Trieste – Fortitudo Bologna, Dalmonte: “Ho espresso la volontà di restare e dopo la partita con calma ne parleremo”

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Le parole di coach Dalmonte in vista della sfida contro Trieste: “Il risultato di ieri cambia la prospettiva e l‘impostazione emotiva sulla partita di Trieste. Penso che orgoglio, senso morale, rispetto per quello che abbiamo fatto e il desiderio di non sporcare quanto fatto negli ultimi mesi sia sufficiente per giocare una partita, perché ogni palla a due rimane nella memoria. Il desiderio è di fare il meglio possibile consapevoli del valore della partita. Nei 40 minuti dovremo avere presenza, è chiaro che qualsiasi cosa succederà non deve cancellare quanto fatto fino ad oggi, è necessario un ottimo impatto. Trieste ha proposto nelle ultime giornate situazioni di organico particolari perché il recupero di Fernandez ha fatto sì che partissero con quintetti atletici, con giocatori molto offensivi, e noi cercheremo con le nostre regole difensive di contenere il flusso e gli obiettivi del loro attacco e dovremo cercare di reagire alle difese che proporranno perché ne possono proporre varie, soprattutto sui pick and roll.

E’ un periodo particolare, l’ultima partita decisiva l’abbiamo giocata con Cantù e poi c’è stato un break in attesa dell’ultima giornata che è stato un momento particolare. Oggi dobbiamo rigenerare le motivazioni, il senso morale e di responsabilità, l’orgoglio, l’ultima partita va onorata a prescindere al 100% e a prescindere da ciò che dice la classifica. Non sono l’interlocutore giusto che possa dare la certezza che la Effe tornerà qui. È chiaro che nel caso in cui succeda dal punto di vista emotivo, per chiunque sarà dentro al PalaDozza il prossimo anno ci sarà qualcosa di particolare e speciale, è l’aria e il sentire delle mura, l’entrare in questa arena.  Non ho ancora salito le scale dalla parte della grande emozione, ma credo sia inequivocabile che tutto ciò che appartiene al PalaDozza genera emozioni attraverso cui poi si crea ciò che si genere in campo.

La mia posizione è semplice, ho espresso il mio desiderio di restare e credo che ogni cosa a prescindere dalle volontà, necessiti del tempo giusto. Ci sarà la sirena della palla due, poi si affronterà la situazione e se ne parlerà con serenità e trasparenza.

Se ti guardi dietro puoi fare mille valutazioni, puoi guardare il passato con rammarico o con cauta ma giusta soddisfazione, quindi a prescindere e a maggior ragione dopo l’ultima guardarsi indietro deve servire solo per analizzare le situazioni da migliorare. Non possiamo farci appesantire da un rammarico. Tutti si sono appellati alle situazioni del covid, ma guardarsi indietro deve servire solo da lezione per imparare, il rammarico non fa parte del mio modo di pensare e vedere.

È importante che la stagione sia stata salvata e credo che in un anno in cui tante piccole cose facenti parte anche del destino non sono andate nel modo giusto, abbiamo contenuto un’annata partita in un modo e vissuta in un altro, centrato l’obiettivo di salvare la stagione. Credo sia altrettanto importante fare una valutazione su quanto una partita possa cambiare l’esito di una stagione. Se la prima parte della stagione qualcuno l’ha definita da 4 allora la seconda è da 8 (per arrivare al 6). Io credo che nella seconda parte di stagione nelle tante piccole difficoltà che nella somma hanno dato una grande difficoltà la squadra sia stata poi brava nel complesso.

Giochiamo con una squadra che ha meritato i playoff e ha un organico diffuso, con doppio ruolo certo, un panchina importante, che a livello di forza emotiva è spinta da una presenza di playoff sicura. Finora abbiamo parlato di noi, ma c’è un avversario con una determinata forza. È vero che sarebbe meglio arrivare 10° piuttosto che 14°, ma dobbiamo essere bravi a prescindere a presentarci nelle modalità giuste per affrontare una partita in cui avremo certificate criticità da risolvere che l’avversario ci proporrà in campo”.

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