Trento-Pesaro: le parole di coach Molin dopo la sconfitta di questa sera

I bianconeri cedono in casa alle 16 triple degli ospiti, letali dall’arco e chirurgici nel rispondere colpo su colpo ai tentativi di rimonta dell’Aquila: 19 punti e 18 rimbalzi per un super Luke Maye, ma non bastano per evitare la settima sconfitta consecutiva dell’Aquila in campionato

di Maddalena Vettori

La Dolomiti Energia Trentino incappa in un’altra sconfitta in campionato: Pesaro espugna per la prima volta la BLM Group Arena e passa 70-81 sfruttando una gran serata al tiro da fuori (16/29 di squadra da tre). I bianconeri vanno subito sotto in doppia cifra (15-26 dopo il primo quarto) e passano il match ad inseguire una Vuelle brava a controllare i ritmi della partita con i suoi tiratori e con la presenza in area di Cain.

Gran serata di Luke Maye, che chiude con 19 punti e 18 rimbalzi, un dato storico che aggiorna il record di carambole catturate da un giocatore di Trento in una partita ufficiale da quando i bianconeri sono in Serie A. Non basta però alla Dolomiti Energia, che allunga a sette la striscia di sconfitte consecutive in campionato e che dovrà sfruttare la lunga pausa per ritrovare energia e fiducia.

Le parole di coach Lele Molin «Sapevamo che se Pesaro avesse tirato con alte percentuali sarebbe stata una partita molto complicata: noi siamo incappati nei soliti errori, soprattutto nella prima parte di match in cui non abbiamo mai avuto la capacità di controllare il ritmo della partita e di trovare soluzioni collettive. Nel momento in cui non siamo stati efficaci loro hanno fatto un break che poi ci ha condizionato, anche emotivamente. La squadra quando perde fiducia non ha la pazienza di cercarsi. È successo nei primi due quarti, poi abbiamo provato una lunga rincorsa in cui però non siamo mai riusciti ad agganciare Pesaro: gran merito anche ai nostri avversari, che sono stati bravi a punire tutti i nostri errori. Eravamo malati e sapevamo che con la vittoria di martedì non saremmo improvvisamente guariti, dobbiamo tenere i nervi saldi e credere in quello che proviamo a fare. È una sconfitta che ci fa male, ma da questa sconfitta dobbiamo imparare, e capire che per vincere queste partite dobbiamo giocare insieme».

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