ROAD TO F8 2017 – Umana Reyer Venezia

Con le Final Eight alle porte, vediamo come la Reyer si presenta a questo appuntamento. Punti deboli e punti di forza degli orogranata.

di Andrea Ferronato

L’inizio di stagione non è stato all’altezza e difficili sono stati gli equilibri da trovare per lo staff tecnico orogranata guidato da coach De Raffaele. Da novembre in poi l’Umana Reyer ha dato un’improvvisa sterzata al trend della prima parte di regular season, inanellando una serie di 7 vittorie consecutive (9 su 10). L’ultima vittoria risale allo scontro casalingo al Taliercio contro Cantù (93-72) alla 1° giornata di ritorno, a cui sono poi seguite due sconfitte in trasferta (Capo d’Orlando e Trento) e l’ultima fresca al Taliercio contro Reggio Emilia. In questo momento Venezia deve fare i conti con una situazione non facile da gestire nel reparto esterni: con Tonut alle prese con la riabilitazione post-operazione alla schiena, si sono aggiunti gli stop forzati di Filloy (due volte) e McGee. A prescindere da questi contrattempi, la società starebbe pensando d’intervenire sul mercato alla ricerca di un play-guardia, oltre ad un forte interessamento per l’ex Milano Esteban Batista per rinforzare il reparto lunghi.

LA STELLA

In una squadra nella quale spiccano poco le individualità, la scelta ricade su Melvin Ejim: il canadese sta garantendo buone cifre (11.1 punti e 5.8 rimbalzi) nonostante un minutaggio non troppo abbondante (24 minuti di media). La sua dinamicità e il suo atletismo, oltre ad una rinnovata costanza nel tiro da fuori (49.1% da 3, il migliore dell’intera Serie A) lo rendono un giocatore difficile da marcare e temuto da tutte le difese del campionato. Si abbina bene con tutti i lunghi del roster, specialmente con Peric quando coach De Raffaele decide di optare per l’assetto piccolo a partita in corso.

CHI SALE

Il buon momento della Reyer è coinciso con la “rinascita” di Peric: il lungo croato ha infatti impiegato più del previsto per recuperare dal fastidioso infortunio alla mano rimediato l’anno scorso. Una volta ritrovata la forma dei giorni migliori, Peric è tornato un giocatore fondamentale per lo scacchiere di De Raffaele: da segnalare il diverso minutaggio da “5 tattico” affiancato ad Ejim. Convincente anche il rendimento di Bramos: l’ala greca, oltre a confermarsi un cecchino dalla lunga distanza (44% da 3 con 5 tentativi a partita), è risultato spesso decisivo anche nella sua metà campo difensiva. Pur partendo dalla panchina, è da sottolineare l’apporto di Filloy, capace di farsi trovare pronto soprattutto nei momenti “clou” delle partite.

CHI SCENDE

Le guardie statunitensi hanno fin qui avuto un rendimento molto ondivago: Haynes e McGee non sono ancora stati esattamente all’altezza delle aspettative che erano state riposte in loro. Se il play qualche progresso fin qui l’ha comunque ottenuto, lo stesso non si può dire di McGee, forse eccessivamente responsabilizzato dopo l’infortunio di Tonut. Rimandato anche l’intero reparto pivot: Hagins e Ortner hanno collezionato più prove negative che prestazioni da ricordare e non è un caso che circoli con insistenza il nome di Batista.

ROSTER

Marquez Haynes (186-PM-86) 12.9 ppg, 2.7 rpg, 3.1 apg
Jamelle Hagins (206-C-90) 7.8 ppg, 3.9 rpg, 0.4 apg
Melvin Ejim (201-PF-91) 11.1 ppg, 5.8 rpg, 1.7 apg
Hrvoje Peric (203-PF-85) 10.6 ppg, 6.0 rpg, 1.7 apg
Michael Bramos (198-F-87) 10.1 ppg, 3.4 rpg, 1.4 apg
Stefano Tonut (194-G-93) 8.8 ppg, 2.2 rpg, 2.5 apg
Riccardo Visconti (197-G-98) 0.6 ppg, 0.6 rpg, 0.0 apg
Ariel Filloy (190-PM-87) 6.1 ppg, 1.9 rpg, 2.5 apg
Tomas Ress (209-PF/C- 80) 1.8 ppg, 0.6 rpg, 0.1 apg
Benjamin Ortner (206-C-83) 3.6 ppg, 2.8 rpg, 0.4 apg
Jeff Viggiano (197-F-84) 3.1 ppg, 1.7 rpg, 0.7 apg
Tyrus McGee (188-G-91) 11.7 ppg, 4.0 rpg, 3.0 a

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