ROAD TO F8 2017 – EA7 Emporio Armani Milano

L’Olimpia arriva a questo appuntamento da strafavorita, ma, come sempre, per la squadra biancorossa c’è l’incognita dell’atteggiamento mentale. Riassumiamo, comunque, ciò che Milano ha da mettere sul piatto e l’andamento nel rendimento dei giocatori

di Stefano Bartolotta

LA SQUADRA:
I biancorossi si presentano forti e completi in ogni reparto, soprattutto per l’Italia. La varietà di soluzioni tattiche a disposizione di coach Jasmin Repesa è molto ampia, soprattutto in attacco. Recentemente, ad esempio, abbiamo visto come l’Olimpia sia riuscita a rimontare 25 punti in poco più di un quarto al Darussafaka grazie a un quintetto molto piccolo, con Pascolo centro e Sanders ala grande, e questo ci fa capire quante possibilità abbia l’allenatore croato di mettere in campo una formazione efficace a seconda delle circostanze. Per quanto riguarda il ruolo di playmaker, è quello in cui probabilmente i giocatori che lo ricoprono si somigliano di più: Ricky Hickman, Mantas Kalnietis e Andrea Cinciarini hanno tutti e tre la caratteristica di non essere registi puri e di avere capacità realizzative rispettabili ma non certo affidabilissime. L’unica guardia pura nel roster è Zoran Dragic, che sulla carta è il classico giocatore capace di essere utile in tutti gli aspetti del gioco, però, nella realtà, quando è in cattiva serata il suo contributo è impalpabile, visto che non eccelle in nulla. Ci sono poi due giocatori che possono giocare indifferentemente guardia e ala piccola, ma se Krunoslav Simon è una delle pedine fondamentali nello scacchiere di Repesa grazie alla sua ottima mano sinistra e a una buona conoscenza del gioco che spesso lo porta a essere produttivo anche come assist e rimbalzi, Bruno Cerella è invece sempre più ai margini delle rotazioni, anche quando la sua applicazione difensiva potrebbe fare comodo. I due giovani Simone Fontecchio e Awudu Abass sono ali piccole pure, più abili ad aiutare il reparto esterni che non quello lunghi in realtà e stanno vivendo due parabole opposte: l’ex virtussino è partito in sordina e ora sta guadagnando spazio, mentre l’ex canturino appare in netta discesa. Rakim Sanders è il giocatore con il più ampio spettro di utilizzo della squadra, poiché può cavarsela egregiamente sia in attacco che in difesa sia da 3 che da 4, anche qui sempre tenendo conto di cosa gli dice la testa. Milan Macvan è usato prevalentemente da ala grande, ma alcune volte fa anche il centro, e quest’anno è uno dei più positivi della squadra, anche perché, quando è stato infortunato, la sua assenza si è sentita tantissimo. Un’ala grande pura è Davide Pascolo, che si sta ambientando sempre meglio e nelle ultime partite ha fatto valere l’imprevedibilità delle sue movenze sotto canestro e soprattutto la sua grinta indomabile. I centri sono Jamel McLean, uno dei più solidi e costanti finora, e Miroslav Raduljica, arrivato come il fiore all’occhiello della campagna di rafforzamento e che, finora sembra più l’emblema del vorrei ma non posso, o meglio del potrei ma non voglio.

LA STELLA
In un roster così ricco e allo stesso tempo formato da giocatori così instabili dal punto di vista dell’atteggiamento mentale, è difficile identificare un giocatore a cui assegnare lo status di stella, visto che molto spesso i principali contributi alle vittorie sono arrivati da uomini e situazioni ogni volta diversi. Riteniamo giusto, però, segnalare Milan Macvan in questo spazio, poiché, come detto, la sua assenza è stata la più sentita finora. Quando l’ala serba non è della partita, la squadra semplicemente non gira nello stesso modo. La sua capacità di realizzare da sotto, in allontanamento e da 3, nonché il suo tempismo nel recuperare palla in difesa, sono caratteristiche troppo importanti per questa Olimpia.

CHI SALE
Nelle ultime partite, Cinciarini si è decisamente fatto sentire di più in campo, dopo che per i primi mesi la sua presenza appariva tra l’inutile e il dannoso: forse, nemmeno a lui ha fatto troppo bene l’improvvvisa assegnazione dei gradi di capitano, ma ultimamente l’ex reggiano sta tornando ai suoi abituali livelli. Fontecchio ha sempre meno paura di prendersi i tiri che servono e in difesa è sempre più un fattore: il talento c’è e con la giusta convinzione stanno arivando i risultati. Pascolo, dei tre giovani italiani, è quello che da subito si è fatto valere di più, ma solo recentemente Repesa gli sta dando minuti anche nei momenti importanti delle partite, e l’ex trentino sta abbondamentemente ripagando la fiducia.

CHI SCENDE
Abass, dopo alcune partite di ambientamento, aveva iniziato a ritagliarsi uno spazio importante, sopratttutto in campionato, ma poi, inspiegabilmente, ha progressivamente assunto la forma di un corpo estraneo alla squadra. Attualmente, gioca poco e non si prende alcuna iniziativa in campo, un’involuzione preoccupante per chi il talento ha comunque mostrato di averlo. Raduljica suscita perplessità fin dalle prime partite, poiché si vede che la tecnica non gli manca, ma in compenso le capacità difensive e la voglia sono quasi totalmente assenti. Nelle ultime uscite, il serbo è ulteriormente in discesa, poiché commette subito molti falli e si ritrova, così, a giocare una decina di minuti a partita, troppo poco per le aspettative riposte in lui.

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