ROAD TO F8 2017 – Cantine Due Palme Brindisi

La squadra di Sacchetti si presenta alle Final Eight con il compito più arduo, incontrare subito Milano. Scopriamo i punti di forza e quelli di debolezza della squadra pugliese che nelle ultime sei partite ne ha perse quattro

di Marino Petrelli

LA SQUADRA

Brindisi torna alle Final Eight di Coppa Italia dopo l’assenza della passata stagione. Negli anni precedenti, tre partecipazioni con due semifinali perse contro Siena a Milano. Tiene banco però in città la vicenda main sponsor che a Rimini non sarà Enel ma Cantine Due Palme, nota azienda vinicola brindisina che è già tra gli sponsor societari e che avrà l’onore di essere il primo sponsor di maglia (verde) della Coppa Italia. Cosa succede con lo storico sponsor, legato alla New Basket dal 2008? Il contratto scade il prossimo giugno e il presidente Marino ha detto che “l’azienda non risponde alle chiamate della società. Questo deve farci stare vigili e pronti a lavorare verso nuove direzioni”. Dietro la decisione di uscire dal basket da parte della multinazionale dell’energia, che a Brindisi ha un centrale a carbone tra le più inquinanti d’Europa, ci sarebbero molteplici voci, anche politiche e di strategia nazionale e internazionale, ma si spera che si possa trovare un accordo o, in alternativa, che la società sappia attivare il “piano b” dimostrando di non aspettare solo il vecchio sponsor ma sapersi muovere alla ricerca di altri ed importanti sponsor e implementare altre fonti di ricavi, come ad esempio la biglietteria e o il merchandising.

Quest’anno la qualificazione è arrivata grazie ad un buon girone di andata e a qualche incastro di risultati favorevoli, soprattutto la vittoria interna contro Caserta nel turno dopo Natale. Da quel momento la squadra ha avuto un’involuzione pericolosa con quattro sconfitte e una sola vittoria di un punto in casa contro Pistoia. Complici forse qualche voce provenienti dall’ambiente esterno, Brindisi si è smarrita dal punto di vista mentale e di gioco, palesando alcune lacune che andrebbero colmate almeno sotto canestro dove al positivo Carter, che vero pivot non è, andrebbe affiancato un altro giocatore di peso e di rimbalzo. Invece, si va avanti con il roster attuale, che ha visto gli innesti di Phil Goss e Blad Mesicek in corso d’opera, e senza Joseph, ala titolare ad inizio stagione alle prese per almeno altri venti giorni con l’infortunio al terzo metacarpo della mano destra che lo tiene lontano dai campi di gioco da quasi due mesi. Nell’ultima uscita contro Varese, una buona vittoria e un ritorno a livelli accettabili che fanno ben sperare per la Coppa.

Sacchetti dovrà fare di necessità virtù, sapendo bene come si batte Milano in una partita secca, ma dovendo anche fare i conti con una squadra giovane e dalla personalità ancora da consolidare, con una panchina che si sta rivelando più corta del previsto e troppi alti e bassi anche all’interno della singola partita. Pesa, come detto, il deficit a rimbalzo che vede spesso soccombere la New Basket contro le avversarie. Bene le guardie: Moore in ripresa dopo l’infortunio, Goss e Scott (anche se quest’ultimo calato dopo un ottimo avvio) garantiscono punti e qualità, Cardillo offre tanta difesa e dedizione. M’Baye resta sempre il secondo marcatore del campionato e Carter è cresciuto molto dall’inizio andando spesso in doppia doppia per punti e rimbalzi. Panchina da rivedere e si deve lavorare sulla concentrazione nei 40 minuti

LA STELLA

Sicuramente Amath M’Baye, il giocatore arrivato dal Giappone e sul quale diverse squadre europee avrebbero messo gli occhi. Su tutte il Barcellona che sarebbe disposta già adesso a pagare un sostanzioso buy out per portarlo in maglia blaugrana. Lusinghe a parte, l’ala forte francese resta concentrato e produce quasi 20 punti di media a partita. Elegante nell’uno contro uno, ha una buona qualità di palleggio, sa attaccare il canestro dal post alto e tirare bene da tre. Si è subito ambientato in squadra e in città e dimostra di avere personalità anche con i compagni che lo cercano spesso nelle situazioni difficili.

CHI SALE

In un momento del genere è difficile dire chi sale. Possiamo dire chi è stabile, ovvero Carter e Goss. Il primo, dopo un avvio di campionato poco brillante, si è prontamente ripreso e da diverse partite trova il modo di andare in doppia doppia, come punti e rimbalzi. Giocatore che ama partire dal post basso e che in avvicinamento a canestro ha buoni movimenti, Carter si sta confermando a buoni livelli, nonostante spesso sia costretto a giocare molti minuti a causa della mancanza di un cambio vero nello spot di pivot. Goss sta mostrando le sue qualità di leader e anche di tiratore da tre. Nei momenti importanti lui si prende tiri importanti. Anche lui paga il momento altalenante della squadra ma contro Milano è pronto a prendersi le sue responsabilità come ha dichiarato in settimana ai suoi compagni di squadra. Un giocatore con la sua esperienza può fare la differenza.

CHI SCENDE

Durand Scott, l’unico rimasto dalla passata stagione assieme a Cardillo e confermato a furor di popolo, ha avuto un avvio di campionato molto positivo, poi nelle ultime settimane si è spento, abbassando il suo bottino di punti e rimbalzi e uscendo a volte dal gioco della squadra. I suoi uno contro uno sono diventati prevedibili e le difese lo stanno raddoppiando sistematicamente costringendolo a forzature a cui non siamo abituati. Un altro in una fase meno brillante rispetto all’inizio è Spanghero, chiamato a fare il cambio di Moore in cabina di regia ma che forse sta soffrendo l’arrivo di Goss che in quel ruolo ha un po’ chiuso gli spazi. Nelle ultime due partite ha giocato pochissimo, Brindisi attende ancora di vedere il miglior Spanghero. Discorso a parte merita Danny Agbelese, che lotta, ci mette buona volontà, ma commette a volte errori elementari sotto canestro e palle perse evitabili. Non un grandissimo realizzatore, a volte è costretto a tornare in panchina per il numero di falli che commette ad ogni partita.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy