Polemica Brugnaro-Panthers: “Sì al tifo ma no al campanilismo provocatorio.”

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La Umana Reyer Venezia ha diramato la seguente nota: “La Reyer fin dalle sue origini si è distinta per concepire lo sport in modo innovativo rispetto alle abitudini del tempo. Chi conosce la storia di Venezia sa che la Città che ricordiamo “Regina dei Mari” era capace di rinnovarsi continuamente, credeva profondamente nell’integrazione tra le persone e nel progresso culturale ed economico. In linea con questo spirito innovativo, i fondatori della Nostra Società, Costantino Reyer e Pietro Gallo, nel 1872 proponevano tra i primi in Italia, le discipline sportive con finalità psicopedagogiche, che prima di tutto contribuivano a formare la persona. L’attività della Reyer ha perciò sempre avuto una grande valenza dal punto di vista sociale.

Riprendendo quei valori e quei principi, oggi la Reyer può tracciare una nuova via di approccio allo sport, può essere ugualmente innovativa e far da traino per una grande e necessaria rinascita della Citta’. La Reyer desidera essere un fattore aggregante in grado di accomunare sempre più persone, una bandiera di un territorio sempre più vasto. Questo processo potrà compiersi, però, solo se tutti insieme capiremo con umiltà che è arrivato il momento di fare un salto culturale e di adeguarsi ai tempi che cambiano. Dobbiamo comprendere che si può sostenere la propria squadra, con sempre più passione e sempre maggiore trasporto, senza necessariamente offendere l’avversario o presunti rivali, a maggior ragione se non presenti nel contesto agonistico. Dobbiamo capire che il nostro “vicino di casa” può essere il primo alleato e non il primo antagonista specie se spesso ti siede accanto e tifa la tua stessa squadra. Deve essere chiaro che oggi, per avere l’ambizione di competere ai più alti livelli continentali, la Reyer deve essere rappresentativa di una grande Venezia metropolitana che abbracci i territori di Venezia, Padova, Treviso e anche oltre, aprendosi a tutti quelli che vorranno farne parte. Proprio perché la Reyer è un patrimonio culturale collettivo, ciascuno deve concorrere affinché sempre più persone si sentano parte di essa, la Reyer deve includere e non escludere. Questo è il significato più nobile dell’espressione “sostenere la Reyer”, un concetto che è assolutamente complementare e compatibile con l’importante incitamento di cui la squadra orogranata necessita ogni volta che scende in campo. Tutti dobbiamo essere consapevoli che non c’è nessuna goliardia nell’offendere e discriminare chi risiede in un territorio vicino, tantomeno giustificandolo furbescamente come un atteggiamento scherzoso.

Questo non ha nulla di sportivo, ma è espressione di un campanilismo pretestuoso e provocatorio, causa di divisioni e debolezze: tutto ciò va evitato e stigmatizzato. Sia, comunque, chiaro che non è in discussione l’importanza del tifo della curva nella sua interezza, a cui va riconosciuto il merito di sostenere con passione la squadra sempre e ovunque e che per questo va ringraziata. I cori che hanno generato le polemiche accese di questi giorni, sono, infatti, l’iniziativa di alcune persone della curva ben consapevoli della reiterata richiesta della Società’ di evitarli in quanto ritenuti offensivi e dannosi. Confidiamo che tutti coloro che si ritengono tifosi e sostenitori della Reyer possano condividere e fare propri questi principi. In merito al comunicato della tifoseria organizzata confermiamo la disponibilità della Società ad un incontro aperto a tutti quelli che vorranno partecipare. Duri banchi fioi e Forza Reyer! ”

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