Pesaro-Milano, le pagelle: Anosike unico pesarese a salvarsi, Moss & Langford due sicurezze

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  PESARO: MUSSO: 4,5. Onestamente a questi livelli vengono fuori tutti i limiti tecnici dell’argentino che non riesce mai a rendersi pericoloso, sparacchiando da tre e soffrendo terribilmente in difesa, ma non è lui il peggiore questa sera. JOHNSON: 4. Potrebbe mettere qualche tripla ogni tanto ma in attacco vaga per il campo senza rendersi conto di dove sia in quel momento e in difesa con quel fisico da mezzofondista keniano, viene spazzato via ad ogni contatto, ma forse ci sbagliamo noi e verrà fuori prima o poi. PECILE: 4. Viene pressato come un ragazzino alle prime armi e il capitano si ingarbuglia contro il pressing perdendo troppi palloni, un solo tiro preso e se il suo allenatore lo lascia in campo per soli 11 minuti, difficile non vederci qualche problema… YOUNG: 4. Si prende due soli tiri, non per pigrizia ma per reale difficoltà nello smarcarsi contro avversari più giovani e veloci di lui, la nostra guardia titolare segna un solo punto ed anche questo non può che essere un fattore negativo.  TRASOLINI: 6. Non si fa intimidire dai lunghi milanesi e segna 15 punti e cattura 6 rimbazi, va ad intermittenza come al solito, ma riesce a strappare la sufficienza. AMICI: 6. Meglio delle ultime uscite, con un paio di belle schiacciate e cinque rimbalzi catturati, può e deve fare meglio ma per stavolta ci accontentiamo. ANOSIKE: 7 (il migliore). Domina da solo il reparti lunghi milanese, che venerdì era impegnato in Eurolega per intenderci, 15 punti e 17 rimbalzi per un 31 di valutazione che ne fanno per distacco il miglior biancorosso della serata … E pensate se ci fosse un play che riesca a dargli qualche pallone decente. TURNER: 6. 17 punti, anche se molti arrivano a risultato acquisito, qualche sprazzo di classe ma meno incisivo del solito, ma alla sufficienza ci arriva ugualmente. BARTOLUCCI E TERENZI: 6. Andrea ha il merito di segnare la prima tripla della Vuelle e Diego segna un libero per raccontare che contro Milano c’era anche lui. (a cura di Davide Perugini) MILANO: GENTILE: 6,5. 16 punti segnati: è il secondo miglior marcatore, ma avrebbe potuto farne molti di più se avesse sprecato molti meno palloni (5 perse di 10 totali milanesi). Molto bene invece difensivamente. GIGLI: 6. Gioca 8’ nel primo tempo, segna 4 punti, si muove bene offensivamente, mentre difensivamente emergono i più che comprensibili ritardi di condizione di chi ha esordito in stagione appena 14 giorni fa: in progresso. CERELLA: s.v. MELLI: 6. Gara nella media per il reggiano, con un primo tempo da 0 punti e tanta fatica sotto canestro, mentre nella ripresa si sveglia a proteggere la propria area ed a cercare di avere impatto anche in quella offensiva. KANGUR: 6,5. 14 minuti di gioco al suo esordio assoluto in stagione, piazza 3 triple nel secondo quarto che danno il là decisivo alla fuga milanese: ok che la difesa pesarese non è stata esattamente un gran fortino, ma lui ci ha messo molto di suo. HAYNES: 6. Entra nel primo tempo quando Jerrells va in difficoltà, migliora la cabina di regia soprattutto attaccando bene la zona di Pesaro, con una buona circolazione di palla: positivo. LANGFORD: 7,5 (il migliore). 25 punti, 6/9 da 2, 3/3 da 3, 8 falli subiti, 29 di valutazione, leader offensivo indiscusso e presente anche in difesa. Serve altro per spiegare perché è l’MVP? WALLACE: 5. Unica nota veramente negativa per Milano: molle in difesa, sempre indeciso ed insicuro in attacco come fosse un ragazzino di 10 anni. Passi indietro, stasera, anziché in avanti come servirebbero. LAWAL: 5,5. Si fa vedere un pochino nel finale, a risultato già acquisito; per il resto fatica tanto contro Anosike ed ha problemi di falli fin dal primo quarto. MOSS: 7,5. Un dato su tutti descrive la sua partita: gioca “solo” 25 minuti ma ha un saldo plus/minus di +26. Entra nel primo quarto quando Milano è sotto di 6 e con la sua energia difensiva (e la precisione offensiva) cambia il match. JERRELLS: 6. Primo tempo parecchio sottotono, nel secondo sale di livello ma non brilla particolarmente. (a cura di Lorenzo Arienti)