Trofeo Lombardia: Pozzecco: "Troppo remissivi. Dobbiamo lavorare tanto sulla testa"

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E’ un Pozzecco scuro in volto quello che si presenta in sala stampa al termine della pesante sconfitta contro l’Olimpia. Pesante non tanto, e non solo, nel punteggio ma difficile da digerire soprattutto per l’atteggiamento remissivo che Varese ha mostrato nei primi 20’. Il coach di Varese cerca di capire cosa non sia andato per il verso giusto scrutando il foglio delle statistiche, ma la sensazione è che i problemi stiano altrove. “C’è poco da essere contenti, basta veramente poco per giocare meglio. E’ una questione di testa, di approccio. Stasera non mi è piaciuta la remissività che abbiamo mostrato appena siamo andati un po’ sotto nel punteggio. Serve fiducia ma quella la si acquisisce solo giocando.”. Fino ad ora Varese ha affrontato squadre di pari categoria mostrando a tratti buoni segnali, ma stasera forse sono emersi, più che in altre circostanze, i limiti di un roster corto. “Rispetto a loro siamo un cantiere aperto, e non c’era bisogno della partita di stasera per constatare il gap di categoria che ci divide. Le nostre armi devono essere quelle dell’intensità difensiva, del ritmo, del giocare insieme e questa sera si sono viste solo nell’ultimo quarto.”. La società si è già mossa per cercare dei correttivi, firmando Deane che si aggregherà al gruppo in settimana. Ma coach Pozzecco rischia di ritrovarsi con gli uomini ancora più contanti dopo l’infortunio accorso a Rautins a inizio quarto periodo. “Dobbiamo ancora valutarlo. Spero non sia nulla di grave altrimenti sarebbe un problema. Stasera Robinson era influenzato e Kuba ha dovuto giocare praticamente 40’, e se dall’altra parte c’è Milano diventa tutto più complicato, ma è stupido parlare adesso di queste cose.”. Gli chiediamo se i soli 24 punti del primo tempo sono dipesi solo dall’aggressività difensiva di Milano, oppure anche da un eccessivo individualismo a volersi fare carico delle sorti della squadra. “Loro hanno iniziato mettendoci subito grande pressione. Dobbiamo abituarci a giocare con le mani addosso e in generale capire che quando succede la soluzione è muovere la palla e non cercare l’azione singola perché gli altri sono li che non aspettano altro.” Infine, gli chiediamo se si sente preoccupato da un inizio di preparazione altalenante. “Io sono sempre preoccupato. Ma l’anno scorso mi è successa la stessa cosa e questo è servito a compattare ulteriormente il gruppo. Sono fiducioso che questo possa avvenire anche quest’anno perché vedo che i ragazzi hanno voglia e dimostrano di volermi seguire.”

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