricordare solo la cavalcata degli ultimi tre mesi, motivo per cui la tara ai voti tiene conto dell’ignavia della gestione Moretti, ma anche della capacità della società nel tenere il timone ben saldo durante la frenesia di dicembre quando la situazione pareva quasi irrimediabile.

Dominique Johnson: 8 – L’unica nota positiva della gestione Moretti nella prima parte di stagione. L’extra budget messo a disposizione dalla società questa volta ha reso forse addirittura al di sopra delle attese. DJ è il giocatore che, dopo un breve periodo di ambientamento, ha dato la svolta. Ha trovato l’intesa con Maynor, ha deliziato con prestazioni sontuose come quella di Brescia (30 punti) e ha messo prepotentemente la sua firma sulla salvezza biancorossa.

O.D. Anosike: 6,5 – Per certi aspetti incarna il manifesto della stagione biancorossa: una prima parte da oggetto misterioso, additato quasi a capro espiatorio delle nefandezze varesine. Poi la svolta, l’arrivo di Caja, la fiducia e un rendimento che s’impenna. Il dinamismo a rimbalzo che si accompagna a precisione offensiva e attenzione difensiva, rendendolo un perno fondamentale in mezzo al pitturato.

Eric Maynor: 6,5 – Come due anni fa, la società ha scommesso sul recupero del play di Raeford per creare le sue fortune. All’epoca Eric ci impiegò un paio di settimane per mostrare il suo talento. Due anni e due ginocchia operate dopo il tempo di rodaggio è stato decisamente più lungo. Complice forse un intesa mai sbocciata con Moretti, nel momento in cui ha ritrovato condizione nelle sue ginocchia e fiducia del tecnico, ha iniziato ad ingranare e si è portato dietro la squadra.

Aleksa Avramovic: 6 – Voto di incoraggiamento. Nel caos organizzato della prima parte di stagione il giovane serbo è sembrato a lunghi tratti il più in palla della squadra, forse perché nel nulla assoluto era l’unico che provava a buttare tutto quello che aveva sul parquet. Con Caja e un ordine ritrovato sono emerse tutte le sue fragilità e gli angoli grezzi ancora da smussare. Il carattere però c’è, si farà.

Norvel Pelle: 6,5 – Arrivato a Varese nell’indifferenza più assoluta come ultimo complemento del roster, ha saputo, grazie al certosino lavoro di coach Caja, e di Paolo Conti in particolare, evolvere il suo gioco, togliere un po’ di istinto ed inserire un po’ di raziocinio. I suoi numeri proiettati su 40’ parlerebbero di 18pt, 14reb e 5blk di media. I tifosi biancorossi lo aspettano l’anno prossimo alla prova di maturità, sempre che si riesca a trattenerlo.

Massimo Bulleri: 10 – Giudizio muto. Solo applausi.

Daniele Cavaliero: 4,5 – Annata decisamente anonima dell’ex capitano con un andamento in calando rispetto alla scorsa stagione, e senza basarsi unicamente sulle fredde statistiche che comunque registrano tutte le voci in ribasso. Doveva essere il punto di riferimento nei momenti di maggiore difficoltà, ma la sensazione da fuori è che si sia lasciato condizionare dalla situazione negativa generale fino a retrocedere nelle gerarchie in campo e nello spogliatoio.

Luca Campani: s.v. – Poteva essere la sua annata. Un grande augurio per il recupero dall’operazione al ginocchio che ormai lo tormenta da un anno a questa parte.

Kristjan Kangur: 5 – Rifirmarlo anche per quest’anno era sembrato quasi un atto di riconoscimento alla carriera e al contributo versato alla causa biancorossa. Pensare che per Moretti sarebbe stato l’ala titolare aveva già fatto storcere più di un naso in pre-stagione, dubbi certificati prontamente dopo le prime partite nonostante i due buzzer beater da urlo. Per tutta la stagione ha sofferto tremendamente sul piano fisico e vederlo in quelle condizioni un po’ ha fatto piangere il cuore. Caja intelligentemente gli ha ridimensionato ruolo e responsabilità, riuscendo a spremere le ultime gocce di talento.

Giancarlo Ferrero: 7,5 – Il vero simbolo della riscossa biancorossa. Non il più talentuoso, non il più alto o più veloce o più verticale, non eccelso tiratore, ma sul cuore e la voglia non lo batte nessuno. Dimenticato da Moretti, portato in cielo da Caja grazie alla sua inossidabile attitudine a non mollare mai.

Melvin Johnson s.v. – Scommessa che si sarebbe potuta vincere se inserito in un contesto di squadra già rodato e affiatato. Paga colpe che per la maggior parte non sono sue. Forse un pizzico di rabbia agonistica in più…

Christian Eyenga: 6 – A tratti esaltante, a tratti deleterio. È la storia di Eyenga, devastante in campo aperto, molto più limitato e limitante quando c’è da attaccare fronte a canestro,per quel tiro che va e (per lo più) viene. Come tutti i compagni ha beneficiato dell’arrivo di coach Caja, togliendosi un po’ di polvere in attacco e giocando spesso bene in difesa, dove realmente è in grado di fare la differenza.

Paolo Moretti: 3 – Il vero errore della stagione biancorossa è stato quello di affidarsi totalmente a lui in un momento di transizione tecnica e societaria delicato (testimoniato dai risvolti sul bilancio delle annate precedenti). Non si travisi, Paolo Moretti è e resta ottimo allenatore e persona di notevole spessore umano, quanto rivedibile direttore sportivo “ad interim”. La colpa principale è stata quella di aver costruito a conti fatti una squadra discreta, ma su cui ha smesso presto di credere usando la partecipazione alla Champions come giustificazione. Non avrebbe mai dato le dimissioni, andava esonerato prima.

Attilio Caja: 9 – Se n’era andato due anni fa con una porta sbattuta in faccia e neppure un grazie, ma il richiamo di una piazza storica come Varese non poteva non lenire il rancore. Il nuovo assetto societario ha sicuramente aiutato nell’inserimento (leggasi Toto Bulgheroni e Coldebella), il resto è tutta farina sua e della sua straordinaria professionalità. La sua Openjobmetis ai playoff c’è arrivata: dalla 13°giornata di andata a fine campionato Varese ha conquistato 18 punti, che valgono esattamente l’ottavo posto a pari merito con Reggio Emilia.

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