Segafredo Arena: com’è andato l’esordio della nuova casa della Virtus Bologna

Segafredo Arena: com’è andato l’esordio della nuova casa della Virtus Bologna

La gara con Treviso ha segnato l’inizio di una nuova era per il club di patron Zanetti. Grandi numeri, ma non mancano anche le critiche.

di Francesco Strazzari

“Virtus Segafredo Arena”, questo il nome. Circa 9000 posti (8970 i dati ufficiali) di capienza. Si tratta della nuova casa della Virtus Bologna, voluta fortemente da patron Massimo Zanetti e dal suo braccio destro Luca Baraldi. Sarà un’arena temporanea e provvisoria, perché il futuro è già segnato. Il progetto della società bianconera è quello di costruire un nuovo impianto entro il 2022, facendolo diventare la casa della Vunera. Un complesso da circa 16000 posti, destinato anche ad ampliarsi (fino a 40-45 mila posti) per ospitare grandi eventi e concerti.

Tornando al presente, la nuova dimora degli uomini di Djordjevic è stata inaugurata nella giornata di ieri, con la Segafredo che ha superato Treviso al termine di un match estremamente equilibrato. La scommessa della società è stata sicuramente vinta, visti gli oltre 7000 spettatori presenti, curiosi di testare il nuovo impianto.

La Segafredo Arena è stata allestita nella zona fieristica di Bologna, lontana dal centro storico (a differenza dal Paladozza). I tempi record con i quali è stata realizzata dal nulla manifestano il grande sforzo compiuto dalla dirigenza bianconera e dalle autorità competenti. La Virtus giocherà altre 4 gare di campionato nella sua nuova casa (Cantù, Brindisi, Fortitudo e Milano), oltre agli eventuali playoff. La struttura del polo fieristico ha consentito anche di dedicare  maggiore spazio ai luoghi dedicati al merchandising della squadra, oltre che ai bar e servizi accessori.

Nonostante il grande entusiasmo, non sono mancate però alcune manifestazioni di disappunto, raccolte a caldo dagli spettatori presenti ed emerse nel corso della serata. L’aspetto più critico è sicuramente quello legato allo sviluppo della struttura stessa. A differenza del Paladozza, l’arena ha una “verticalità” decisamente più ridotta, ostacolando la visione della partita in alcuni settori. Inoltre, come era lecito aspettarsi, il calore sprigionabile dall’impianto di Piazza Azzarita è difficilmente eguagliabile, vista la differenza di conformazione delle strutture: molto “compatta” una, più dispersiva l’altra. D’altronde, trattandosi di un palazzo allestito all’interno di un edificio preesistente, c’erano diverse criticità. L’altezza limitata del tetto della fiera non ha permesso di sviluppare verso l’alto le gradinate, così come avviene invece nel “vecchio” Madison, inficiando quindi la qualità della visibilità per il pubblico.

Immediata la risposta della società che, tramite l’amministratore delegato Baraldi, intervenuto a Radio Bologna Uno al termine della gara, ha dichiarato di essere pronta, già dalla prossima partita, a “cambiare qualcosa per cercare di far vedere a tutti la partita in modo corretto”, aggiungendo anche: “Vorrei ringraziare tutto il pubblico, alla fine oggi era quasi piena, stamattina avevamo venduto più di 2000 biglietti, ma in realtà alla fine sono stati molti di più.” Il successo, nel complesso, è stato evidente, ricordando che la struttura è stata realizzata da zero nel giro di una decina di giorni.

La Virtus non ha nascosto, da mesi, come l’ambizione sia quella di tornare ai massimi livelli, italiani ed europei, strizzando l’occhio all’Eurolega. Il Paladozza, che resta un gioiello per la pallacanestro, non sarebbe adatto alla competizione ed è chiaro che la costruzione della nuova arena rappresenti un presupposto fondamentale per raggiungere determinati traguardi.

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