Torino, parla Mbakwe: “Vogliamo stupire”

Le parole del pivot della FIAT.

di La Redazione

Trevor Mbakwe è alla sua seconda esperienza in Italia, dopo quella del 2013/14 con la maglia della Virtus Roma: “L’Italia mi piace – esordisce con il sorriso contagioso che gli è proprio –, così alla mia famiglia che mi raggiungerà nell’arco delle prossime due settimane. Amo la gente, il clima, naturalmente il cibo (con le dita fa il classico gesto degli spaghetti da arrotolare n.d.r.)”.
Cosa ricorda della stagione romana?: “Fu un anno buono – prosegue – sia agonisticamente che umanamente. Raggiungemmo il sesto posto al termine della regular season e la semifinale playoff che perdemmo contro Siena. Imparai ad amare il vostro Paese, anche se ricordo Roma molto caotica in specie per il traffico, e professionalmente mi aiutò a fare il salto al Bamberg, formazione tedesca con la quale vinsi l’anno successivo il campionato. Poi altre due esperienze, in Israele e allo Zenit San Pietroburgo”.

Ora a Torino, quale il primo impatto con la nuova realtà?: “Direi perfetto. Mi sono subito messo a disposizione del coach, della squadra e dei compagni. L’ambiente mi sembra ottimo, motivato, faremo grandi cose. Il mio obiettivo stagionale è salire in alto, magari anche vincere il titolo. Ci sono le componenti giuste per provarci, anche se le concorrenti certo non mancano”.
Quali giocatori della Fiat Torino conosceva già?: “Poeta e Mazzola per averci giocato contro, così Diante Garret per averlo avuto come avversario in Israele; quindi Deron Washington e Lamar Patterson, con il quale condivido l’agente”.
Cosa rappresenta il basket per Trevor Mbakwe?: “La vita – risponde senza mezzi termini – un qualcosa di totalizzante ed emozionante, oggi come il primo giorno. Gioco da oltre 20 anni e l’amore per questo sport è rimasto immutato”.

Quali altre discipline sportive segue?: “Il football americano, meno il soccer. Questo piace di più a mio figlio Makhai, il maggiore (9 anni), anche perché è cresciuto in Europa. Il più piccolo (1 anno) non può ancora ovviamente esprimere pareri particolari”.
Unitosi al gruppo sabato scorso a Sauze d’Oulx, Trevor è subito entrato in empatia con il resto del roster e con lo staff tecnico, dimostrandosi grande anche per questa immediata capacità di adattamento e di trasmissione di motivazioni all’ambiente. Un inizio, il suo, da vero campione.

Uff.Stampa Fiat Torino

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