The Flexx Pistoia: il pagellone di fine stagione

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Un’altra stagione da incorniciare per il Pistoia Basket. Dopo il raggiungimento della salvezza, la truppa di Esposito ha marciato decisa verso i playoff conquistandoli ed arrendendosi solo in gara 4 alla Reyer Venezia. E’ stata una stagione lunga ed estenuante, contraddistinta dai molteplici aggiustamenti di roster (4 arrivi e 4 partenze) e da un rendimento bifronte in casa e in trasferta. Nonostante tutto, Pistoia ha nuovamente stupito gli addetti ai lavori e fatto divertire i propri tifosi. Questi i voti ai protagonisti della stagione biancorossa.

RONALD MOORE: 8

Il folletto di Philadelphia è, ormai da due anni, la scatola nera della squadra di Esposito. Dalle sue mani e dal suo QI cestistico transitano tutte le trame offensive di Pistoia. Programmato per rifornire di palloni i compagni di squadra, quest’anno, nel momento di maggior carestia offensiva dell’attacco biancorosso, ha dovuto sobbarcarsi il peso di portare punti alla causa toscana in prima persona. Moore ha svolto il suo “nuovo” compito in maniera egregia chiudendo l’annata ad 11.3 punti a gara che equivalgono alla sua miglior stagione realizzativa dall’annata in Ucraina. Fondamentale.

MICHAEL JENKINS: 7,5

C’è una The Flexx prima e una dopo Jenkins. Una volta che l’ex Brescia e Cantù ha posato la valigia nei dintorni di Via Fermi la stagione biancorossa ha subito un impennata qualitativa. Con lui in campo, Pistoia ha ottenuto 5 vittorie in 7 partite che hanno permesso alla truppa di Esposito di approdare ai playoff. Jenkins ha fornito a Pistoia tutto ciò che non sono riusciti a dare né Roberts né Cournooh: punti nelle mani, soprattutto dal perimetro, ed esperienza. Ogni tanto una parola detta al momento giusto conta più di una tripla mandata a bersaglio? Nessun problema, MJ ha portato in Toscana entrambe le cose. Catalizzatore.

TERRAN PETTEWAY: 7

Croce e delizia dell’attacco pistoiese, l’ala da Galveston è, statistiche alla mano, il miglior realizzatore stagionale della The Flexx. Non sempre lucido né parsimonioso nella scelta del miglior tiro nel miglior momento della partita, Petteway ha impiegato molto tempo a scrollarsi di dosso le scorie di quattro anni di college a Nebraska dove era indiscutibilmente la stella della squadra e un anno di “corri e tira” in D-League. La pazienza e perseveranza di Esposito, il primo ad aver intravisto in Petteway del grezzo talento da modellare, è stata fondamentale nel riuscire ad inquadrare l’ala texana in un contesto di squadra. Se la stagione regolare di Petteway, pochi punti in relazione ai tiri presi, dovrebbe considerarsi generosamente sufficiente, in chiave playoff il rendimento di TP è salito fino ai 19.5 di media nelle quattro partite contro Venezia, tanto da meritarsi un 8 in pagella. Il voto finale è semplicemente la media dei due. Ondivago.

NATHAN BOOTHE: 6,5

Tanto potenziale e una flessione nella seconda parte di stagione, la prima esperienza di Nathan Boothe nel professionismo può definirsi pienamente sufficiente. Il prodotto di Toledo University (non proprio Duke o North Carolina) si è adattato fin da subito al gioco sbarazzino di coach Esposito. Scalato da n° 5 a n° 4 nel giro di quaranta minuti di campionato, Boothe è un giocatore futuribile che potrà monetizzare la buona stagione italiana per proseguire il suo percorso di crescita altrove. Mano da violoncellista e grande attitudine al lavoro in palestra, trovatemi un coach che non apprezza queste due caratteristiche. Esordiente…ma non allo sbaraglio.

ANDREA CROSARIOL: 7,5

Non sappiamo se dalle parti del PalaCarrara esista una fonte magica in grado di restituire il talento alla prima sorsata, ma stiamo comunque indagando. Accolto da mugugni e borbottii vari dovuti alle non eccellenti ultime stagioni disputate, Crosariol ha chiuso la sua miglior annata italiana con 10.3 punti ad allacciata e 5.8 rimbalzi arpionati a sera. L’intesa con Moore è stata fin da subito idilliaca tanto che Pistoia è risultata la miglior squadra in Serie A per punti segnati dal rollante in situazione di pick & roll piccolo-lungo (123 punti su 100 possessi). Non dico una chiamata, ma almeno una parvenza di idea d’azzurro balenante nella testa di coach Messina, Crosariol la meriterebbe. Posto giusto, momento giusto, persona giustissima.

TEDDY OKEREAFOR: 6

Dal terrore di ogni telecronista nel pronunciare il suo cognome, alla sorpresa di un giocatore ordinato e mai sopra le righe. Teddy è atterrato a Pistoia insieme alla nonna incaricata di accudirlo e ha subito conquistato i cuori dei tifosi pistoiesi. Il ruolo principale dell’inglesino tifoso del Manchester United era quello di far rifiatare il fido Ron Moore senza creare eccessivi sconquassi ma Okereafor ha fatto molto di più. Qualche punto messo al momento giusto e tanto cuore in difesa, i numeri scritti a referto non rendono giustizia al lavoro svolto dal play che, immolandosi per la causa nel tentativo di arginare Esteban Batista in Gara 3, ha lasciato il parquet pistoiese con una lussazione alla spalla che necessiterà di un’operazione. Gentleman.

MICHELE ANTONUTTI: 6,5

La stagione del capitano biancorosso è stata pesantemente condizionata da un fastidiosissimo infortunio alla schiena che ne ha palesemente condizionato il rendimento. A mezzo servizio per ampia parte del campionato, il cigno di Colloredo di Prato è tornato nel momento chiave della stagione dando il suo sostanzioso apporto di punti ed esperienza. D’altro canto, i veri capitani si vedono nel momento del bisogno. Stoico.

ERIC LOMBARDI: 6

Doveva essere la stagione dell’effettiva consacrazione di Lombardi dopo le grandi cose mostrate nella precedente annata. Forse questa tanto sbandierata consacrazione non c’è stata, ma sicuramente il buon Eric ha condotto una stagione di sostanza attestandosi quantomeno sui livelli del 2015/2016. Più campo rispetto alla stagione precedente e altra esperienza messa in cascina, la caratteristica di Lombardi è sempre stata quella di rispondere presente in ogni momento della partita. E in ciò non ha deluso. In progress.

DANIELE MAGRO: 6,5

Una delle sorprese più piacevoli della stagione biancorossa. Tornato a Pistoia dopo la patinata stagione milanese, Magro è vertiginosamente cresciuto di rendimento nel momento decisivo della stagione combaciante anche con un lieve calo di Crosariol. Da semplice giocatore di completamento del roster è stato gradualmente responsabilizzato da Esposito tanto da meritarsi molti minuti sul parquet. Poche cose ma fatte bene, forse quella 2016/17 è stata la miglior stagione di Magro in Serie A. Sorpresa.

BRANDON SOLAZZI: s.v.

Troppo pochi minuti per dare un giudizio. La marcatura alla Beppe Furino nel tentativo di arginare un Marquez Haynes da 31 punti in Gara 4 è però già diventata un instant classic della stagione biancorossa. Mastino.

VINCENZO ESPOSITO: 9

La vera forza della stagione biancorossa siede in panchina. O meglio, più che siede, si agita in panchina. Senza giacca, senza cravatta e in scarpe da ginnastica. Esposito è uomo di campo al 100%. Solo lui poteva dare una parvenza di squadra a questa Pistoia. Solo Esposito poteva avere la pazienza di inquadrare Petteway e Crosariol all’interno di una squadra. Solo Esposito poteva resistere stabilmente in panchina in una stagione con quattro aggiustamenti di roster. Solo Esposito meritava il titolo di miglior allenatore dell’anno.