Pagelle Gara 3 Montepaschi Siena – EA7 Emporio Armani Milano

Pagelle Gara 3 Montepaschi Siena – EA7 Emporio Armani Milano

di Gabriele Leslie Giudice

MONTEPASCHI SIENA: Haynes: per mezza partita non spacca, ma riesce a fare tante cose importanti, tra le quali reinnestare la decadente situazione delle sue percentuali. Subito dopo diventa il capo della resistenza contro la rimonta di Milano, spumeggiando 8 punti di importanza vitale. Ma forse ancora più importanti sono i 7 punti dell’ultimo quarto. Quando gioca così è indiscutibilmente un fattore. 23 punti e 8 in pagella. Green: forse il peggiore degli esterni di Crespi, stasera non va proprio. Con Janning e Carter a fare gli straordinari la sua presenza non è vitale, ed alla fine risparmia 33′ di pura benzina in vista di gara 4, 5. Carter: vìola per primo il verbo proibito di queste Finals quando all’11’ trova una tripla pulita, l’instant-karma lo tradisce subito facendogli atterrare un contropiede su uno stormo di bucce di banane. Josh si rialza e torna a bombardare, è lucido a tratti ma sempre in partita, 6.5 Hunter: aiuta tutti e su tutti, tira con percentuali pazzesche, nel caso sbagliasse si recupera il suo rimbalzo, schiaccia, stoppa, raccoglie sfondamenti, prende la rivincita su Samardo Samuels, giocando i 29′ più emozionanti della sua stagione. E’ un po’ come aver visto sul campo ripetere il famoso “I wanna win. You wanna win?” della serie contro Reggio Emilia. Non pago, chiude la partita inchiodando l’alley-oop che schiaccia il tasto Play alla Verbana. Un leaderissimo, lo Zeus del pitturato, e voto 9 stasera. Janning: il Forum l’aveva scomunicato dai 6 & 75, di tutta risposta Matt peperoncino passa il primo quarto a tracciare tutti i pertugi del pitturato del PalaEstra, vincendo tutte le corse ad ostacoli della serata, per poi decidere che stasera la vuole spaccare lui ed iniziare il primo vero bombardamento della MensSana. Nell’altra metà è più stanco, e quando abbandona il campo per 5 falli lascia il PalaEstra in una bolgia assoluta ed una Finale che si può davvero rimettere in piedi. Il voto è 7,5. Ortner: 11 minuti di spirito selvaggio, guerriglia pitturata e buone soluzioni offensive. Un soldato vero, 6,5. Viggiano: stasera anonimo ed avulso dalla partita, 5. Ress: gli altri costruiscono, lui raddoppia anche le mosche e poi si prende un’invadente immagine del capitolo III con la tripla apertissima del +19 a un metro dall’intervallo, zoommato dalle telecamere di tutta Italia. Poi si spegne, ma Hunter stasera basta a tenere su tutto il reparto. Siena è ancora viva, Tomas Giulio Cesare Ress ha tagliato fuori Bruto, 6,5. Nelson: sempre sveglio, intelligente e furbo. Aiuta tantissimo in difesa ed in attacco, dove usando le arti più intangibili rende prima fluidi gli attacchi senesi anche nelle situazioni più melmose, per poi innalzare il rumore della difesa di Crespi. 6,5 meritatissimo Cournooh: cerca di tenersi a galla entrando nel ritmo della difesa con risultati proficui. In attacco non combina quasi nulla, ma l’attitudine è quella giusta, 6. EA 7 EMPORIO ARMANI MILANO: Jerrells: i numeri alla fine sono discreti pur senza giocare una partita roboante, infila qualche bomba spezza fiato delle sue, ma nella schedina di Banchi il 55 stasera non è il numero vincente, e la valutazione lo spezza a metà, 5,5. Gentile: comincia benino, trovando qualche buono spunto prima di subire lo Tsunami del secondo quarto. Nella rimonta non è tra i principali attori, peccato poi chiudi la partita cascando di nuovo nella trappola del nervosismo con un buffetto evitabile su Janning. Voto 5 per il capitano. Langford: K-Freeze esce dalla panchina per “milanizzare” gara 3. Non mangia mai, però rosicchia inesorabilmente il legno dell’Estra co-producendo il massimo sforzo del -4 dei suoi, e alla fine porta a casa 12 punti costruiti al millimetro. Nella serata di Siena K-Freeze comunque c’è, 6,5. Moss: non avrebbe avuto paura del Vietnam, figuriamoci di una gara 3. Come punta della zona si sbatte come un dannato, in attacco più viene che va, guadagna il 6 per tutto il sudore che getta alla prima del PalaEstra. Samuels: in questi due giorni Crespi ha lavorato soprattutto su di lui, in difesa riesce spesso a trascinarlo lontano dall’area pick&rollandolo oltre l’arco, in attacco raddoppiandolo continuamente. Lui poi è distratto e nei primi 2 quarti finisce in tutte le trappole di Siena, da lì in poi fa spallucce e mostra i muscoli: la situazione migliora, ma non gli basta per riprendere il bandolo della matassa, 6. Hackett: è quello che vorrebbe vincerla più di tutti. Conosce la partita in mezzo al ciclone e prova a portare un pò di leadership, all’inizio soffre, ma Dani rincula la marea e carica la rimonta, trovando la tripla del -8 che rovescia dieci scodelle di poesia su gara 3. Soprattutto è tanto, tanto lucido. Quando la partita scivola verso Siena lui non ne ha più. Merita il 7. Melli: stasera trasparente, in difficoltà in difesa e totalmente fuori ritmo. Per ora il contesto delle finali non l’ha reso granchè pimpante, lo aspettiamo in gara 4, 5. Lawal: il Tazmania con le scarpette rosse prova subire a divorare il ferro, creando anche qualche danno sismico segnalabile. Il controllo poi lo tradisce e Gani come sempre finisce a passeggiare. Nota a margine il suo rientro per abbattere Marquez Haynes a metàcampo che regala il momento più random delle Finali, il voto finale è 5 Kangur: già non ha lo sguardo di un Messia, se poi sbaglia tutte le triple a campo aperto, Banchi deve cercare di costruire la rimonta altrove. 4,5 a mani basse. C.J. Wallace: aiuta sempre quando chiamato in causa, in 12′ tira giù buone cifre, ma finisce sempre per sparire dalle rotazioni. 6 di bassa caratura, ma 6.

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