ROAD TO F8 2017 – Sidigas Scandone Avellino

I biancoverdi d’Irpinia sono approdati per l’ottava volta nella loro storia all’appuntamento delle Final Eight, dopo la finale persa nella scorsa edizione, con la voglia di rigiocarsela. Ecco la presentazione della squadra di coach Sacripanti.

di Davide Scioscia

Dopo una stagione storica come quella dello scorso anno, culminata con l’eliminazione soltanto in Gara7 delle Semifinali Scudetto, la Scandone Avellino partiva a fine estate, alla vigilia del campionato di Serie A 2016/17, come una delle formazioni più accreditate a contendere il titolo alla corazzata Milano. La squadra di coach Pino Sacripanti non ha tradito le attese e la nuova stagione è cominciata bene: raggiunta la finale di Supercoppa (persa contro la stessa Milano) dopo aver battuto Reggio Emilia in semifinale, con successivi grandi impatti sia in campionato che nella neonata competizione continentale targata FIBA, la Basketball Champions League, che hanno portato in dote alla Sidigas secondo posto in Italia e qualificazione diretta agli ottavi in Europa. Per i biancoverdi si tratta dell’ottava partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia, nelle quali l’anno scorso Avellino ha concluso la propria avventura nella finalissima contro, manco a dirlo, l’EA7 di Repesa. Questa volta la Scandone parte con l’ambizione di arrivare fino in fondo alla kermesse tricolore e lo fa contando su un roster di tutto rispetto, guidato da un Joe Ragland alla sua, probabilmente, migliore stagione in carriera, unito all’esperienza dei vari Green, Leunen, Fesenko e Zerini ed alla voglia di emergere dei tre rookie Randolph, Thomas e Obasohan. Purtroppo venerdì contro Sassari e (qualificazione permettendo) nelle restanti giornate di Rimini, mancherà sicuramente Marco Cusin, vittima di un brutto infortunio che lo terrà fuori per altri 40 giorni, ed alla luce di ciò il DS Alberani si è da settimane al lavoro per trovare un valido sostituto nel reparto lunghi (calda la pista che porta all’esperto ex Siena David Andersen, ndr).

LA STELLA
Indiscutibilmente la punta di diamante di questa Sidigas è rappresentata da Joe Ragland, salito quest’anno a livelli altissimi come leadership. Un mix di tecnica sopraffina e potenza fisica fanno di lui uno dei migliori playmaker, se non il migliore, del nostro campionato: i compagni nei momenti decisivi di ogni gara vanno sempre da lui, è il giocatore imprescindibile per coach Sacripanti. Ultimamente convive con un’infiammazione alla spalla sinistra che gli ha permesso di partecipare a pochissimi allenamenti, ma la presenza alle Final Eight non dovrebbe essere in discussione.

CHI SALE
Oltre al play/guardia di West Springfield, le note liete di quest’anno sono diverse. Vorremmo sottolineare il progressivo inserimento di Adonis Thomas nel roster biancoverde in particolare, ma anche nel contesto europeo in generale, in cui si è calato con buona costanza: nonostante alcune uscite poco felici sul parquet l’ex Pistons, chiamato a sostituire l’MVP dello scorso campionato James Nunnally, ha dimostrato di possedere talento e fisicità di livello assoluto per questo campionato. Etichettato invece come il colpaccio d’estate, Kyrylo Fesenko ha cominciato un po’ in sordina la sua avventura ad Avellino, per poi salire di tono pian piano, toccando il culmine nella partita contro Milano lo scorso 30 gennaio (tripla-doppia), in cui ha dimostrato che negli appuntamenti importanti può essere decisivo.

CHI SCENDE
Quest’anno la Sidigas, almeno finora, ha avuto sporadici momenti di appannamento, coincisi ad esempio con le sconfitte negli scontri diretti interni contro Reggio Emilia e Venezia, che potrebbero risultare sanguinosi in ottica piazzamento finale per i Playoff. Abbiamo notato cali più di natura psicologica che tecnica nei ragazzi di Sacripanti ed a livello individuale dispiace segnalare il rendimento incostante di un Retin Obasohan da cui ci si aspettava molto di più di quello che ha dato finora, nonostante nelle ultime uscite sia in netta crescita, così come la prima parte di stagione non esaltante di Marco Cusin, che, prima dell’infortunio, oltre alla sua buona attitudine difensiva, non è sembrato entrare sempre negli schemi offensivi di squadra.

STATISTICHE INDIVIDUALI
#0 Andrea Zerini (205-A/C-88) 3.4 ppg, 2.9 rpg, 0.7 apg
#1 Joe Ragland (182-PM/G-89) 17.7 ppg, 3.4 rpg, 5.2 apg
#4 Marques Green (165-PM-82) 7.4 ppg, 2.2 rpg, 4.5 apg
#8 Lorenzo Esposito (195-A-98) 3 min giocati
#10 Maarten Leunen (206-A-85) 6.4 ppg, 5.1 rpg, 2.8 apg
#12 Marco Cusin (212-C-85) 4.5 ppg, 4.9 rpg, 0.6 apg
#19 Giovanni Severini (197-G/A-93) 1.3 ppg, 1.1 rpg, 0.6 apg
#20 Levi Randolph (196-G/A-92) 10.8 ppg, 3.4 rpg, 0.9 apg
#32 Retin Obasohan (186-G-93) 6.5 ppg, 2.3 rpg, 1.7 apg
#44 Kyrylo Fesenko (216-C-86) 10.6 ppg, 6.8 rpg, 0.4 apg
#55 Adonis Thomas (199-A-93) 12.2 ppg, 3.2 rpg, 1.2 apg
#57 Salvatore Parlato (196-A-86) 1.0 ppg, 1.0 rpg

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