Serie A: il pagellone delle otto dei playoff

Serie A: il pagellone delle otto dei playoff

Ecco tutti i nostri voti alle fantastiche otto che si sono contese lo Scudetto in questi playoff.

di Emanuele Terracciano

Con la vittoria della Reyer Venezia in gara 6, è andata in archivio anche questa stagione 2016/17 che ha offerto tante sorprese e spunti di riflessione per il futuro. Adesso, prima di buttarsi a capofitto sul mercato, è tempo di bilanci e, soprattutto, pagelle e, pertanto, la redazione di Basketinside vi offre questo pagellone dei playoff con tutti i nostri voti alle otto squadre che si sono contese lo Scudetto 2017.

35283576652_ffeb25dca2_zUMANA VENEZIA,  voto  10 – Lo Scudetto torna in laguna dopo settantaquattro anni. La squadra di De Raffaele non è partita con i favori dei pronostici, ma con il passare delle partite ha acquisito sempre più autostima e consapevolezza dei propri mezzi. Fondamentali sono stati gli acquisti a stagione in corso di Batista e Stone, quest’ultimo probabilmente Mvp mancato delle Finali. Dopo aver eliminato 3-1 un avversario ostico come Pistoia, la Reyer ha dovuto affrontare sei battaglie per prevalere sulla Sidigas Avellino, ma Haynes e compagni hanno dimostrato la loro superiorità nei confronti degli irpini aggiudicandosi otto dei dieci scontri diretti disputati tra campionato e Champions League. Le fatiche della serie con Avellino, si sono presentate nel primo atto della finale con Trento, ma di lì in avanti la squadra di De Raffaele ha trionfato in quattro delle successive cinque partite della serie, violando per due volte il PalaTrento, e legittimando con forza la conquista del tanto agognato tricolore. Di Michael Bramos il “tiro dello Scudetto” in Gara 5, mentre per capitan Ress si tratta del settimo sigillo personale in Italia.

DOLOMITI ENERGIA TRENTO, voto 9 – La finale 35215412176_1528efc6d4_zpersa contro la Reyer Venezia è solo un incidente di percorso in un percorso davvero straordinario per la Dolomiti Energia Trento di coach Maurizio Buscaglia che, dopo anni di progettualità, ha fatto vedere al mondo quanto vale questo gruppo, mostrando un basket davvero bello al quale si è dovuto inchinare anche la corazzata milanese in semifinale. A pesare sull’esito della finale sono state soprattutto le rotazioni troppo corte che hanno penalizzato la compagine trentina che a un certo punto ha accusato difficoltà fisiche troppo grandi da poter superare con la voglia e l’organizzazione. Non finisce qui il progetto dell’Aquila che dall’anno prossimo ripartirà con ben altra consapevolezza rispetto a quest’anno.

34919980715_7e22670641_zSIDIGAS AVELLINO, voto 7 – Dopo aver terminato la stagione regolare per il secondo anno consecutivo al terzo posto, la Scandone ha regolato ai quarti Reggio Emilia in sole 3 partite, presentandosi con fiducia alla semifinale contro Venezia. Sacripanti e soci hanno strappato Gara 1 al Taliercio, ribaltando quindi il fattore campo, ed hanno riagguantato il vantaggio in Gara 3, dopo il pareggio degli orogranata nel secondo atto, ma di lì in poi, però, la Sidigas è entrata in un buco nero e non ha più visto la vittoria, cedendo il posto in finale all’Umana in Gara 6. La gestione tecnica dei momenti chiave della serie di semifinale ha avuto delle falle e, inoltre, gli irpini sono arrivati a quel momento in condizioni fisiche non ottimali, ma la Scandone Avellino merita un voto positivo poiché, per il secondo anno consecutivo, si è confermata ai piani alti del basket italiano.

34799963841_77e04586bf_zOLIMPIA MILANO, voto 4 – I meneghini sono arrivati all’appuntamento con i playoff totalmente impreparati sotto tutti i punti di vista: fisico, tecnico e mentale. Già la sconfitta in casa all’esordio contro Capo d’Orlando ha messo in mostra tutte le inadeguatezze dell’Olimpia, e la qualificazione alle semifinali è stata ottenuta solo a causa del crollo dell’Orlandina. La figuraccia in semifinale contro Trento è stato uno dei momenti più imbarazzanti nella storia recente dell’Olimpia: dominati in lungo e in largo da una squadra che ruotava in otto e senza blasone ma che ha messo in campo cuore, lucidità e intelligenza cestistica, mentre i milanesi hanno fatto presenza per quattro partite su cinque.

