ROAD TO F8 2018 – Germani Basket Brescia

Da sorpresa del campionato a certezza. La Germani Basket Brescia approda alle Final Eight di Firenze per replicarsi e superarsi

di Silvia Castrezzati

E’ ormai chiaro che non si possa più parlare di Brescia come della «sorpresa» di questo campionato. L’elemento di stupore per l’avvio a razzo di questa squadra (rimasta imbattuta per i primi nove turni) ha lasciato ormai spazio alla consapevolezza che il progetto Germani c’è, e funziona. Nessun colpo di fortuna, nessun incantesimo a proteggere la creatura di coach Andrea Diana: i risultati sono frutto di una mentalità di lavoro devota al sacrificio, ma che non lesina nemmeno in ambizione ed obiettivi. E se lo scorso anno, il primo della Leonessa matricola nella massima serie, qualificarsi in settima posizione per le Final Eight di Coppa Italia sembrava già un risultato per il quale fosse onesto e lecito leccarsi i baffi, beh, questa volta non si può che pensare in grande. Brescia è stata infatti la quest’anno la prima squadra ad aver staccato il pass per la competizione, qualificandosi poi al secondo posto al termine del girone di andata.

Se riavvolgiamo il nastro, la mente torna a farsi cullare da quello che è stato un inizio a dir poco straordinario: nove vittorie nelle prime nove gare. Un risultato storico per la realtà della pallacanestro locale, superiore perfino alle prodezze delle antenate bresciane degli anni d’oro di questo sport. Come i percorsi più belli, complessi ed autentici, non  è mancato qualche momento di appannamento. Sassari, Milano, Cremona, Torino: quattro sconfitte in poco meno di un mese. Qualcosa scricchiola ma niente paura: forse è qualche ossa stanca, di sicuro a traballare non la motivazione di questo gruppo. E infatti i successi tornano a popolare la piazza bresciana: Pistoia e Pesaro, forse con il peso di qualche fatica non ancora smaltita nelle gambe. Ma contro Avellino no, è tutta un’altra storia: ancora una volta Brescia ha dimostrato di potersela giocare con chiunque, anche con le grandi. Contro Trento si scivola, contro Varese arriva un’imbarcata che fa scivolare Brescia in quarta posizione. A questo punto, la voglia di riscatto sarà ancora maggiore e Firenze si presenta come un ottimo banco di prova per testare la resilienza di questo gruppo.

LA STELLA
Mai come quest’ann38825016082_c78fe581a1_zo, la leadership ed il carisma di capitan David Moss hanno inciso sul percorso della squadra. Lo sa bene il club bresciano, che ha deciso ancora di puntare su di lui ancora fino al 2020, rinnovando nelle scorse settimane il contratto. La mentalità da vincente dell’ex Siena e Milano rappresenta l’esempio sul quale si plasmano le sicurezze dei compagni, meticoloso nella preparazione settimanale e trascinatore in campo. Nel pre-campionato una lesione al bicipite femorale ne causò uno stop forzato di circa un mese, ma al rientro la sua presenza si è rivelata come sempre fondamentale. Carica i compagni e preoccupa gli avversari: l’aggressività difensiva è il suo marchio di fabbrica, ed anche in fase di attacco tiene tra le mani punti importanti e spesso decisivi.


CHI SALE
I riconoscimenti per uno slancio in termini di miglioramento e crescita vanno certam40211856821_32f3af96bc_zente a due giocatori che si sono messi in luce per stoffa e qualità. Dopo la scintillante stagione condotta lo scorso anno (il primo in Europa) in questa prima parte di campionato si è sicuramente fatto notare Lee Moore. Agile e scattante, per i bresciani è conosciuto anche come l’elfo di Kennesaw, fonte inesauribile di esplosività. Il ventiduenne americano, nel bel mezzo di un evidente processo di maturazione, sta dimostrando di tenere perfettamente il passo di questa categoria. Non trascurabile è poi l’exploit di Michele Vitali: rientrato a pieno regime dopo l’infortunio al polso che lo scorso anno lo costrinse ai box da febbraio fino a fine stagione, si caratterizza per doti atletiche e balistiche, in particolare con i tiri dalla lunga distanza.

CHI SCENDE
C’è poco da recriminare alla truppa capoclassifica di coach Diana e ancor più difficile trovare una pedina debole, in un gruppo nel quale ciascuno dà il proprio contributo. Il campionato fin qui disputato è assolutamente sorprendente ed inaspettato: dopo nove vittorie di fila è affiorato qualche passo falso, ma grazie alla coesione e all’unione di questo team, si prospetta un proseguimento di stagione davvero interessante.

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