Roma-Venezia: i capitolini per uscire dalla crisi, la Reyer per continuare a sognare

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Siamo giunti finalmente all’atto conclusivo della stagione solare 2011: al PalaTiziano, infatti, si affronteranno la Virtus e la Reyer. Roma vorrebbe concludere con un sorriso un 2011 davvero travagliato, culminato con la perdita della Licenza A dell’Eurolega in seguito all’estromissione dai playoff, avvenuta già al termine della regular season; via Filiposvki, è arrivato Lino Lardo a cercare di portare più solidità e serenità ad un gruppo dal grande potenziale ma che ancora oggi fatica ad esprimersi con continuità ad alti livelli. Venezia, dal canto suo, ha vissuto un’annata magica: conquistata la promozione in extremis in seguito alle note vicende legali (l’abolizione della famigerata WildCard), ha mantenuto in pieno l’ossatura dell’organico che le ha permesso di approdare nella massima serie, inserendo due pezzi da novanta (Bowers e Szewczyk) a poche settimane dall’avvio del campionato; l’inizio è stato stupefacente (4 vittorie nelle prime 6 partite), poi un calo di rendimento tra fine novembre e metà dicembre a cui ha fatto seguito l’importante vittoria ottenuta martedì scorso contro la Vanoli Cremona.

 

ACEA ROMA: Gordic, Mordente, Tucker, Tonolli, Crosariol

SI: Il recupero di Tucker, a rischio taglio dopo un avvio deludente, può essere fondamentale per la risalita in classifica della truppa di Lardo: la guardia ex Real, infatti, nelle ultime tre partite viaggia a 23 pt di media e si sta imponendo come leader di una squadra ancora priva di identità. Dopo 3 stop consecutivi, la Virtus ha agguantato la vittoria a Teramo in un match da “dentro o fuori”: decisivo il rientrante Maestranzi, autore di ben 16 punti. Ottimo anche l’impatto di Kakiouzis (10 pt e +13 di plus/minus), al suo secondo match con la casacca giallorossa. Ancora in dubbio la presenza di Datome a causa del problema ad un tallone che lo affligge da alcune settimane: il giocatore sardo è l’ unico giocatore in serie A ad essere andato in doppia cifra in tutte le gare giocate: un suo recupero in extremis garantirebbe all’Acea maggiore profondità e soprattutto l’avere a disposizione un tiratore micidiale dalla distanza (51%), oltre che un grande realizzatore (16.5).

NO: A dimostrazione di quanto detto in precedenza Lardo, riconosciuto da molti come uno dei migliori interpreti della difesa per la capacità di variare diversi sistemi difensivi nel corso della gara, non è ancora riuscito ad imprimere una mentalità alla sua squadra: Roma, infatti, risulta una delle difese (80.4 pt) più perforate dell’intera Lega. Punto debole dell’organico capitolino è il reparto pivot: Crosariol alterna buone prestazioni a gare in cui non riesce ad “entrare” in partita; Slokar, uscendo dalla panca, garantisce buon impatto ma non è mai stato determinante nei primi 12 match. Da segnalare inoltre come il PalaTiziano non sia propriamente un fortino inespugnabile (3 sconfitte in 6 incontri casalinghi): Mordente e compagni proveranno ad invertire tale tendenza. Notizia dell’ultim’ora: rischia di non farcela anche Dedovic, bloccato da un attacco febbrile risalente già alla vigilia dell’incontro di Teramo.

 

UMANA VENEZIA: Clark, Young, Slay, Szewczyk, Fantoni

SI: Ottenuti faticosamente i due punti nel turno infrasettimanale di martedì, i ragazzi di Mazzon sono tornati dunque alla vittoria dopo due sconfitte consecutive. La squadra non ha di certo brillato ma ha mostrato grande carattere anche nei momenti negativi (-13 a metà secondo quarto), segno che la mentalità vincente non si dimentica mai. Trascinatore, ancora una volta, Alvin “Forever” Young, il giocatore più amato dalla tifoseria orogranata. La difesa, dopo il travolgente ko di Bologna (88 punti subiti), ha fatto la sua parte, soprattutto nella seconda metà della contesa quando Clark e compagni hanno concesso solo 33 punti alla Vanoli. Importanti i continui segnali di risveglio di Slay, giocatore duttile che sta ritrovando fiducia di partita in partita.

NO: I primi 20 minuti della sfida con Cremona sono stati deleteri per l’incapacità di adeguarsi alla prestanza fisica dei lunghi della Vanoli e, soprattutto, per l’eccessivo numero di palle perse (12 al 20′) coniugato ad un eccessivo ricorso al tiro dai 6,75. Fantoni, nelle ultime uscite, sta diventando maggiormente determinante nello spot di 4 (subisce notevolmente la stazza fisica dei pariruolo avversari): Szewczyk, di conseguenza, è costretto a reggere il reparto da solo e ciò, unito ad una resistenza fisica modesta, lo rende più vulnerabile ad errori e a falli inutili. Buono l’impatto di Rosselli e Tomassini, mentre sono da rivedere Meini e Bryan, apparsi sottotono: a scusante del pivot passaportato, i postumi dell’influenza che già lo aveva costretto a saltare la gara di Bologna.

 

CHIAVE DEL MATCH: Molto dipenderà dal ritorno a pieno regime di Datome, unico giallorosso in grado di tenere fisicamente il pericolo Slay ed in grado di pungere, come visto, anche in fase offensiva. I lunghi orogranata (Fantoni su tutti) potrebbero sfruttare la loro maggiore rapidità nei confronti dei pariruolo avversari. Da non sottovalutare l’impatto di Mordente e Bowers, i veri aghi della bilancia.

ARBITRI: Tola, Weidmann, Capurro

PRONOSTICO: Roma 60-40% Venezia. SCARTO FINALE: +9 Roma