Vanoli Cremona, Portaluppi: “C’è una logica sportiva e non siamo in NBA: se non vinci è giusto tu retroceda”

Le parole del GM della Vanoli Cremona, Flavio Portaluppi, intervenuto nella tramissione ‘Vicini di Banco’ su Basket108.

di Mario Giuliante

Intervenuto come ospite durante la tramissione Vicini di Banco, condotta da Mario Giuliante e Michele Fiorenza e in onda su Basket108, il GM della Vanoli Cremona Flavio Portaluppi ha affrontato alcune tematiche legate al mondo Vanoli e al campionato in corso.

“Contro Milano e Venezia abbiamo giocato due ottime partite, tanti complimenti, ma alla fine purtroppo per noi zero punti in classifica. Un grande rammarico. Avrei preferito giocare meglio contro Trieste, portando a casa i due punti. Reyer e Milano sono per noi di un altro livello, così come la Virtus che affronteremo nel prossimo turno. All’andata siamo riusciti a fargli uno scherzetto, ma sabato sarà molto complicato. La salvezza è il nostro obiettivo principale, da raggiungere il prima possibile per evitare di soffrire fino all’’ultimo. Siamo soddisfatti di quello che siamo riusciti a costruire, nonostante un’estate non facile. Il tutto però deve essere tradotto in punti in classifica, perché possiamo giocarcela con tutti”.

Il GM ha parlato anche di Galbiati e del futuro di Hommes:
“L’ho voluto fortemente. L’avevo conosciuto come assistente a Milano, e poi si è completato con esperienze come capo allenatore fra Torino e Biella. E’ un allenatore moderno e ben preparato. Ha conoscenze dei giocatori e del gioco, ed unisce la capacità di essere complice dei suoi giocatori. Hommes? Si è costruito una reputazione per la quale faremo fatica a riproporlo nel nostro roster. Già in questa stagione ci sono stati interessi da parte di club che disputano le coppe. Non sarà semplice poterlo trattenere”.

Ricavi nell’era Covid? “La nostra soluzione è molto semplice. Abbiamo tagliato il budget in maniera drastica, facendo passi misurati, e garantendo la copertura totale. I nostri giocatori non hanno avuto soprese nei pagamenti fin dal primo stipendio di settembre, e sono certo che non ne avranno fino alla fine. C’è stata un’ottima risposta dei nostri sponsor locali, e nonostante i ricavi da sponsorizzazione siano calati del 30% in ambito sportivo, grazie anche al contributo del consorzio, la nostra quota è invece aumentata rispetto allo scorso anno. Il movimento però ha bisogno di ritrovare la gente al palazzetto. Alcune società hanno fatto sforzi importanti, fra cambi di allenatori o giocatori, anche senza grosse risorse dietro a sostenerle. La Federazione è venuta incontro alle società modificando e rendendo più blandi i controlli della Comtec. Tutto questo induce le società a spendere, ma prima o poi questi soldi bisogna metterli. Poiché i ricavi da biglietteria non ci sono, io prevedo e temo che la prossima stagione possa essere ancora più complicata per tante società. Perché qualcuno ha voluto fare investimenti per mantenere il proprio diritto sportivo. Non ci sarà solo il problema di chi retrocederà, ma anche quello di chi salvandosi ha sostenuto dei costi che in realtà non poteva sostenere”.

Infine sul campionato che si sta giocando: “Non è un campionato falsato, ma è venuta meno l’equità competitiva. I casi di Covid potrebbero anche ricapitare, per esempio nell’imminenza dei playoff, e quindi un eventuale decisione doveva essere presa in considerazione durante il girone di andata, quando ci sono stati i primi casi. Fermo restando che sarebbe giusto e coerente avere un campione d’Italia a fine anno, perdere un trofeo è un problema, ma non è come perdere il diritto a partecipare al campionato. Non siamo in NBA, c’è una logica sportiva, che dice che se non vinci è giusto tu retroceda”.

Flavio Portaluppi

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