Preview 6° Giornata Serie A: Roma-Varese buon contorno al derby di Assago

di Gabriele Leslie Giudice

ACEA ROMAOPENJOBMETIS VARESE Incrocio vivace al PalaTiziano, con due compagini che senza qualche incidente di percorso avrebbero giocato questi 40 per una posizione tra le prime 3-4. Leitmotiv della sfida per la Virtus Roma il riuscire a contenere la produzione offensiva di Varese: Trento ci è riuscita limitando al minimo il supporting-cast di Diawara, Rautins e lateralmente anche Robinson, la Virtus dovrà intanto sperare che Melvin Ejim e Bobby Jones vengano esaltati dal duello con Kouba, cercando d’altra parte di non concedere scarichi facili sull’arco dove Rautins è sempre armato fino ai denti e sta viaggiando con un irreale 53.5% da 3. D’altro canto Varese è debole sotto canestro, sta patendo l’assenza di Kangur e con i soli Daniel e Callahan la coperta è davvero corta. Soprattutto se dall’altra parte devi sbatacchiare con Jones e Morgan e dalla panchina esce un De Zeeuw che il ferro tende ad azzannarlo. VANOLI CREMONAENEL BRINDISI Carnefice di Lele Molin e sempre più conscia della sua pericolosità, Cremona rientra tra le mura amiche con l’obiettivo di cancellare quel fastidioso zero alla voce “vittorie a domicilio”. Tante le certezze per Cesare Pancotto, ad una vittoria dalle 450 in Serie A: da un reparto guardie che sembra intendersi a meraviglia (Vitali sembra rinato nell’innescare un attaccante mortifero come Hayes, che sente la fiducia e sta viaggiando a 16 di media), ad un sesto uomo come Ferguson che garantisce 13 punti ad allacciata, fino all’iniezione nel gruppo di uno come Cusin che può solo che portare benefici. Di là la regina del mercato post-estivo, l’Enel Brindisi che con l’aggiunta di Simmons e Pullen scala parecchie posizioni nel ranking di potenza del campionato, che ora la vede nelle intenzioni posizionarsi al pari delle più strette inseguitrici di Milano. L’idea è che il vero campionato di Bucchi potrebbe cominciare proprio dal Pala Radi, stay tuned. UPEA CAPO D’ORLANDO – PASTA REGGIA CASERTA Primo atterraggio nella terra di Archie per Zare Markovski e tutti i carboni ardenti del primo scorcio di stagione di Caserta, ancora a caccia della prima vittoria in campionato dopo 5 giornate, tormentate dalla chiara mancanza di olio nel nuovo roster della Juve, che vive intorno alla propria superstar, peraltro ultimamente anche bizzosa, sta soffrendo il momentaneo sciopero di produttività di Gaines, ed è reduce da una prestazione orribile contro Cremona, che è costata la panchina di Lele Molin. La sensazione è che uno come Zare può essere l’uomo giusto per stravolgere le carte in tavola: è un allenatore esperto, abituato ad operare in situazioni d’emergenza (a Venezia subentrò a Mazzon e piazzò un ottimo 8-3 nelle prime 11) e nella sua imprevedibilità è uno anche di costruire miracoli. Capo d’Orlando per ora vince solo in trasferta, è reduce da una sconfitta che ci può stare contro Avellino e può sfruttare il momento di caos della Juve per raccimolare punti salvezza. EA7 EMPORIO ARMANI MILANOACQUA VITASNELLA CANTU’ Tempo di Derby ad Assago, con Milano e Cantù che timbrano il 154° incrocio della loro storia, e più che mai il messaggio implicito del Derby è “occasione di rilancio”. Per Milano, che ha recuperato un po’ del morale perduto battendo il Turow dopo aver sofferto di 2 sconfitte consecutive in campionato, la vittoria è l’unico obiettivo. Così come rilancio è la parola chiave per Linas Kleiza e Marshon Brooks, due acquisti fondamentali dell’estate e visibilmente controtendenti rispetto alle attese. Il lituano viene da 5 punti in 2 partite e dal brutto sgambetto a Della Valle in quel di Reggio Emilia, Marshon ha perso spazio nelle gerarchie di Banchi, pur proponendo del brio contro il Turow, trovando la doppia cifra. Cantù ha già dato segnali di ripresa battendo Sassari al Pianella e regolando l’Ostend in Eurocup, si è fatta più che un bel regalo aggiungendo