ROAD TO F8 2017 – Germani Basket Brescia Leonessa

Da matricola a sorpresa: Brescia si affaccia alla competizione con l’entusiasmo della prima volta per provare a stupire ancora

di Silvia Castrezzati

La Germani Brescia si presenta alle Final Eight portando la propria personale rivoluzione. La compagine lombarda si muove nel mondo dei grandi sfoderando la giusta attitudine, non piegandosi ai facili pronostici che l’avrebbero vista prendere parte al campionato rivestendo il ruolo della semplice matricola. Quella della Leonessa è stata un’impresa garantita dalla mentalità di un intero gruppo in grado di costruire le gare a partire dal lavoro giornaliero, dalla conduzione attenta e calibrata di coach Andrea Diana e dall’innesto di alcune pedine vincenti che hanno “dato il la” per l’avvio di una prima parte di stagione brillante. La formazione che si presenterà a Rimini vedrà scendere in campo capitan Moss, a cui gli abiti del leader si adattano perfettamente, accompagnato da Landry e Moore e dal reparto lunghi Beggren e Burns. Accanto a loro, lo zoccolo duro italiano composto dai fratelli Vitali e Bushati.
Dopo un inizio scricchiolante in cui non è mancato qualche intoppo, la Leonessa ha finalmente affilato gli artigli. Nonostante sia l’obiettivo salvezza il reale traguardo per la realtà bresciana, giocarsi la Coppa Italia contro «le grandi» non può che far risplendere la caratura di una squadra dalla grande chimica e sintonia. Brescia ha riservato grandi sorprese nello scenario attuale del campionato: prima le trasferte consecutive vincenti contro Brindisi e Varese, fondamentali per il recupero della fiducia e l’andamento della classifica dopo le sconfitte con Sassari, Milano, Avellino e Capo d’Orlando. Poi i «colpacci» con Reggio Emilia, Torino, Pistoia (vittoria che ha significato la qualificazione alle Final Eight), Pesaro e Sassari, passando in quel di Desio dov’è altresì importante ricordare la sconfitta amara contro Cantù. Il punto forte della banda capitanata da Diana è stato sapersi rialzare nei momenti di empasse (tra cui i dissesti creati dalle partenze di Cittadini, Passera e Bruttini) ed essere incisiva in gare sulla carta proibitive.

LA STELLA

Le stelle del firmamento bresciano prendono il nome di Marcus Landry e Luca Vitali. Il primo è capocannoniere in carica, stoffa da trascinatore e principale realizzatore (una media attuale di 20.2 punti a partita), il secondo ha registrato per ben due volte dalla cabina di regia il record italiano di assist in una sola partita toccando quota 18 e superato la soglia di oltre 2.500 punti in carriera. Il primo gonfia la retina prendendosi triple decisive e punti pesantissimi, il secondo ci mette benzina ed idee necessarie per far circolare il gioco. In una squadra in cui ciascuno ci mette del suo, è il direttore d’orchestra Vitali a gestire gli equilibri in campo ed è la tigre di Milwaukee a finalizzare.

CHI SALE
A salire è l’intero gruppo: ogni vittoria conquistata ed ogni sconfitta incassata sono state il risultato di prove di squadra complessive. Il segreto di questo team è la coesione interna che lega i giocatori l’uno con l’altro, attraverso un’intesa che permette a tutti di offrire il proprio contributo. Uno dei punti di svolta, oltre agli acquisti estivi (Landry, Moore, Berggren) è arrivato con l’inserimento di Burns, un lungo di esperienza particolarmente abile anche da fuori arco: quando è in giornata può davvero fare la differenza. In crescita anche l’altro pivot Berggren, che dopo un inizio poco convincente ha saputo riprendersi ed ottenere la fiducia di tutto l’ambiente, sempre in lotta sotto canestro sia in difesa che in attacco, con una media di rimbalzi di 5.5.

CHI SCENDE

A scendere per la Germani è la panchina corta, una matassa che almeno per ora sembra non essersi sbrogliata. A Brescia non si può imputare una mancanza di interesse o non disposizione a buttarsi sul mercato, ma i tentativi delle ultime settimane non hanno concluso trattative efficaci per rafforzare determinati gap, in particolare la presenza di un secondo play che faccia le veci di Vitali ed un innesto tra i centri. Accantonate le opzioni Fall e Laquintana, è approdato a Brescia un sesto americano (con solo visto turistico quindi non tesserato) per migliorare la qualità in sede di allenamento ed incrementare l’intensità nel reparto lunghi, dando una mano a Beggren e Burns.

IL ROSTER (AGGIORNATO AL 13/02)

LEE MOORE (193 G 1995) 13.0 Ppg; 5.6 Rpg; 2.2 Apg

JARED BERGGREN (208 C 90) 7.4 Ppg; 5.5 Rpg; 0.3 Apg

LUCA VITALI (201 P 1986) 7.8 Ppg; 3.6 Rpg; 7.5 Apg

MARCUS LANDRY (201 A 1985) 20.2 Ppg; 4.4 Rpg; 1.7 Apg

BERTHOL NYONSE (192 G 1998) 0.0 Ppg; 0 Rpg; 1.0 Apg

ALESSIO BOLIS (190 G 1997) 0.0 Ppg; 0 Rpg; 0 Apg

CHRISTIAN BURNS (203 A 1985) 12. 1 Ppg; 6.5 Rpg; 1.5 Apg

MICHELE VITALI (196 A 1991) 9.7 Ppg; 2.7 Rpg; 1.1 Apg

DAVID MOSS (196 A 1983) 10.1 Ppg; 5.1 Rpg; 2.6 Apg

FRANCO BUSHATI (190 G 1986) 2.5 Ppg; 1 Rpg; 0.4 Apg

FRANCESCO ZANETTI (192 A 1998) 0.0 Ppg; 0 Rpg; 0 Apg

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