Trento – Virtus, le parole di Djordjevic: “Un buona base, ma siamo solo all’inizio. Più fatti e meno parole”

Trento – Virtus, le parole di Djordjevic: “Un buona base, ma siamo solo all’inizio. Più fatti e meno parole”

Il coach della Segafredo ha presentato la sfida in programma domani alle 17.30 alla BLM Group Arena. Entrambe le squadre arrivano da due vittorie consecutive.

di Francesco Strazzari

Alla vigilia dell’ultimo turno del girone d’andata, il coach della Virtus Djordjevic ha rilasciato alcune dichiarazione nella classica conferenza stampa pre-partita.

Di seguito riportiamo un estratto delle parole dell’allenatore della Segafredo Bologna:

“Ci aspetta un periodo tosto. Pensiamo sempre al primo impegno che arriva. Trento ha vinto a Varese con sicurezza, dimostrando una qualità di gioco migliore rispetto alle uscite precedenti. Dobbiamo prepararci molto bene. Fino alla fine dell’anno la partita più importante della nostra carriera sarà quella che arriva. Craft e Forray sono l’anima della squadra, hanno aggiunto Gentile, Pascolo, Blackmon che ha ritrovato la vena da realizzatore. Giocano in casa e già da anni hanno l’impronta da squadra tosta e dura, noi dobbiamo rispondere.

Penso che i ragazzi abbiano espresso un’ottima pallacanestro nelle ultime partite. Il legame coi tifosi si è rafforzato ancora di più e spero continui così. Le ultime due partite sono state importanti, molte cose positive e alcune da migliorare. Dobbiamo sempre cercare di migliorare i dettagli, sia offensivi che difensivi, c’è stata qualche palla persa di troppo. Si è scritto e detto tanto, ma la quantità non è sempre qualità. Ognuno è libero del proprio pensiero, ma una volta che parla pubblicamente diventa schiavo del suo pensiero. Serve tranquillità per creare delle basi solide e raggiungere gli obiettivi. La cima della montagna si raggiunge solamente passo dopo passo. L’erorre più grave è quando lo scalatore alza lo sguardo, lì arriva lo scivolone. Io ho il dovere di proteggere i miei alpinisti. 

Il primo posto? Non aggiunge o toglie positività a quanto fatto finora. Potremmo accontentarci ed essere ai contenti, ma io non lo sono. È solo l’inizio, una buona base per quello che ci aspetta. Siamo stati scelti per questo, fa parte del processo per arrivare a certi risultati. Nelle ultime stagioni non siamo mai stati ai playoff, quindi vuol dire che ad inizio stagione ci sono 8 squadre sicuramente migliori di noi. L’autoconvinzione è molto facile, ma convincere sul campo è più difficile. Parlare meno e fare. Io seguo il messaggio del presidente Zanetti: passo dopo passo, consapevolezza nei propri mezzi.

Parlo di ‘una partita per volta’ perché credo sia la cosa migliore per vincere. Noi dobbiamo vincere le partite. Durante la quotidianità spesso cerchiamo di aggiungere qualche aspetto anche relativo a partite successive. Le Top16 in questo momento sono fondamentali, per le final eight ed i playoff ci sarà tempo per pensarci. 

La società è attenta sul mercato, non esiste un mercato invernale come nel calcio. Il nostro direttore generale Paolo Ronci ci tiene sempre informati, le decisioni poi sono prese insieme. Finché non c’è un giocatore fatto e firmato è inutile parlare di giocatori. Io non l’ho mai fatto e non lo farò mai.

Markovic ha ancora qualche fastidio al braccio destro (gomito), ma gli altri hanno risolto i vari acciacchi,  il polpaccio di Gamble è a posto. Si stanno allenando bene, ieri a fine allenamento gli ho fatto i complimenti, mi piace dirlo pubblicamente quando se lo meritano. Gaines questa settimana si è allenato normalmente, ha risolto definitivamente il problema che aveva avuto a Sassari.

Baldi Rossi? Un mese fa abbiamo fatto una chiacchierata. Gli ho chiesto cosa aveva fatto quando ero arrivato. Mi ha detto di aver lavorato tanto, nei primi mesi aveva perso un po’ di sicurezza, ma doveva restare tranquillo. La sua crescita è arrivata quando ha iniziato a giocare ed allenarsi con più intensità, chiedendo di più a se stesso. Ha ritrovato la sicurezza necessaria per giocare bene.

Fino a 10 giorni fa le nostre carte non erano scoperte, mettere Teodosic in quintetto ha cambiato un po’ le cose, lui è un giocatore veramente importante. Uno tra Markovic e Teodosic sempre in campo? Mi sono ispirato alla gestione di D’Antoni con Harden e Paul: osservando i loro dati mi è venuta questa idea, credo sia importante per il gioco e per gli altri.”

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