Umana Reyer Venezia, e se fosse solo questione di aver pazienza?

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Proviamo ad analizzare questo avvio di stagione orogranata, a detta di molti quasi disastroso, ma come ogni nuovo ciclo va contestualizzato altrimenti si rischia di cadere facilmente in errore.

Questa analisi è stata fatta giocatore per giocatore, visto che mai come quest’estate il roster è stato rivoluzionato.

STEFANO TONUT

L’ultimo MVP della passata stagione è alla ricerca della riconferma dopo un’estate “chiacchierata” e soprattutto movimentata dalla Nazionale. Ha fatto vedere alti e bassi ed è probabilmente alla ricerca della miglior condizione fisica

MICHELE VITALI

In parte vale lo stesso discorso fatto per Tonut, anche lui viene da un’estate in cui non si è mai fermato, se non per sposarsi. E’ un giocatore di “striscia”, non appena sarà al top crediamo potrà essere una pedina fondamentale per lo scacchiere di De Raffaele.

JEFF BROOKS

E’ partito forte, salvo poi avere qualche acciacco fisico. Per il suo carisma ed esperienza, soprattutto dopo gli anni passati a Milano, siamo sicuri che potrà dare una grossa mano, soprattutto per l’integrazione dei nuovi. Affascina l’umiltà con cui si è calato nella parte.

VASILIS CHARALAMPOPOULOS

E’ forse quello che al momento è più in difficoltà. Complice anche un’infortunio in Supercoppa ha perso un po’ di fiducia e dovrà riacquisire in primis quella in se stesso e poi quella del coach. E’ di scuola greca e difficilmente ci si sbaglia, forse per lui ci vuole un po’ più di pazienza.

TARIK PHILLIP

A lui sono state consegnate le chiavi, ma acquisire schemi e tatticismi di De Raffaele è molto difficile. I giochi sono tantissimi e perfino uno come Haynes ci ha messo del tempo. Se saprà adattarsi, ma soprattutto sacrificarsi, pensiamo che possa tornare tranquillamente sui livelli visti a Bursa.

VICTOR SANDERS

E’ partito bene in Supercoppa, ed è sicuramente uno dei giocatori di maggior talento passati in laguna. Forse per la sua estrosità fatica ad adattarsi al ruolo imposto, ma anche lui appena troverà un equilibrio tra la “giocata” e quanto richiesto potrebbe essere un surplus da non sottovalutare.

MARTYNAS ECHODAS

A volte sembra intimidito e sembra far fatica a livello fisico. E’ il cambio di Watt, che non è poco, ma ha sicuramente movimenti e verticalità, d’altronde è un lituano, dovrebbe essere forse un po’ piu “malizioso”.

ANDREA DE NICOLAO

All’inizio ha forse sofferto il minutaggio ridotto rispetto alle scorse stagioni, ma ha dimostrato, come contro Pesaro, che se in fiducia risulta determinante. E’ sicuramente uno di quelli che può trainare il gruppo e trasmettere l’attitudine e lo spirito Reyer ai nuovi.

JULYAN STONE

Tesserato come “straniero di coppa”, è l’idolo del pubblico, sta trascinando i compagni con solito carisma e la sua capacità di adattarsi ormai a qualsiasi ruolo. Vale lo stesso discorso fatto per De Nicolao, impersona lo spirito orogranata in tutto e per tutto.

MITCHELL WATT

Nulla da dire, si sta dimostrando solito pilastro e punto di riferimento per De Raffaele. Leader silenzioso se ce n’è uno si sta caricando tutto l’attacco e non solo sulle spalle.

BRUNO CERELLA e VALERIO MAZZOLA

Al momento sono i meno utilizzati da De Raffaele, il più delle volte per scelta tecnica. Fanno parte del gruppo storico e soprattuto uno come Brunito può fungere da collante tra il vecchio e nuovo ciclo orogranata.

AUSTIN DAYE

vuoi o non vuoi vai sempre con Austin Daye. Giocatore di talento puro, ma con grossi limiti difensivi e non solo. Era finito ai margini del progetto orogranata, ma il suo talento non può e non deve essere messo in discussione e per conto nostro uno cosi è sempre meglio averlo con che contro.

MICHAEL BRAMOS

Il capitano, come e quanto manca? Tanto, è un’assenza che tanti fingono di dimenticarsi, ma capitan Bramos con il suo carisma, oltre che la sua conoscenza del gioco è un punto di riferimento. Dovrebbe rientrare entro fine anno, Vitali ha confermato di ispirarsi a lui ed un motivo ci sarà

WALTER DE RAFFAELE

Ha già passato momenti come questi e sa sicuramente come venirne fuori. Ha la piena fiducia del club che lo “ha scelto” per far partire questo nuovo ciclo. Grazie al suo carisma e alla sua conoscenza del gioco crediamo che, unitamente a tanto e tanto lavoro, possa arrivare a far rendere al meglio tutti, soprattutto i nuovi. Sappiamo che WDR non è uno a cui piace parlare e che spesso si mette a far scudo dei propri giocatori per tutelarli e permettere loro di lavorare al meglio.

L’AMBIENTE

Sta soffrendo, più volte il coach e lo staff hanno chiesto il supporto dei propri tifosi, che, soprattutto nel momento del bisogno hanno sempre dimostrato di poter dare quella spinta in più alla squadra.

RIASSUMENDO

Rispondendo al nostro titolo la risposta è NI.

Serve pazienza per quanto è stato cambiato, ma allo stesso tempo serve tanto lavoro e spirito di sacrificio da parte di tutti. Venezia ha un roster profondo, forse come non mai, ma ha soprattutto un’allenatore che negli ultimi anni ha dimostrato tanto. L’aveva detto lui ad inizio stagione, servirà pazienza, e se lo dice lui noi ci crediamo e non ci resta che aspettare.

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