34715620285_a74abfb54c_zBANCO DI SARDEGNA SASSARI, voto 5,5 – Una stagione in chiaroscuro per gli uomini di Pasquini: infatti, dopo una regular season vissuta quasi sempre in prima linea, i sassaresi hanno vanificato nelle ultime due gare perdendo, con Venezia e Caserta, la possibilità di avere a loro favore il fattore campo nella post season conquistando la quinta piazza. La favola Trento ha fatto il resto con un netto 3-0 che ha estromesso subito i sardi dai playoff scudetto. Il giudizio di quanto fatto nei playoff non può essere positivo, ma Sassari ha comunque giocato una buona stagione mostrato tutta la sua compattezza già dai nastri di partenza di questa lunga e faticosa stagione: quarti di finale in FIBA Champions League e finale, giocata alla pari, contro Milano nelle F8 di Coppa Italia. Pasquini ha potuto contare su una squadra sempre pronta a sacrificarsi, specialmente nei momenti difficili e, nonostante numerosi infortuni degli uomini chiave, uno su tutti quello che ha tenuto fuori Lacey per un mese, ha trovato in Stipcevic, Savanovic, Lawal e nel blocco storico degli italiani Sacchetti e Devecchi le risorse per colmare quel GAP che spesso e volentieri, sulla carta, divideva i sardi dalle altre squadre di vertice.
Ora per Sassari è tempo di resettare tutto e dare un taglio al passato: con l’addio di Brian Sacchetti e la rifondazione quasi totale del roster, ad esclusione del capitano Devecchi, la Dinamo 2018 vuole tornare subito grande.

BETALAND CAPO D’ORLANDO, voto 7,5 – È stata 33050001950_f867a32dd3_zuna stagione che difficilmente dimenticheranno in Sicili: infatti, la Betaland Capo d’Orlando è andata oltre ogni più florida aspettativa conquistando i playoff e rischiando di mandare a casa l’Olimpia Milano già al primo turno. Un finale di campionato non straordinario ha costretto l’Orlandina ad accedere ai playoff da ottava della classe e, pertanto, trovarsi di fronte una Milano che è stata affrontata praticamente alla pari. Purtroppo è mancata la forza di fare realmente lo sgambetto alla blasonata compagine meneghina, ma i playoff disputati dalla formazione di coach Di Carlo resteranno nella storia del basket siciliano e, nonostante l’eliminazione al primo turno, il voto della Betaland deve assolutamente essere ben superiore della sufficienza.

34565674381_1255c8b173_zGRISSIN BON REGGIO EMILIA, voto 6-  – Stagione al di sotto delle aspettative per gli oramai ex vice campioni d’Italia: infatti, dopo una buona partenza, una volta che gli italiani hanno tirato il fiato sono emersi tutti i problemi di due stranieri che hanno reso molto al di sotto delle aspettative. Le correzioni in corso sono riuscite solo a spaccare lo spogliatoio e, pertanto il secco 3-0 patito contro Avellino ai quarti di finale playoff era l’unico risultato possibile. Oramai è chiaro che è finito un ciclo ed è necessario ricominciare da capo, confermando pochi giocatori di questa sventurata stagione che, dopo due finali scudetto perse consecutivamente, ha segnato la fine di un ciclo molto positivo.

32694507672_0fb38b50d7_zTHE FLEXX PISTOIA, voto 7 – Balzata sul treno playoff all’ultima occasione utile, Pistoia ha venduto cara la pelle nel quarto di finale contro Venezia. Se gara 1 e la decisiva gara 4 hanno arriso all’Umana sotto ogni punto di vista, dal risultato alla qualità di basket espresso, le due gare intermedie si sono giocate sul filo dell’equilibrio. Gara 2 è stata vinta da Venezia nel finale, mentre in Gara 3 Pistoia è riuscita ad imporre la legge del PalaCarrara. L’aver portato la squadra che poi avrebbe vinto lo scudetto fino a gara 4 è il giusto coronamento di una stagione ricca di soddisfazione per i biancorossi che merita di essere valutata con un voto superiore alla sufficienza.

 

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