al roster Shermadini (per il quale però non c’è ancora il tesseramento), e va a giocarsi il suo derby con la consapevolezza di poter far male all’EA7 con le sue armi più note: il talento degli esterni, che vede in Feldeine un autentico trascinatore, in Stefano Gentile una miccia che può accendersi in un amen ed in Johnson-Odom un pilota veloce e creativo. Se poi però spostiamo l’attenzione sulle provviste sotto canestro, Banchi può tranquillamente cominciare a sfregarsi le mani. Comunque sia, al Forum sarà grande bagarre. GRANAROLO BOLOGNA – UMANA REYER VENEZIA Filotto aperto per la Reyer, che centrando la terza W consecutiva a Bologna continuerebbe il suo percorso da capolista a braccetto con Sassari e Reggio Emilia, con un Nelson in più nel motore per migliorare ancor di più la mentalità di un aggregato già piuttosto solido, sorretto da pilastri della storia recente del basket italiano. Di contro la Virtus Bologna è già tra le sorprese del campionato, senza penalizzazione sarebbe in orbita playoff e deve solamente continuare ad avere il piacere di scoprirsi partita dopo partita, mantenendo quel low profile che le sta consentendo di togliersi parecchie soddisfazioni. Mancano 11 punti per toccare quota 1000 ad Allan Ray, al quale la voglia di giocare ottimo basket non sembra affatto essere appassita. BANCO DI SARDEGNA SASSARICONSULTINVEST PESARO Monday night per il Banco di Meo Sacchetti, ora sì felice della prima vittoria europea, ed atteso dall’abbordabile sfilata casalinga contro Pesaro, reduce dal piccolo miracolo di rimontare la Virtus Roma. La replica pare complicata e non ci stupiremmo di un abbondante distacco finale, complici le stratosferiche possibilità offensive di Sassari, capace di produrre scosse telluriche irresistibili.   DOLOMITI ENERGIA TRENTO – GIORGIO TESI GROUP PISTOIA Data proprio in questa sede per vittima sacrificale degli umori offensivi di Varese -considerazione maturata più per amore della statistica che per scarsa fiducia nella difesa di Buscaglia- Trento è riuscita a prendere il naso del Poz rifilandogli un 30-49 nel terzo quarto periodo che oltre a consentire una vittoria prestigiosa ha ridotto la prolificità dell’attacco Varesino di ben 30 lunghezze rispetto al solito (ok, i 99 punti di media sono frutto degli immaturi campioni statistici di inizio stagione, ma qualche tendenza pur la mostreranno), a dimostrazione delle capacità tattiche e di imposizione della propria identità della strabiliante matricola, al secondo colpo grosso in stagione dopo la vittoria netta contro Cantù. Al cospetto giunge Pistoia, respinta all’ultimo secondo dai polpastrelli di Okaro White, ma con un Milbourne che se confermasse i numeri di Domenica (17+9 entrambi season high), potrebbe aver trovato un altro pezzo di equilibrio in un inizio di campionato dove è sempre mancata la percezione di essere fuori da un, peraltro ovvio, rodaggio. SIDIGAS AVELLINOGRISSIN BON REGGIO EMILIA Avellino sta crescendo vertiginosamente, Vitucci sembra aver trovato la quadratura del cerchio ad uno dei quintetti meglio assortiti del campionato: la Sidigas ha esterni moderni, dotati di ottima gamba, con tanti punti nelle mani nonché classici giocatori “triple threath”, e lunghi tecnici quanto atletici, pieni di potenziale in pre-fioritura. 3 vittorie consecutive sono bastate agli Dei del basket per scarrozzarci Reggio Emilia al PaladelMauro, in quella che a tutti gli effetti è una prova del 9 per Vitucci e soci. La Grissin Bon continua il suo percorso di maturazione in uno dei campi più complicati d’Italia, sta stupendo per la tanta maturità e la mentalità che è già da vincente, nonostante la poca abitudine ad avere tanti riflettori addosso come in questa stagione, o forse, da questa stagione. Per il resto ci dovrebbe scappare il partitone, con tutto questo talento e questa freschezza in campo, e controcorrente l’Euro lo puntiamo su Avellino.

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